Lascio gli argomenti che di solito tratto e scrivo di come si debba fare una dieta “dimagrante”

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Chi non è mai rimasto deluso guardandosi allo specchio?  I motivi possono essere tanti ma spessissimo la delusione è legata al “peso presunto” considerato eccessivo prima ancora di pesarsi. Di solito, questo momento difficile, lo si vive prima dell’estate quando immaginandoci spogliati osserviamo i nostri rotolini cicciosi con spirito particolarmente critico. Solitamente questa ricognizione finisce con la decisione che non ci sia altro da fare che si debba dimagrire.

E comincia la battaglia per ridurre il peso. I dolci vengono banditi dalla spesa e i manuali di dietologia passano in testa all’elenco delle nostre letture. Un tempo era così. Oggi, più facile, si va nel web e si cercano lumi.

Nella rete esce di tutto e rimane difficilissimo selezionare consigli veramente utili. Oggi ci provo io, memore di una stagione in cui ho vissuto, per sette anni, con un medico (donna!) specialista in scienza dell’alimentazione.

Ma, attenzione, lo dico subito, un dimagrimento efficace è statisticamente raro, perché la psicologia, come è notorio, è piena di sorprese.

Inoltre, sentite a me, prima di mettervi a provare a dimagrire, vi consiglio di pensare al dato (certo) che i tentativi falliti di controllare il proprio comportamento alimentare spesso hanno il solo disastroso effetto di farvi ingrassare di più. Lo so che questo si sa ma io – onestamente – ho voluto ricordarlo.

Intorno a questo problema che riguarda quello che chiamo “attività pro die” (cioè ciò che si svolge, normalmente, tutti i giorni) si genera un fenomeno paradossale: l’eccesso di peso e l’obesità aumentano irrefrenabilmente nei paesi ricchi e industrializzati dove la stragrande maggioranza degli abitanti pensano a dimagrire e le riviste o gli accessi alla rete sul tema traboccano di diete miracolose.

Negli Stati Uniti, per esempio, la popolazione che soffre di obesità è in aumento e difficilmente i dati (percentuali a due cifre) sono attendibili tanto crescono continuamente.

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Sovrappeso o obesità sono definizioni anch’esse in movimento.

E questo fenomeno esponenziale si verifica in presenza della certezza che il sovrappeso non sia salutare. Anzi, questa verità, sembra rimbalzare sulla ciccia di quasi tutti i ciccioni. Come accade con i fumatori indifferenti alle informazioni sui tumori. Ictus, diabete, infarti, articolazioni sofferenti sono certamente “facilitati” dal peso eccessivo che eravate destinati “geneticamente” a trasportare.

Date le conseguenze negative e il fatto estetico a cui ho fatto cenno, è ovvio che moltissime persone desiderino provare a dimagrire.

Ma, fra il dire e il fare, in questo caso, ci passa veramente il mare. Spesso il risultato, conquistato solitamente a costo di gravissimi sacrifici, si vanifica dopo pochi mesi. Dico questo non per scoraggiarvi ma per spingervi ad affrontare l’impresa con scientificità e approccio culturale adeguato.

Ad esempio, da soli difficilmente si riesce nell’impresa. Non dico che ci voglia una squadra che vi assiste ma poco ci manca. Comunque, per contrastare la gola ci vuole testa, tanta testa e tantissima umiltà.

Perché, quello di cui vi comincio a parlare oggi, è uno scontro cazzuto tra voi e quella parte “segreta” di voi che vi spinge, pro die, appunto, a mangiare, bere, trasgredire a quanto la testa prova a dirvi. La leptina è un ormone intelligentissimo come tutti gli ormoni (e lo scrivo nella speranza che nessuno mi cazzi per questa ultrasemplificazione) con cui bisogna venire a patti. Non pensate che sia quindi facile convincerlo a fare come diciamo noi.

Anzi, comincio a dare i primi consigli pratici: se non vi sentite pronti (e questo è un primo terreno da specialisti che vi devono visitare e indirizzare) lasciate perdere perché, se togliete il bastone del cibo (quando è troppo spesso è po’ droga) non sapete cosa trovate sotto e se se tolto il bastone potreste cadere in altro più impegnativo mentalmente del peso eccessivo.

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Dico quindi che, per primissima cosa, si va dal medico che sa quali e quanti esami farvi fare. Poi, da quel momento, diffidate di qualunque dieta che non sia studiata per voi che siete, ricordatelo, singoli e irripetibili. Tenete in mente alcune cose base come ad esempio che i grassi si fissano nel vostro corpo, ora più ora meno, in quarantotto ore. O che senza acqua si muore dopo pochi giorni ma che il povero Bobby Sand (IRA irlandese), per morire in carcere, ha dovuto digiunare per 44 giorni. Il riferimento macabro è solo per dire che dovete per prima cosa allontanare ogni pulsione di morte all’idea che mangiando poco si muore di fame. I ciccioni o i grassottelli, se mangiano 500/700 calorie al giorno, per 40/45 giorni (di più sarebbe inutile perché il corpo intelligentemente si abitua e si dimagrisce troppo poco rispetto ai sacrifici che si fanno) non possono non dimagrire. Se non dimagriscono … mentono sapendo di mentire. Punto. Come si riesca a mangiare solo 500/700 calorie al giorno per 40/45 giorni, ve lo dico un’altra volta ricordando però che questa è semplicemente una conversazione propedeutica a fissare un appuntamento con il medico/psicologo. Un’altra volta ancora arriverò a dirvi come si mantiene il peso nei 40/45 giorni successivi, salendo a 1000 calorie al giorno e come si riparte, “a freddo”, per un periodo nuovamente di 40/45 giorni a 700/900 calorie al giorno, procedendo così fino al giorno in cui vi piacerete nuovamente davanti allo specchio.

Tutto questo tram-tram va messo in atto non dimenticando che il menù vince sempre, che i profumi sono complici, che gli occhi vi consolano e che già dopo tre/quattro giorni di drastico onesto regime alimentare, da dentro, vi sentirete “magicamente” aiutati da un qualcuno che non sapevate alloggiare nel vostro stomaco e nella vostra mente e che, ve lo prometto, si farà, intelligentemente e lealmente, vostro alleato. Ricordate: bastano 3/4 giorni di disciplina e non sarete più soli.

Ripartirò da qui, da questa alleanza segreta, per suggerire altro. A voi e al vostro medico curante.

Oreste Grani/Leo Rugens oggi in versione lettore di un testo intitolato (mi sembra) La mente suprema dell’Uomo.

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