L’Obama di fine mandato non ci dispiace per niente

cia-museum

Un Obama super tosto come forse non è mai stato, mette sotto accusa la Russia di Putin e la tratta come un presidente – very patriot – avrebbe trattato l’URSS più minacciosa che si fosse mai vista.

Perché – diciamolo – la Russia di Vladimir Putin quell’URSS cattivona, ce la ricorda molto.

Possibile quindi che tra i 35 diplomatici/funzionari/sabotatori ci siano quelle manine abili in elettronica che hanno dato una mano determinante a Trump per vincere. 35 russi quindi vengono classificati persone non desiderate e con loro vengono d’imperio chiusi due centri ricreativi considerati in realtà delle centrali di intelligence super attive più che dei circoli culturali ludici per russi ludici e goderecci.

Più che gli allontanamenti (tantissimi comunque!), è questa seconda misura mi sembra più finalizzata a mostrare le vere capacità di governo delle cose complesse (potrebbe non essere finita la misura punitiva) di Trump quando si troverà a faccia a faccia con i vertici della CIA (e non solo!) dovendo mostrare al mondo di saper gestire un cetriolo che da ieri tende a piazzarsi nel bel mezzo delle “sue” di chiappe, abituato il biondastro, come mi sembra, a ficcare il “suo” di arnese nel didietro, preferibilmente, delle belle donne.

cia-seal

La mossa di Obama tende ad indebolire più avversari in questa vicenda che non considererei solo episodi di una guerra fredda essendoci in corso più luoghi delle terra dove si combatte spargendo sangue caldo e i russi e gli americani  – sotto false bandiere e non – si sfiorano, in continuazione. A cominciare dai territori dove normalmente opera la NATO che potrebbe/dovrebbe per questi motivi ritrovare una seconda giovinezza.

La vicenda delle interferenze e degli aiuti determinanti che Donald Trump potrebbe aver ricevuto, comunque ricadono nella concezione paranoica che mi contraddistingue, pari-pari quello che – da sempre – gli agenti sovietici (pardon, russi) svolgono nel settore della sovversione, per indebolire l’avversario e aiutare l’avvento al potere di gruppi legati alla loro  visione del mondo. Un tempo era l’ideologia marxista, oggi quella del nuovo impero russo. In ogni Paese del mondo l’intelligence di Mosca lavora prevalentemente su questi vecchi schemi che non potrebbero, per fattori culturali e di addestramento recente (il loro leader massimo Putin è un uomo che ha studiato nel KGB) vedere i paradigmi culturali profondamente cambiati. I russi sono antidemocratici per radici profonde (da centinaia di anni non sanno cosa sia un voto libero) e si alleano ovunque con le forze tiranniche e nemiche della libertà. Punto!

kgb-nedir

Chi dice cose diverse non solo si è fatto i suoi conti ma potrebbe essere che già è stato attenzionato dai Russi e arruolato nelle attività di guerriglia ideologica tendente a estendere il dominio dell’Impero Moscovita. Un tempo la tecnica era quella di destabilizzare  l’avversario agitandolo prima con scioperi, manifestazioni di protesta, scandalismo, corruzione, terrorismo  e attività pre-insorgenti. i russi sanno ancora fare attività “sovversive” di quanto li precede e non è da escludere del tutto che la vita cazzafrullona di Donald Trump non lo abbia, per motivi misteriosi, messo a contatto con ambienti abili nel tessere ragnatele avviluppanti.

Non si può mai escludere. Lenin era un massone sostenuto dai servizi segreti “capitalistici”, Trump potrebbe essere un tipo strano (non si può certo dire che non lo sia e che non abbia combinato guai a non finire prima di diventare il Presidente degli USA) chissà quando e chissà come attenzionato se non addirittura coltivato fino all’ingaggio. Certo sarebbe un segreto da ben custodire ma un segreto non impossibile. Il caso a volte lavora per le intelligence intelligenti.

32 anni prima (quindi poco tempo per cambi di paradigmi culturali profondi), cioè il 23 gennaio 1985 (in molti ricordate la vostra vita in quel periodo e con Trump già in giro per il Mondo a farsi tutte le ragazze disponibili e a mangiarsi soldi di papà), veniva fucilata a Mosca la più efficiente spia “occidentale” in URSS, Vladimir Vetrov che certamente in pochi conoscerete. Forse avete più dimestichezza con il nome in codice dell’agente segreto che fu Farewell da cui il film di grande successo uscito nel 2009 “L’affaire Farewell”. Il regista fu il francese Cristian Carion.

I servizi segreti francesi conoscevano bene la storia perché furono i fortunati destinatari di questa vicenda iniziata per motivi certamente casuali ma che rivelarono come effetto domino quanto fosse ramificata la rete di agenti “sovietici” (oggi gli stessi li chiamo “russi”) in occidente.

kgb-leader-2

L’agente Farewell fece scoprire centinaia e centinaia di agenti che operavano nella vecchia Europa. La sua storia è troppo bella e intrigante per trattarla con superficialità per cui  vi prometto che vi dedicherò un post. Se dovesse bastarne uno. Per oggi tenete a memoria che la carriera di doppiogiochista di Vetrov comincia con un casuale incidente automobilistico di poco conto (ma non per le regole rigide dei sovietici), a Parigi dove il nostro operava alle dipendenze del KGB, dieci anni prima del suo “tradimento”. Qualcuno (la società di immagine e comunicazione Thomson) pagò i danni di quell’incidente facendo in modo che Vetrov non fosse sanzionato dai superiori per quella distrazione (danneggiò la vettura cioè un bene dello Stato). Dieci anni dopo, quel gesto “riparatore” tornò utile come in altro post vedremo. Questo per dire che i percorsi carsici nel mondo della sicurezza, dello spionaggio, dell’Intelligence sono di difficilissima lettura (altrimenti non sarebbero rizomici e sotterranei) per cui tenderei a non escludere nulla in presenza di tanto accanimento da parte di un uomo equilibrato come Barak Obama. Non a caso i Russi (ex sovietici!!!), questa mattina, attaccano la Scuola a Mosca della CNN, considerata un covo di spie.

Non escluderei quindi nessun colpo di scena. E questo ve lo dice il blogger, marginale, ininfluente, mitomane, certamente millantatore che in molti ritengono che io sia. Ma anche quello che non solo ha fatto il tifo perché Nurlan Khassen (vedi HANNO ARRESTATO AD ASTANA NURLAN KHASSEN L’AMICO DI AURELIO VOARINO) non la passasse liscia ma che il 16 maggio 2016 (NEGLI USA LA DEMOCRAZIA – A VOLTE – FA BRUTTI SCHERZI: TRUMP, EX FIDANZATO (TRA LE ALTRE) DI CARLÀ BRUNI POTREBBE ESSERE ELETTO PRESIDENTE), primo ed unico blogger italiano (ad oggi così mi risulta) ad aver previsto, con certezza, la vittoria di Donald Trump. Ma – leggete bene – ho scritto “vittoria” e non  “insediamento”.

Queste ultime parole ovviamente sono scritte per giocare ad essere quel losco insinuante figuro che dicono che sia. Vedi nella saggia ed equa rete!

Oreste Grani/Leo Rugens

Annunci