Grazie Achille Campanile, ovunque tu sia

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Qualche ora addietro cercavo una foto (che ricordavo di aver visto) di una segretaria, alla Casa Bianca, di JF Kennedy quando era un presidente chiacchierato per avere passione per le belle donne e la necessità fisiologica di accoppiarsi spesso.  Su un vecchio numero dell’Europeo (1 dicembre del 1963), che sapevo di avere in archivio, cercando l’immagine (che ho trovato e che a testimonianza certa di cosa siano i luoghi comuni pubblico fuori tema) ho trovato una pezzo di Achille Campanile (spero sappiate chi fosse) che mi ha strappato qualche sincera risata, tra me e me. Vi giuro che ho scoperto di essere ancora un uomo semplice (nonostante quanto ho dovuto vedere in questi 70 anni) perché, non dico che mi stavano venendo le lacrime dal ridere, ma poco ci mancava.

Pubblico il pezzo certo che a voi farà un altro effetto perché siete abituati ad altro e ad altre sollecitazioni. Viceversa, questa lettura ingenua, mi è bastata per riprendere di slancio a vivere. Grazie Campanile, ovunque tu sia.

Oreste Grani/Leo Rugens

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