La congiura del silenzio: perché nessun giornale italiano menziona l’arresto di Nurlan Khassen (НУРЛАН ХАСЕН)?

congiura del silenzio

proposito concorde fra più persone di non parlare di qualcuno e delle sue opere, spec. per danneggiarne la sua popolarità | accordo, più o meno esplicito, a tacere su un determinato argomento

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A quanto mi risulta, i media italiani non si sono accorti, dopo due giorni, dell’arresto di Nurlan Khassen, l’addetto alla sicurezza dell’Ambasciata kazaka in Italia, uno dei principali indiziati dell’affare Shalabayeva-Ablyazov.
Oggi 31 dicembre, batte un colpo il blog di Grillo a firma di Manlio Di Stefano, uno dei deputati del 5 Stelle che nel 2013 si recarono ad Almaty per incontrare la signora Shalabayeva e rassicurarla che nessuno poteva permettersi di torcerle un capello.
Ma come è possibile che tutti tacciano riguardo a un avvenimento così grave? Forse sono solo panettoni e cotechini l’orizzonte di interesse dei giornalisti nostrani in questo fine 2016?
Forse non bisogna disturbare un osceno governo composto da rimasugli e frattaglie della politica nazionale?
Chi mai può avere immaginato di affidare all’Alfano Angelino un ministero così importante qual è quello degli esteri?
Piaccia o meno, saremo sempre dalla parte dei Khassen, traditori o meno che siano del proprio paese, mai degli Alfano.
A questo punto non è sufficiente un “Alfanodimettiti”, è necessaria un’azione coordinata che denunci la congiura del silenzio sull’affare Kazakhstan che aiuti gli italiani a comprendere che intorno al “paese più importante del mondo” si gioca la partita delle partite.
Dionisia
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