La corruzione dilaga! La corruzione o la concussione? Comunque, se non è zuppa, è pan bagnato

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Quel pagliaccio, bugiardo, nulla facente (cosa altro ha mai fatto che rubare contribuiti INPS prima di buttandosi in politica?) del vostro ex Capo del Governo, rimuovendo la promessa fatta di togliersi dai coglioni se fosse stato sconfitto al referendum, ora dice che torna e…. salva il PD.

Dopo aver tentato di impadronirsi della sicurezza dello Stato (cibernetica e non) con la complicità del ragazzotto Marco Carrai, a sua volte ambizioso e tardo scopritore della figura di Alan Mathison Turing (ancora devo capire perché un tipo come Carrai volesse spacciarsi per un cultore di cose raffinate come sapersi ispirare alla vicenda umana e scientifica di Turing e della mitica HUT 8), e aver diviso il Paese – pericolosamente – alla vigilia di avvenimenti internazionali gravissimi come ogni giorno si può constatare, il bulletto fiorentino, vuole salvare l’insalvabile. Con o senza Verdini.

Perché, non lo dimentichiamo, Denis Verdini potrebbe essere arrestato, vista la somma di condanne che lo aspettano (solo la settimana scorsa gli sono stati chiamati 11 anni) per reati commessi nell’ambito di un lustro. Verdini, se fosse catturato, potrebbe non uscire, come è capitato a Marcello Dell’Utri, per molti anni.

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E Renzi, dobbiamo essere onesti, è stato “a cavallo”, solo e unicamente, grazie a Verdini e ad altri criminali come lui. Questo dato “storico” va tenuto a memoria ora che quel buffone (mi ritiro!) e quella buffona (mi ritiro anch’io!) non hanno alcuna intenzione di ritirarsi.

Il cardinal Martini, quando era vivo e guidava la squadra di gesuiti da cui oggi è emersa, inter pares, quella persona di grande valore che conosciamo tutti come Papa Francesco, era arrivato a dire, in piena Tangentopoli milanese: “Siamo tutti peccatori”, ed è vero ma anche nella colpa esistono differenze. L’assenza di una qualunque etica dei politici suscita, normalmente, la ribellione che, durante “Mani Pulite“, arrivò fino alla cacciata, a furor di popolo, di Bettino Craxi.

Oggi la gente si sfoga con le dita sulla tastiera.

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La morale in quegli anni è sotto i piedi democristiani, socialdemocratici, socialisti, comunisti, liberali, repubblicani. In quei giorni lontani, credono tutti, come diceva lo scrittore Longanesi, “che la morale sia la conclusione delle favole”.

In quegli anni gli oligarchi hanno fatto quel che volevano, sicuri di non essere infastiditi. Dopo, passata la paura dei magistrati di Milano, hanno organizzato l’impunità in modo da non essere mai più chiamati a rispondere (tranne poche – anche se sembrano tantissime – eccezioni) dello scempio e del saccheggio.

Questo è il Paese dove tutto, negli anni passati, è diventato d’oro: ci sono state le “lenzuola d’oro” (e i cinque stelle non erano ancora nella mente di Beppe Grillo) nelle Ferrovie dello Stato; le mense d’oro per la refezione scolastica del Comune di Roma quando la Virginia Raggi non aveva ancora le mestruazioni; le merendine d’oro, consistenti nei pasti strapagati dei bimbi all’asilo del comune di Milano; i cespugli d’oro per le spese di manutenzione lungo l’Autostrada Serenissima; le carceri d’oro in cui i detenuti costavano alla collettività come fossero alloggiati in hotel a cinque stelle (ma non erano gestiti dai seguaci ribaldi di Beppe Grillo) e, in ultimo ma non ultimo, la spazzatura (ma non parlo dei movimenti dei Casalesi) con i suoi sacchetti di plastica per la raccolta all’epoca ancora non differenziata, che l’azienda municipale del comune di Milano pagava 126 lire invece di 85 come era per chiunque, al negozio.

Sono esempi che dovete moltiplicare per diecimila. Se basta. Il tutto, decenni prima della comparsa del M5S e, per decenni, tranne, come detto, qualche mese di paura dopo “Mani Pulite”, tutti hanno fatto di tutto. Concussione è parola di origine latina e ogni aspetto della vita pubblica e stato, per decenni, scosso, spremuto.  Concusso, appunto.

Ma di cosa state parlando, quando attribuite una sia pur sfumatura di responsabilità ai Pentastellati? I parlamentari a 5 Stelle sono colpevoli, ma di altro e questo altro è di tutt’altra natura. E questa responsabilità non si può spiegare fino in fondo perché il solo spiegarla potrebbe apparire una incitazione a quanto non hanno fatto e che andava invece messo in atto.

Ma non parlo certo di comportamenti a danno della collettività.

Angelo Panebianco della vostra Italia ebbe a dire che la partitocrazia “non solo ha dissestato le finanze pubbliche, ma alimentato un sistema di corruzione che non ha eguale in alcuna democrazia occidentale”. Se poi ci ha ripensato, fatti suoi. Certamente non si riferiva ai “grillini” che quando è stato fatto il buco dei buchi della voragine del debito pubblico alcuni non erano ancora in grado d i leggere i giornali. Questo è un Paese dove in Calabria furono arruolati 25.000 forestali e non so dove trovare il dato di quanti alberi siano sopravvissuti a tale organico preposto. C’è stato un tempo in cui in Campania uno dei tanti malfattori che si sono alternati all’assessorato ai Lavori pubblici prendeva, su ogni lavoro, il 3%, non trattabili, mi ricordo, emerse dalle indagini. Ho il ricordo, inoltre che, quando c’era la vecchia lira, un pezzo di merda di politico toscano (mi sembra che facesse l’Assessore al Turismo) si fece dare 350 milioni per dare il via alla costruzione della Pretura di Viareggio. E così decine di migliaia di altri episodi. Scrivo decine di migliaia perché per anni e prima dell’irruzione sulla scena politica del M5S, le vicende scoperte sono state oltre mille e presumo (come si fa per la droga) che le Forze dell’Ordine siano venute a conoscenza di un 10% del “consumato”.  Nulla fu trascurato. Ricordo un caso (in realtà me lo sto inventando di sana pianta come faccio spesso) in cui una famiglia campana composta da padre, madre e quattro figli, che aveva già un decente alloggio, ha vissuto all’Hotel Admiral (location mai esistita!) di Sorrento, a spese dei contribuenti, dopo uno dei tanti terremoti che colpiscono ciclicamente l’Italia.

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Il conto, prima che fosse scoperto o’ businisssse, fu di 840 milioni di vecchie lire. Tranquilli, tutte bufale inventate da grillini futuri che all’epoca non sapevano come passare la giornata! Per anni, oltre alle mazzette cospicue, ci sono state anche quelle “ruspanti”, da ritmo quotidiano. La Federazione Italiana Pubblici Esercizi (tranquilli non datemi ascolto perché questa, ad esempio, è una struttura inesistente e frutto della mia fantasia) un giorno lontano, in un Paese che non c’è, fece interrogare da una società specializzata i suoi soci: un commerciante su tre (e che sarà mai?) ha pagato il “pizzo bianco” ai vigili dell’Annonaria (ma che d’è?) o dell’Ufficio d’Igiene (già andiamo meglio a capire di cosa si tratta), o a uscieri e ad impiegarti dell’assessorato competente per far firmare sollecitamente una licenza o una pratica. Queste pratiche prima che le Termiti a Cinque Stelle (una specie pericolosissima) irrompessero a taglieggiare ulteriormente i commercianti, rappresentavano, in un clima di cordialità e di semi legalità, un giro d’affari di 2.500 miliardi. Come vedete il mio metro è sempre la liretta per datarvi le informazioni e provare a ricordarvi che la “corruzione” diffusa non è colpa di Virginia Raggi e dei suoi. Virginia Raggi e i suoi hanno altre responsabilità. Se poi si passa dalla vita di tutti i giorni a quella specifica dei partiti e delle loro articolazioni pervasive nella società proverò a ricordarvi il nome di Maurizio Prada che nulla ebbe a che fare con il “Mondo della Moda” ma fu semplicemente il “direttore amministrativo” della DC lombarda quando in Lombardia si produceva parte importante del PIL nazionale.  Maurizio Prada, avvocato con due lauree, esperto in diritto canonico, democristiano da sempre, dirigente del partito a Milano, presente opportunamente nel consiglio d’amministrazione dell’ATM, successivamente protagonista imputato dell’inchiesta “Mani Pulite”, era l’uomo incaricato di riscuotere le percentuali  destinate ai partiti su ogni appalto pubblico del settore trasporti. Questo tipo di personaggio si raccorda, nello spazio e nel tempo, con criminali più spregiudicati alla Roberto Formigoni. Ma all’epoca nessuno di loro diceva all’imprenditore “Se non paghi non lavori”. Si era creata una situazione che Antonio di Pietro, sia pur con i suoi limiti culturali, ebbe a definire magistralmente quale “datazione ambientale”. Quindi nessuna violenta richiesta; una quasi nobiltà di comportamenti, quel saper stare al mondo che piaceva a tutti ma che ebbe a falsare irrimediabilmente i conti della collettività e che scavò, senza appello, il solco della sperequazione. In quel momento si stabilisce che alcuni hanno diritto al lusso e che inevitabilmente altri si moriranno di fame. Stiamo parlando di quei delinquenti dei Grillini che cominciano a ritenere che la brutalità dei sacchetti di plastica dei supermercati con il denaro in contanti non sia più tollerabile e che bisogna passare ai versamenti estero su estero, ai finanziamenti della COGEFAR del gruppo Fiat (ma gli Agnelli perché non furono mai arrestati?) che erano stabiliti nel tempo, non ancorati direttamente a un certo appalto. Stiamo parlando di un Paese dove scommetto in pochissimi ricordano chi fosse tale Enzo Papi (allora appunto amministratore delegato del “bene” degli Agnelli) e che fu lui ad inventare metodologie di corruzione che non avessero il sapore e l’odore della “tangente”. Insomma, un libero accordo delle parti, per arrivare al quadro in cui gli imprenditori sapevano di potersi muovere contando sull’amicizia dei partiti e sulla non inimicizia dei sindacati.

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Scrivo queste parole che sembrano solo ricordi di un vecchio signore (vecchio lo sono, signore decisamente meno, soprattutto con i nemici della Repubblica) perché da allora, colpevoli ovviamente i “grillini e tutti i teppisti populisti”, la situazione è nettamente peggiorata e la corruzione dilaga, affondando l’Italia, perché, tra l’altro, la politica annaspa. Compatrioti, state, ormai, in mano a gentaccia, ignorante e pericolosa. I ladri di Stato odierni se le sognano le lauree di Maurizio Prada o le raffinatezze corruttive di Enzo Papi. I delinquenti erano delinquenti ma, almeno, erano colti. Oggi, sono semplicemente delinquenti, allineati e coperti e schiacciati sullo stile Denis Verdini o Robertino Formigoni.

Tornerò, quanto prima, su questo discorso della concussione e su chi ha colpa e di cosa. Ve lo diciamo sin da ora – comunque – che i più colpevoli di tutti sono i “grillini” che ancora li fanno respirare a questi ladri di Stato, invece di cominciare la “resa dei conti”. Con quella brutalità che questi delinquenti meriterebbero.

Oreste Grani/Leo Rugens

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