La ingenuotta, somarella, infinitamente presuntuosa Raggi, rimane in sella. Speriamo che non sia l’ennesimo errore

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Continuo a chiedermi perché un tipo che viene beccato per telefono (signori miei, per telefono!!!) a pietire, rivolgendosi a uno come Sergio Scarpellini (che solo un vero cretino può immaginare che non sia sempre, in modo costante e permanente, attenzionato, a turno, dai Carabinieri, dalla Polizia di Stato e soprattutto sempre e comunque dalla Guardia di Finanza, o tutte e tre le forze armate contemporaneamente), perché Francesco Gaetano Caltagirone, il Padrino di Roma, intervenga a suo favore nella vicenda che gli si stava ingarbugliando, si sentisse pronto ad essere assunto nei Servizi segreti?

Che idea si sono fatti questi piccoli delinquenti, corrotti e corruttori (quando serve), baciapile (quando serve), volgari maschilisti (quando serve), disponibili pieno tempo con il potente di turno (quando serve) di cosa “serva” ad un servizio di intelligence per “servire” gli interessi della collettività?

somarello

Ci deve essere in giro una cattiva immagine delle nostre Agenzie, se tali guitti ritengono di poter essere utili al Paese, solo perché raccomandati da un prete maratoneta. Un testa di cazzo come Raffaele Marra non sarebbe mai potuto essere un “agente di influenza” perché si è visto quanto, in modo sguaiato, ha saputo fare. Al massimo, quando pensava a se in questo ruolo, devo essersi immaginato con l’influenza e, in malattia, a beccarsi il lauto stipendio con tanto di indennità di cravatta. Forse un po meglio nel ruolo di “agente provocatore” che incita e incoraggia individui sospetti ad un crimine al fine di documentarlo.

Forse, equivocando la classificazione, si immaginava “agente di penetrazione” che, viceversa, non occupandosi di sfinteri maschili o femminili o trans, è personale altamente specializzato che solo dopo un particolare addestramento riesce a penetrare, in incognito, organizzazioni nemiche o reti criminali. Non credo che i delinquenti che lo hanno strumentalizzato possano essere arrivati a definire “reti criminali” il M5S? E poi, diciamolo, per fare l’agente di penetrazione anche in un Paese sgarrupato come l’Italia, sono richieste conoscenze antropologiche, religiose (non basta genuflettersi con un monsignore), sociali, ideologiche. Un agente di penetrazione deve conoscere il Paese in cui opera, oltre alla perfetta padronanza della lingua. In particolare è un soggetto particolarmente ferrato in ambito psicologico al fine di entrare il più possibile nella mentalità dei suoi interlocutori.

Forse sognava di divenire un “agente in sonno” così, tra sogno e sonno, avrebbe abilmente aspettato il giorno della pensione congrua dopo aver servito non l’Italia ma Scarpellini e tutta la cricca dei costruttori. Un “agente in sonno” conduce una vita normale come un qualunque altro cittadino fino a quando non diviene necessario il suo intervento. Forse, vaneggiando, si vedeva pronto per essere un “agente speciale” che non a caso lavora per un’agenzia governativa rivestendo in genere altri incarichi. Vengono selezionati (o così dovrebbe essere) per livello culturale, professionalità e idoneità fisica. Indagano solitamente su questioni relative alle violazioni delle leggi, alla sicurezza nazionale, a delicati eventi internazionali. Spesso lavorano sul campo e sono specializzati in settori “operativi” anche di tipo militare.

asinello3

Non mi pare il caso di questo ragazzotto pronto a tutto per …una casetta dell’Enasarco.

Marra mi sembra più disposto a fare “l’agente doppio” che simula di lavorare per un’agenzia o per il suo Paese ma in realtà opera a favore di un’organizzazione nemica.

Ci posso essere anche altre classificazione ma in questo momento per un cazzone come questo che si mette a telefonare a Sergio Scarpellini per chiedere di essere “salvato” proprio da quello che chiunque di buon senso considera il capo della congiura contro il M5S, mi sembra che, qualunque collocazione, sarebbe inadatta. Se non quella dove si trova. Cioè in galera. Dove lo lascerei fino a quando non si decidesse a parlare. Più di come ha già fatto, a telefono. Visto come era loquace e ansioso con Scarpellini, non dovrebbe essere troppo difficile farlo “parlare”. Forse, visto il tipo, potrebbe essere difficile farlo smettere. Vediamo e prepariamoci ad altri colpi di scena.

Comunque, in questa sporca vicenda, perdonata o meno, continuo a chiedermi dove sia vissuta una (in questo caso Virginia Raggi) che mostri di non sapere che tipo possa essere uno che nella vita vuole fare l’agente dei servizi segreti e che, per cercare di farlo, chiede aiuto e consiglio, invece che ai suoi superiori di riferimento nella GDF (il generale Nicolò Pollari, ad esempio, era un ufficiale formatosi in quel corpo armato e che, negli anni, ha sparso in giro per i servizi un sacco di uomini fidatissimi compreso qualche babbeo civile come Pio Pompa o Aurelio Voarino) ad un’aitante maratoneta, prestato alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana, come mi è sempre apparso Giovanni D’Ercole, più che un sacerdote attento ai bisogni dei “poveri cristi”?

Marra, era notorio anche ai sampietrini che avesse un rizoma con il cattolico opusdeiano (si può dire una cosa così mal detta?) Gianni Alemanno.

asinello2

Chiunque poteva dedurre facilmente che Marra avrebbe rappresentato il rapporto tra il vecchio disgustoso personale politico e amministrativo che aveva venduto Roma e gli interessi dei romani come mai si sarebbe potuto immaginare e il nuovo che doveva entrare grazie alle forze fresche del M5S ma non Virginia Raggi! Non è un dato che depone a suo favore. Come minimo, è una povera scema.  In particolare le intercettazioni tra Scarpellini e Marra riportano, come prova logica inequivocabile, a Francesco Gaetano Caltagirone, considerato dal “messo in mezzo” e spaventato Raffaele Marra, l’unico che lo poteva salvare dalla campagna di discredito ormai scattata da cui capiva che sarebbe stato travolto, lui per primo.

Il Padrino di Roma, come per troppo tempo lasciati soli abbiamo anticipatamente sostenuto, è certamente Francesco Gaetano Caltagirone e per trovare chi stia attentando alla stabilità della convivenza civile della Capitale, provando a ribaltare il risultato elettorale (queste sì che sono logiche neo-golpiste) ci si deve recare, senza ombra di dubbio, in via Aldrovandi, in via del Tritone o, ancor più semplicemente, in Corso Francia, se si vogliono fare “flash mob” di una qualche utilità.

Se ti odia Caltagirone nessuno al mondo può decidere di tenersi vicino un servo di Caltagirone!!!!!

Oreste Grani/Leo Rugens

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