CONSIP alla resa dei conti!

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Secondo voi perché questo ininfluente e marginale blog, fin dal 28 febbraio 2013 (CONSIP CONSIP FORTISSIMAMENTE CONSIP. I PATRIOTI DEL M5S SI MERITANO DI POTER VIGILARE SU CONSIP. PER COMINCIARE) suggeriva ai neo eletti parlamentari del M5S di mettere sotto attenzione CONSIP?

Anzi, COPASIR e CONSIP! Niente da fare per i “grillini”, invece. Intervenne in particolare quel sano patriota di Lamberto Dini e il Copasir fu dato ai leghisti noti difensori della Nazione. Nei nostri lontani post davamo indicazione e consigli perché è nei Servizi e negli acquisti di Stato che si giocava (e si gioca) la partita del potere in Italia.

Mentre a Roma è bastato un Marra qualsiasi e una troppo fragile Raggi, scelta per essere aiutata, consigliata, protetta da Casaleggio prima di morire (ma poi è morto e i giochi sono cambiati), per i Servizi e per CONSIP, ci vuole ben altro. Come si vede.

Colgo l’occasione per rendere ulteriore omaggio ad Alberto Statera, ricordando che fu lui a spiegarmi chi fosse Alfredo Romeo (la Volpe di Posillipo) e quanto fosse pericoloso tale personaggio per gli interessi della nostra gente. Nelle maggiori città d’Italia le termiti alla Alfredo Romeo e quelli come lui che si fanno paladini della ottimizzazione della gestione dei patrimoni immobiliare dei comuni. E quindi delle case dei cittadini. Perché, non lo rimuovete, gli immobili dei comuni sono degli Italiani e non di Alfredo Romeo o di Ezio Bigotti o, piuttosto, degli azionisti della Prelios. Il non aver chiaro queste sottigliezze (di chi sono i palazzi) è la responsabilità primaria di Virginia Raggi quando si è voluta tenere, vicino-vicino, smarritasi alla morte di Casaleggio Padre, uno come Vincenzo Marra. Che di queste sottigliezze, viceversa, sapeva tutto. Vincenzo Marra che, a sua volta, era in mano di Scarpellini che, a sua volta, fa affari – da decenni – con Francesco Gaetano Caltagirone e la partitocrazia tutta.

Esca o non esca, ambiziosa o fragile, ora siamo nei guai.

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Tornando a CONSIP vedrete che non ci sbaglieremo anche questa volta: vuoi vedere che dalle parti di Alfredo Romeo troviamo la famiglia Renzi (non solo quella anagrafica)?

Vuoi vedere che troviamo il fedelissimo Dotti tasca destra del Matteo nazionale? Se li prendessero tutti sarebbe un altro omaggio postumo alla professionalità e l’intelligenza dell’amico Alberto Statera e a quell’apologo sull’onestà nel paese dei Corrotti di Italo Calvino che tanto gli piaceva.

Oreste Grani/Leo Rugens

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