L’Italia è in ginocchio e chi non lo avesse capito va cortesemente messo alla porta o ricoverato, come si faceva un tempo

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È in ginocchio molto più di quanto (ora bestemmio) nel 1992 la Prima Repubblica sembrò essere al capolinea. Eppure (continuo a bestemmiare) le stragi di quell’anno di sangue vedono cadere, sul fronte della lotta alla grande criminalità e all’intreccio fra Mafia, Stato e Partitocrazia, prima Giovanni Falcone e i suoi scudieri il 25 maggio e poi Paolo Borsellino fatto letteralmente a pezzi il 19 luglio in via d’Amelio.

Ma, venerdì 17 febbraio do quello stesso anno, era stato arrestato il mariuolo del PSI Mario Chiesa dando la stura alla kermesse “Mani Pulite” e le sue migliaia di teste che sembravano rotolare. Tranne quei pochi che si tolsero la vita (non entro nel merito), tutti gli altri, a un certo punto, non solo sono tornati in corsa ma in alcuni casi hanno reiterato i comportamenti.

Dicevo che il Paese è in ginocchio perché non ha neanche più la speranza di una “Mani Pulite” ne, paradossalmente, quella di vedere comparire all’orizzonte (1994) un mascalzone come Silvio Berlusconi e la sua banda intima di criminali, con l’eccezione di Federico Confalonieri, tutti finiti successivamente in galera.   

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Gli arresti (anche numerosi e a ritmo scadenzato quotidiano e per reati gravissimi) non fanno più scalpore. Tantomeno si delineano ipotesi di nuove compagini politiche degne di tale nome, con l’eccezione del M5S. Che sarebbe Movimento risolutivo se i dirigenti, emersi nella semi-spontaneità, avessero studiato un po’ di più e con maggiore umiltà metodologica. Soprattutto se avessero accolto, con intelligenza, i consigli di chi li invitava a muoversi verso la conquista del potere (passatemi l’espressione) ricordando che il potere nessuno te lo cede senza difenderne i privilegi. Come si sia potuto andare a questa “Filippi”, è ancora un mistero. Certo, si capisce da chi è partito l’ordine ma, mi dispiace per il quotidiano La Verità, non è un ordine partito a cose e vittoria ottenuta ma molto, molto, molto tempo prima, in sede locale, quando a Roma anche l’ultimo dei distratti, sapeva che avrebbe vinto il M5S. La mossa è stata fatta evitando che il candidato a sindaco fosse chi, nel M5S, non si sarebbe potuto attaccare in alcun modo e la strategia di questa mossa vincente (maledetti loro e l’ingenuità dei “grillini”) va cercata con l’ingaggio/messa in mezzo, in tempi non sospetti, del Marra Vincenzo e nel aver puntato sulla fragilità della Raggi e delle sue frequentazioni semi-professionali. Nulla di grave ma non per sedersi sulla sedi che fu di Ernesto Nathan e finalmente poter ridere, dopo un secolo, non c’è trippa per i gatti. Oggi sappiamo che non era la corvina Raggi l’erede di Nathan, massone ed ebreo irreprensibile.

Punto. L’operazione, come un giorno lontano (?) riusciremo a dimostrare, che non parte da Palazzo Chigi ma da altri palazzi di Rometta nostra.

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Operazione che non può essere stata fatta senza il supporto di ambienti mercenari (anche di provenienza para-statale) abili nell’ascolto e nei pedinamenti elettronici tanto da saper tracciare una mappa delle frequentazioni che si articolavano intorno alla candidata (in realtà a mio modesto avviso il carotaggio era stato predisposto per la rosa intera) e delle ombre che queste frequentazioni lasciavano.

Ma come chi sa di queste cose sa, nulla, in elettronica, non lascia l’ombra e quindi, con un po’ di pazienza, vuoi vedere che questi pezzi di merda li troviamo e li consegnamo alla cronaca (giudiziaria) e alla storia politica italiana?

Buon Natale a tutti tranne che a quelli che si sono presi soldi per tradire la speranza, la volontà del Popolo Italiano, la Repubblica che sarà.

Oreste Grani/Leo Rugens fiducioso che questi conti (capisci a me!), prima o poi, li regoliamo.

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Conti che sono passati certamente per l’ambiente, l’elettronica, i moventi e i soldi che non possono ad un certo punto e a risultati avvenuti, non passare di mano, fosse anche vecchia maniera in contanti.

Speriamo che ci siano in giro per la Capitale occhi memori a sufficienza per ricordare (e riferire) come questa sporchissima ed eversiva storia, sia andata, perché simpatica o antipatica la Raggi, chi ha tramato ha scelto di sovvertire (!!!) il dettame costituzionale e l’esito delle elezioni.

Non è che siccome la Raggi è “gaggia”, un po’ arrogante, un po’ debole, un po’ fessacchiotta, Gaetano Francesco Caltagirone o Giovanni Malagò, diventano dei chierichetti.

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