La nuova Yalta vagheggiata da Putin e Trump nasce sotto pessimi auspici

WW2-YALTA

Se avete interesse e pazienza per verificare l’affermazione, fummo tra i primi (intendo dire un ora dopo l’annuncio) a dare, per certo (SE È ESPLOSO UN ORDIGNO A BORDO DELL’A 321, I FABBRICANTI DI MORTE HANNO VOLUTO COMINCIARE LA TERZA GUERRA MONDIALECONFERMIAMO: È COMINCIATA LA TERZA GUERRA MONDIALE), che quell’aereo russo, carico di turisti, in Egitto, fosse stato sabotato e che l’ordigno a bordo non poteva non essere stato collocato se non con la complicità di personale a terra, avente odio sufficiente per Mosca e i suoi dirigenti, considerati imperialisti nemici dell’Islam.

Così, in questi anni, altri episodi minori, ma altrettanto significativi, non potevano non essere riportati alla guerra tra la gente che riguarda anche il popolo di Putin.

Gli 007 russi, come dicono i cretini ignoranti delle televisioni di Stato (gli 007 sono agenti speciali con licenza di uccidere e nulla hanno a che fare con i comunicati stampa di smentita), affermano che si tratta di errore umano. A noi interessa poco (tendiamo ad escludere che si sia trattato di avaria vista la qualità della “merce trasportata”) se sia stato – o meno – un sabotaggio, tanto, tra pochi giorni, eventualmente, ci penseranno gli attentatori a coprire di ridicolo le autorità moscovite.

Visto il raggio (molto ampio rispetto all’altezza) in cui sono stati trovati i primi frammenti del velivolo e l’espressione (a pezzi) usata per il ritrovamento dei cadaveri, comincio a scommettere che anche in questo caso la sicurezza russa è stata violata. Comunque rimane un fatto drammatico che si aggiunge ai tanti di cui l’esercito russo si è fatto protagonista (o è stato protagonista), sotto tutte le latitudini, ormai impegnato come è a fare lui il gendarme del mondo a nome del capitalismo mondiale, ruolo una volta esclusività statunitense o britannica. Ai fatti drammatici, si aggiungono le “comiche”, tipo Ridolini,  come quando abbiamo visto un auto di piccola cilindrata penetrare, da una vetrata sfondandola, in un aeroporto a Mosca, senza che nessuno la potesse fermare. L’auto, dopo aver zizzagato a lungo tra i banconi, le sale d’attesa e il pubblico dei viaggiatori, se ne uscita per essere solo dopo intercettata ,a cose fatte, da esterrefatti poliziotti. Il pilota “pazzo” (e audace) era, per colmo di beffa, un ex giudice. Rimarrà una scena senza uguali nella storia delle “prese per il culo” in termini di sicurezza violata!

Per me, a differenza di quanto si dice, qualcosa sta succedendo alle spalle di Putin il Sanguinario, affiliato, non rimuovete il dettaglio, alla peggiore massoneria antidemocratica, tirannica, elitaria che si possa mai immaginare.

Il resto è noia, una volta per un massacro ad Aleppo; un’altra volta per la soppressione di ogni libera voce che in Russia provasse a raccontare altro da ciò che lo zar si vuole sentire dire; un’altra volta per la giovane icona che, dopo aver ucciso l’ambasciatore russo ad Ankara, si fa abbattere in diretta mondiale, affascinante nella sua gestualità elegante e professionale.

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A molti, anche in Italia, ripeto, piace Putin. Io, fin che vivo, starò con i dissenzienti russi, a prescindere.

Come feci per Andrey Sakarov, genio della fisica di cui mi presi a cuore la sorte ormai segnata in uno dei tanti ospedali psichiatrici che i sovietici usavano per schiantare il dissenso. Mi presi a cuore la sua condizione disperata e, scelti gli alleati giusti (dove siete Maria Teresa di Lascia, Marco Pannella e il suo/nostro Partito Radicale?), lo vidi tornare libero, grazie anche ad una campagna mondiale per la sua libertà, senza che mai il Premio Nobel russo venisse a sapere chi, in Occidente, aveva iniziato il percorso che portò alla sua liberazione.

Forse, vecchio e stanco, confondo tempi e situazioni ma ormai ogni smentita o affermazione che arrivi da Mosca non mi convince.

Questo mi accade da quando ho cominciato a capire chi mente sapendo di mentire.

Certamente iniziai a farmi un’idea sulle dittature moscovite, nel lontano 1956, quando i carri armati sovietici soffocarono nel sangue la libertà pochi giorni riconquistata con le armi dai patriotti ungheresi.

Putin e i suoi, geneticamente, mentono, sempre, comunque, sapendo di mentire.

Se volete darmi del prevenuto, cieco e sordo, fatelo.  Tanto, è tardi per cambiare idea su Mosca, il KGB e i suoi ex agenti, quale è Vladimir Putin, il tiranno. Da Mosca è arrivata ieri anche la notizia di un allarme bomba alla Metropolitana. Anzi, l’allarme riguardava ben tre stazioni che sono infatti state chiuse.

Falsi o veri pericoli? Avarie, errori umani, sabotaggi? Mi sembra che la Nuova Yalta, vagheggiata da Putin-Trump, nasca sotto cattivi auspici. E ancora non siamo al 20 gennaio 2017.

Oreste Grani/Leo Rugens

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