Che il “Caso Shalabayeva” non fosse chiuso, ora lo capiscono anche i ciucci presuntuosi e i traditori di Stato!

FRANCE-KAZAKHSTAN-TRIAL-BANKING-RUSSIA-UKRAINE-DIPLOMACY

IL 23 DICEMBRE SCRIVEVAMO QUELLO CHE TROVATE DI SEGUITO.

IERI AD ASTANA HANNO ARRESTATO PER REATI ATTINENTI LA SICUREZZA DELLO STATO NURLAN KHASSEN INDICATO DA QUESTO MARGINALE ED ININFLUENTE BLOG QUALE IL COMPAGNO DI MERENDE DI AURELIO VOARINO.

KHASSEN E’ STATO – SENZA OMBRA DI DUBBIO – L’ORGANIZZATORE SUL CAMPO DEL RAPIMENTO DELLA SIGNORA SHALABAYEVA E VOARINO, COME ABBIAMO SEMPRE DETTO, DEVE ANCORA SPIEGARE PERCHE’ UN OSCURO TRAVET TORINESE (DIRIGENTE STI) SI INTERESSAVA FULL TIME DEL RAPIMENTO SHALABAYEVA E DELLA CACCIA AL LATITANTE ABLYAZOV.

PER ORA MI TACCIO STREMATO DAGLI ORGASMI CHE DA IERI LA VITA MI DONA VECCHIO E TARDO COME SONO.

ORESTE GRANI/LEO RUGENS E LA REDAZIONE TUTTA CHE ALTRETTANTO SE LA GODE.

COME TUTTI I LEONI SENTIAMO ORMAI L’ODORE DEL SANGUE DI AURELIO VOARINO E DI TUTTI QUELLI CHE LO HANNO DIFESO E COPERTO FINO AD OGGI.

29 DICEMBRE 2016

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Come dal Processo di Perugia, a scendere, si vedrà!

E questo, con grande fierezza e senso di stima ed amicizia, lo dico a chi non ha saputo/voluto ascoltare (Gianroberto Casaleggio non fu certo tra questi) quanto Alberto Massari autore della pubblicazione “….” edita – appunto – con la Adagio Editori, in solitudine, seppe scrivere al riguardo. E in tempi non sospetti, come è opportuno ricordare.

La testimonianza di come  – dalle parti di questo marginale ed ininfluente blog – la si pensasse sulla gravità della situazione venutasi a creare nel NON lontano maggio 2013, intorno alla vicenda “rapimento ed espulsione illegale di Alma Shalabayeva”, è data dai post elencati in calce e dalle sguaiate ed imprudenti azioni che da parte di Aurelio Voarino ne sono seguite.

Sguaiati e imbelli tentativi di farmi tacere mandandomi sotto, con fare subdolo e traditore dell’ospitalità offertagli, chi nella vita professionale, uscito (?) oltre a tutto fresco dai ranghi dei servitori dello Stato, avrebbe dovuto fare altro che dichiararsi amico dei traditori degli interessi della Repubblica (intendendo quella italiana perché quella kazaka, lo sappiamo, voi la servivate) e di chi in Italia agiva a discapito certo degli interessi della nostra gente.

Passo dopo passo, vedremo chi stava nel giusto e chi, per quattro soldarelli utili a pagare stili di vita e puttane a go-go, agiva perché Ablyazov fosse catturato illegalmente (con l’esca della moglie consegnata a Nazarbayev) e poi fatto sparire (intendo anche morire, visti i precedenti di come sono da anni trattati gli oppositori in Kazakhstan!) nella terra dove sciamani e dervischi un tempo esprimevano raffinata religiosità e percezione del fantastico evocando……… “Energie superiori”.

Ci siamo, piccolo sorcio malevolo! Ora è tempo di verità e di racconti ulteriormente dettagliati e di prove certe da offrire alla nostra gente che ha diritto di sapere chi tradisce, chi lecca il culo oscenamente agli ambienti dentro e fuori l’ENI, chi, con l’ENI, fa affari a discapito degli interessi delle bollette energetiche dei già tanto tartassati compatrioti italiani. 

Con Ablyazov, coraggioso dissidente, prigioniero e sotto minaccia di estradizione, era più facile fare i gradassi provando a ingiungermi di smetterla di chiedere a chi lo potesse fare di chiarire perché una strana coppia come quella costituita da Aurelio Voarino ed Ezio Bigotti potesse essere, lontano formalmente chilometri luce dal core business delle loro aziende (Gruppo STI) pronta a tenere bordone a Kassen pronta a riscuotere taglie per dare la caccia ad Ablyazov.

Che ora che è libero deve sapere, nome per nome, chi lo voleva morto e chi lo voleva libero e a capo di un movimento politico democratico capace – un giorno – di sostituirsi alla guida obsoleta di Nazarbayev. O di rientrare in Patria, da trionfatore, accolto come un figlio prodigo. Così come propose questa testa di cazzo, marginale ed ininfluente.

Parlo di me, con il piacere di farlo. Perché questo – da queste parti – non solo auspicavamo ma abbiamo operato perché avvenisse.

Io, se fossi il Sorcio malefico torinese starei in campana visto che razza di memoria lunga ha il Gatto (giocatore di scacchi) Ablyazov e per come, da vero patriota, ha saputo aspettare la fine della segregazione francese. Come sempre accade, nelle vicende complesse, non si deve avere fretta per godersi il piatto della vendetta che, come si sa, si gusta freddo.

Da oggi, ogni ora è buona per mettersi a tavola.

Aver pensato, servo dei servi dei nemici della Repubblica italiana, che, lasciandomi il cerino in mano, mi sarei bruciato i polpastrelli, è stata una vera struuuunzata.

Tra l’altro perché, come dici vigliaccamente in giro, io sono una persona pericolosissima. Per quelli come te, certamente.

Per l’Italia, vicceversa, sempre pronto ad ubbidire e servire, tacendo.

Oreste Grani/Leo Rugens

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