L’Alitalia è moribonda come la democrazia e la fratellanza massonica

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Si annunciano altri 1.600 licenziamenti e questa volta, dopo Almaviva, tocca all’Alitalia ormai totalmente privatizzata ma, come si evince dal frangente drammatico, ancora guidata da mezze seghe. Questi, quando descrivono la nostra economia che verrà, parlano di moderato ottimismo. Per noi che siamo dei dilettanti della materia, andando avanti così, con un lavoro “sicuro”, in Italia, rimarranno solo i deputati e i senatori, supportati dalla burocrazia dei palazzi, Quirinale compreso. Ma andiamo per lettere dell’alfabeto. Siamo alla A e per questo stanno per saltare Almaviva, Alitalia. Poi, con la B, verranno Banca Popolare di …, Banca Popolare di…. Poi compariranno le aziende con la C, fino alla Z.

L’Italia stessa è in fallimento o in vendita come scrivevamo il 28 maggio 2014 (AAA CERCASI DISPERATAMENTE CITTADINO SENATORE/DEPUTATO, OPPURE GIORNALISTA, PRONTO APRIRE QUESTIONE “CONFLITTO D’INTERESSE” RELATIVO POLITICA ESTERA MATTEO RENZI). Come al solito, non ci sbagliavamo.

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Mal gestita, l’Alitalia, ex compagnia di bandiera, non solo non riprende il volo ma si avvicina al fallimento. Così molte banche ormai spolpate che, senza licenziamenti di migliaia di dipendenti, non riusciranno a chiudere il loro 2017, fallendo prima.

Perché questo raccontano i numeri senza cosmesi.

Un tempo dicevano che era il costo del personale che metteva in difficoltà realtà tipo Alitalia. Leggende metropolitane: su 3/4 miliardi di fatturato, il personale Alitalia oggi costa 600 milioni di euro. Cioè, un cazzo.

Anni fa proposi di affidare a Roger Abravanel, il manager che ristrutturò e rilanciò l’EL AL israeliana, la gestione dell’Alitalia. Anzi, mi risulta che lui stesso si era offerto. Niente da fare, la gloriosa compagnia doveva passare per quei cialtroni dei capitani coraggiosi. E così fu. In questo martoriato, sputtanato  paese, un pugno di furbi/inetti, spacciandosi per investitori, furono chiamati a raccolta dal guascone Silvio Berlusconi, il 7 giugno 2008, appena tornato presidente del Consiglio, dinanzi ai giovani industriali riuniti a Santa Margherita Ligure. L’italianità nei cieli era appena stato il tema dominante della campagna elettorale insieme a quello dei muri di immondizia a Napoli e provincia. Vigliacchi contaballe! Vi immaginate se mi fossi permesso io o voi di promettere mari e monti e, dopo poco, abbandonare tutto, che culo ci avrebbero fatto, nel web e nelle aule di giustizia?

Intanto a Londra la Borsa ha chiuso l’anno con un chiaro + 14%!!!!!! La migliore Borsa del Mondo è stata quella Thailandese. Vicina quella IndonesianaE questo dopo l’esito del referendum che doveva buttare sul lastrico i risparmiatori.

A Milano è finita con un – 10% sempre su base annua!!!!!! Questa a conferma di quanti cazzari si aggirano in libertà.

Indizi minori? A me bastano per dire che, alla fine del biennio 2017-18, beato chi, in Italia, c’avrà un occhio.

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Non ci badate. Sono semplificazioni di un non addetto ai lavori, un tantinello populista, che ritiene che, rotta la Pax massonica firmata nel lontano 1981, le élite che si ritenevano democratiche e di sinistra hanno tradito, come dice saggiamente l’americanista Giovanni Rampini nel suo ultimo libro “Il Tradimento“. E nel tradire hanno dato vita a quella battaglia senza esclusione di colpi che ancora è in corso e che vede neoaristocratici, sanguinari, oligarchi compiere ogni azione finalizzata al mantenimento del potere personale (basterebbe vedere la vitalità satanica di Henry Kissinger) e alla sconfitta di chi, viceversa, nel nome del motto Liberté Egalité Fraternité prova a far trionfare la Democrazia. Impresa difficile visto come si sono messe le cose nel 2016 e come si delineano nel nuovo anno.

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Ma forse la crudele scelta dei sanguinari ur-lodgisti, cominciata con l’uccisione spietata e strumentale di John e Robert Kennedy, proseguita con quella del Fratello Martin Luter King, rafforzata dai due mancati omicidi di Reagan e Papa Giovanni Paolo II, sfociata poi nella provocazione ancora di difficile interpretazione delle Torri gemelle e della nascita “spontanea” dello stato islamico detto  – a volte – ISIS, struttura errante e multiforme guidata dal massone Abu Bakr al-Baghdadi, portata avanti con un tale spargimento di sangue (vedi la Siria, stremata, ormai pronta per essere spartita) che potrebbe generare una reazione salvifica se le forze residue democratiche che vivono in difficoltà in massoneria (mi scuso della semplificazione), presa coscienza della gravità della situazione, trovassero la forza di reagire, colpo su colpo, pensatoio democratico contro ogni pensatoio antidemocratico che i sanguinari fanno nascere. Perché è nella disinformatio costante e permanente che si risolve la partita. Il libro di Rampini uscito in queste ore sembra andare nela direzione di chi sa che bisogna svelare il complotto mondiale perché nulla, sappiatelo, sul Pianeta avviene senza che siano le Ur-Lodge massoniche che lo decidono. Non si vota più liberamente in Italia (e quando si vota se ne sbattono i coglioni del vostro voto) a seguito di queste decisioni; così come Putin diviene improvvisamente di gradimento alla maggioranza dell’opinione pubblica europea. Putin è un tiranno ur-lodgista espressione della maxi loggia “Golden Eurasia” ed è in quella loggia che si decide che la Siria di Hassad deve fare la fine che sta facendo. Putin non è il puparo, ma il pupo. Per quello si prende con Trump che a sua volta è un plateale burattino scelto e sostenuto anche da “Golden Eurasia” oltre che dalla “Three Eyes” ancora a disposizione di Henry Kissinger.

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La verità che in troppi non vogliono accettare e quindi che non siano solo russe le “manine” che hanno aiutato Trump a vincere ma mani mosse da quel mondo trasversale, ormai senza patria e senza etica, che guida, nel segreto, il Pianeta decidendo chi deve avere fame, chi sete, chi deve vivere e chi morire. Quel mondo buon erede di quel nazifascismo che aveva tentato, già negli anni trenta, di organizzare l’Umanità secondo questa visione gerarchica.

I mostri sanguinari ci provarono e furono sconfitti anche grazie alla reazione virile dei fratelli democratici e progressisti di tutto il mondo. Reazione virile di cui oggi non si vede traccia.

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L’oggi, così mi appare. Domani, 1° dell’anno 2017, vediamo.

Oreste Grani/Leo Rugens

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