Vediamo, ad esempio, se ci sbagliamo a dire cose tipo: Giulio Occhionero conosceva Pio Pompa e, Pio Pompa conosceva Giulio Occhionero.

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In molti, direte, conoscevano Pio Pompa! Ad esempio, Giuseppe Santulli Sansa o Marcello Mirza, o Patrizia Reggiani, vedova assassina del povero Maurizio Gucci, o  il potopppino (intendendo il militante di Potere Operaio) Jaro Novak, oppure Nicolò Pollari, generale e cooptatore nel Servizio proprio del geniale “accuscì” Pompa, o Antonio Mancini, braccio destro di Nicolò Pollari, ma, in pochi, conoscevano Pio Pompa, conoscendo anche Ubaldo Livolsi o Giulio Occhionero.

Ebbene, per quello che conta, il marginale, ininfluente, millantatore, un po’ truffatore animatore di questo blog, afferma che Pio Pompa, Ubaldo Livolsi e il “monaco irreprensibile” Giulio Occhionero si conoscevano e nel frequentarsi sapevano cosa volessero fare raccogliendo notizie. A via vattelapesca come iniziativa privata o come Sismi, a via Nazionale, con i soldi della Repubblica. Se non è zuppa è pan bagnato. La fissa è sempre la stessa e i padroni/pupari ancora di più. E comunque sempre eversori e nemici dell’Italia sono.

Torniamo a ciò che è notorio e non a quanto noi millantiamo, sparando cazzate tanto per dire. È notorio che Giulio Occhionero si interessava all’Enav e si capisce, più o meno perché.

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Cose di per se, comunque, gravissime avendo l’ENAV – a sua volta – per motivi statutari e di finalità istituzionali, forti coinvolgimenti con la rete dei voli e quindi degli spazi aerei. Roba da spionaggio, se fossimo in un Paese serio. E quindi cose, una volta appurate, da buttare la chiave. Comunque i due fratellini agivano, da lustri, senza che nessuno li conoscesse per quelli che erano e per cosa acquisivano. Che cazzo facevano tutti quelli che ricevevano (e che ancora ricevono) lauti stipendi, di piùùùùùù… lautissimi, di piùùùùùùùùùùùù… super lauti, di piùùùùùùùùùùùùùùù…..oscenamente lauti stipendi per guardare le spalle, le orecchie, la bocca ai responsabili della conduzione di questo nostro Paese? Perché, amici lettori, questo è lo scandalo e l’odiosa verità: state messi male (ma è una novità?), cari compatrioti, se sarà dimostrato (e lo sarà) che i due/tre facevano come cazzo volevano e nessuno, da un decennio, sapeva nulla. Oppure ci provino che non è così. Ma se è così (ed è così) calci a centinaia, dal primo all’ultimo, compresi tutti quelli che avevano consegnato le tecnologie al capo del Governo, Matteino Renzetto, millantando l’inespugnabilità della tecnologia telefonica che gli veniva data in dotazione di Stato.

Ma andate a fare in culo, gentarella, ridicoli millantatori (voi e non Leo Rugens nella sua semplicità), aridatece li soldi che, mensilizzati, da anni buscate a tradimento. A volte anche per tradire, altre volte per non impedire che altri tradiscano! Buffoni incapaci, pagliacci annoianti, caricaturali agenti segreti, ridicoli responsabili di nessuna sicurezza, merce per polpette da offrire in pasto a Maurizio Crozza, è ora della super epurazione a cui da anni chiediamo di poter assistere. E questa è la richiesta che deve essere posta, in modo fermo e inequivocabile, il 13 gennaio 2017, mutando o rafforzando l’ordine del giorno, nel Convegno organizzato dal  parlamentare a 5 Stelle Angelo Tofalo. O, per lui, ci aspettiamo che lo faccia il prof. Aldo Giannuli (che saprebbe farlo per esperienza comprovata su un “ritrovamento” di questa dimensione e gravità di implicazioni) che anche questa volta affiancherà il giovane e un po’ troppo lasciato solo parlamentare pentastellato.  Richiesta di epurazione da formulare “senza se e senza ma”. Bisogna azzerare i vertici (e non solo) di questo mondo di incapaci che avrebbero dovuto proteggere istituzioni e privati da violenze e appropriazioni di questa natura gravissima. Invece, per anni e anni, nulla è trapelato, e nulla dice che qualcuno sapeva. E se sapeva …. ancora peggio, stiamo. A questa inadeguatezza bisogna dare uno stop e da questa decisione (Operazione Tabula Rasa), bisogna avere il coraggio di ripartire, dove, da questa posizione scelta, si capirà che il problema del Paese non è “Virginia Raggi” (anche se lo è, così come lo sono quelle mezze seghe di parlamentari europei pentastellati che hanno giocato a rimpiattino con la loro stessa reputazione rimuovendo il significato politico dei voti raccolti) ma quello dei vertici (e non solo) delle Agenzie d’Intelligence, delle Forze dell’Ordine e di ogni altra istituzione preposta alla sicurezza dello Stato. Se non ora quando volete chiederne la cacciata generalizzata?

Con questa vicenda avete la prova provata (non gli inascoltati appelli pre-veggenti di Leo Rugens…) di chi ci hanno imposto al comando dell’Intelligence di Stato e che razza di provetti investigatori abbiamo avuto incapaci di capire le complessità che sono implicite nelle tecniche data mining e nell’information engineering.

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Ma avete idea di quanti soldi/fondi europei girino intorno a queste discipline che inutilmente, da sempre, i soliti si accaparrano? Ve lo dico io: centinaia e centinaia di milioni di euro! Da quando lo volli denunciare (e per questo mi /ci fecero fuori), il 23 marzo del 2012, alla Camera dei Deputati, intorno a questo business, si saranno mossi quasi (o forse di più) mille milioni! Quei milioni a cui miravano, ancora recentemente, quei cazzoni organizzati intorno a Marco Carrai e ai suoi telefonini sicuri (marchiati Mossad ) che volle rifilare al Capo del Governo e ai suoi stretti collaboratori.

Telefonini sicuri tranne alle incursioni e agli ascolti del duo Occhionero! Non a caso duo, in quanto gli “occhi”, neri o celesti che siano, sempre due sono.

Cominciate a leggervi l’ordinanza del Tribunale che segue relativa all’arresto dei fratelli, pronti, nei prossimi giorni (e mi riferisco nuovamente al giovane onesto Angelo Tofalo) a non farsi sfuggire l’occasione di una definitiva “ramazzata”.

Oreste Grani/Leo Rugens a cui comincia a non bastare di scrivere: ve lo avevo detto e che preferisce ricordare  quanto sia vero che l’espressione del subconscio di una nazione è il suo servizio segreto e che il subconscio è una delle peculiarità dell’intelligenza umana. L’assenza (di questo si tratta a meno che non vogliate chiamare Servizi segreti strutture che se la fanno fare sotto il naso, da dieci anni, da due come i fratellini Occhionero) di un servizio segreto “intelligente” (e quindi nel nostro caso di imbecilli allo stato puro, se non di conniventi muti, sordi, ciechi) rende l’Italia una realtà storica-culturale-giuridica senz’anima, senza sovranità, incapace di riconoscersi. E vogliamo dire che, invece, l’Italia nostra, ha un’anima?

Vogliamo dire che l’Italia, allo specchio, si riconosce? Direi, come sosteneva nel suo profetico “Shalabayeva Il caso non è chiuso” edizione Adagio/Casaleggio, Alberto Massari “quando un individuo sviene o, addirittura, muore si dice che perde conoscenza. Così è ridotta oggi l’Italia“, che sia quando si fa far fessa dal duo Voarino-Khassen, prima durante e dopo il rapimento Shalabayeva o quando, per dieci anni, si fa spiare dal duo/trio Lescano, Occhionero.

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