Giulio Regeni, l’uomo che Mori due volte

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De Donno e Mori

Da “la Zanzara – Radio 24”

“Regeni era uno studente che svolgeva un lavoro assegnato da una università inglese. Ma a Londra chi ha assegnato la ricerca a Regeni in Egitto è una professoressa, Abdelrahman, di origine egiziana e vicina alla Fratellanza musulmana, ostile all’attuale governo. Lei voleva scandagliare la situazione egiziana, ma sono metodi dei servizi segreti inglesi che fanno svolgere certe attività a imprenditori e altre persone. Lui era inconsapevole, ma chi lo ha mandato lo ha mandato nella bocca del leone, la professoressa non poteva non saperlo”.

Lo dice il generale Mario Mori, ex capo dei Ros dei carabinieri, a La Zanzara su Radio 24. “E’ stato venduto – dice Mori –  ed è stato fatto ritrovare per una lotta di fazioni all’interno del governo egiziano”. Anche lei ha fatto questo tipo di operazioni, chiedono i conduttori?: “Sì, le ho fatte anch’io. Se mando uno dei miei agenti è più difficile, ma se utilizzo persone come Regeni sono facilitato”.

L’Italia ha reagito bene?: “Secondo me no. La Francia ci ha fregato un po’ di appalti. Abbiamo ottenuto risultati modesti. C’è stato un momento di crisi nelle relazioni con l’Egitto e la Francia ne ha approfittato con una serie di operazioni brillantissime grazie al presidente della Repubblica. Tu non [ti] puoi offendere in maniera brutale e plateale, come abbiamo fatto noi”.

Il generale Mario Mori, “servitore dello Stato” o “fascistone” secondo le mutevoli considerazioni di un addetto ai lavori dal doppio passaporto, dice la sua su Regeni e la dice identica, ma non detta da lui, a quella che abbiamo letto un anno fa, a cadavere ancora caldo.

L’autorevolezza del generale ce la forniscono due inequivocabili evidenze: la prima è che durante l’amministrazione Alemanno, sovrintendendo la sicurezza di Roma a 100.000 euro l’anno, non si accorgeva che er cecato Carminati faceva come cazzo gli pareva; la seconda è che la G-Risk, di cui è consulente, annoveri tra i “consulenti”, Valerio Morucci, brigatista, rapitore di Aldo Moro ecc.

Tuttavia ci intriga un passaggio, che abbiamo sottolineato e messo in neretto:

Anche lei ha fatto questo tipo di operazioni, chiedono i conduttori?: “Sì, le ho fatte anch’io. Se mando uno dei miei agenti è più difficile, ma se utilizzo persone come Regeni sono facilitato”

Dunque Mori avrebbe utilizzato dei “Regeni”, interessante, moooolto interessante, chi sa se lo faceva al tempo dell’antiterrorismo?

A questo punto varrebbe la pena chiedersi se, per caso, qualcuno dei nostri, un Mori giovane, per esempio, non avesse fatto con la professoressa Abdelrahman una bella joint venture… e non ci sarebbe proprio nulla di strano. Evidentemente il generale esclude questa eventualità, ed essendo un grande agente, avrà sicuramente ragione, così come i suoi amici.

Ciò che mi da veramente fastidio è che un ragazzo così colto e fluente in arabo e inglese, debba passare per coglione e non per una giovane promessa stroncata in una partita truccata. Parlarne così è ucciderlo una seconda volta.

È ovvio che Giulio stesse svolgendo un lavoro di intelligence raccogliendo informazioni ed elaborando ciò che osservava, lo avrebbe capito anche un bambino, figuriamoci l’intelligence egiziana. La scusa del conflitto interno agli apparati egiziani appare davvero ridicola, oltretutto ricorda la famosa teoria dei servizi deviati, che di deviato avevano solo il nome; troppo comodo signor generale evocare i devianti o la Spectre per salvare il capo dei torturatori.

Comodo e offensivo della memoria di Giulio Regeni, italiano e patriota e studioso, ammazzato come una spia dai nemici della libertà e della pace mentre perseguiva il sogno di una intelligence del futuro, una ipotesi che lei, signor generale, proprio non riesce a comprendere.

Chissà perché, da un po’ di tempo, ci ritroviamo il generale dappertutto, come il prezzemolo, come la gramigna… ah forse sta facendo un road show per promuovere il suo ultimo capolavoro!

Dionisia

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A questo post tengo ad apporre anche la mia di firma oltre che quella della misteriosa Dionisia.

Così la responsabilità di quello che è scritto e descritto diventa mia.

Mia su questo post e su quanto Leo Rugens scrive, da sempre, su Mori, su Alemanno, sul Comune di Roma, su Valerio Morucci, su Adriana Faranda, su Antonio Cornacchia e su chi non fece un cazzo (anzi) per salvare Aldo Moro e, con Moro, la speranza di una futura sovranità possibile italiana. Il generale, nato non italiano, ha una moglie (è ancora viva?) che fu fervente “pacciardiana”, per cui penso di conoscerne, per ricordi e osmosi informative, la semplicità. Semplicità e cultura del “cazzeggio” che evidentemente lo hanno mal consigliato fino a farlo consegnare in quella trasmissione radiofonica che, non lo si può negare, vive con i soldi del gettito pubblicitario che viene filtrato dalle casse confindustriali esauste del Sole 24 ore e con le bestemmie, volgarità in serie senza limiti, informazioni disinformanti, che vengono garantite da una coppia di attori radiofonici abili come pochi: Parenzo e Cruciani. Gli unici che in questa vicenda dolorosa (il nostro compatriota friulano è stato torturato fino a mori-re) di Giulio Regeni e la Zanzara, fanno bene il loro mestiere. Anche spingendo il generale in pensione (e che pensione!) Mori, a sputtanarsi. Dopo aver guardato le “s-palle” ad Alemanno con il successo notorio al mondo intero, ci mancava questa comparsata alla Zanzara. Formigoni, ospite fisso, ci mancava Mori. Dio li fa e poi li accoppia.

Oreste Grani

P. S.

Simpaticoni geniali della Zanzara, la volete (aggratisse) una vera notizia scandalosa?

Invitate nuovamente il signor generale e, calmi-calmi, chiedete lui quanto guadagnava in servizio come direttore del SISDE e quale fosse la sua indennità di cravatta e quella di rischio. Chiedetegli anche di raccontare, bene-bene, la vicenda della sede di Piazza Zama. Poi, avuta la cifra e i dettagli di come la Patria sia stata messa al sicuro grazie a quell’immobile, chiedete a quanto sia ammontato il suo TRF INPDAP e quale sia l’attuale pensione.

Numeri da far girare la testa anche a due simpatici, esperti, intelligenti, spregiudicati, professionisti della contro-informazione come voi.

Camera - Presentazione del "Rapporto di ricerca sul narcotraffico mondiale"

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse 29-11-2012 Roma Politica Camera – presentazione del “Rapporto di ricerca sul narcotraffico mondiale” Nella foto: Mario Mori Photo Mauro Scrobogna /LaPresse 29-11-2012 Roma Politics Chamber of Deputies – report on drug trafficking in the world In the picture: Mario Mori

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