In altro tempo e in altri post ho scritto che l’attendibilità di una fonte è (quasi) tutto

consip

Il mai “preso in castagna” Marco Travaglio, ad esempio, è una fonte attendibile. In decine d’anni (il tempo passa anche per i giovani come Travaglio) non ha mai dovuto fare passi indietro sulle affermazioni fatte, nei libri e nei pezzi giornalistici, se non per qualche sfumatura lessicale.

Come fu, ad esempio, fonte attendibile l’amico da poco deceduto, altro fuoriclasse del giornalismo italiano, Alberto Statera di cui mi onoro di essere stato sessantennale amico. Gente che se scrive o scriveva qualcosa, prima o poi, scopri che avevano ragione nel momento in cui assumevano la responsabilità di rendere pubblico un loro pensiero/giudizio o una notizia per loro certa.

Alberto Statera considerava Alfredo Romeo, già dal lontano 2009, una volpe (di Posillipo, lo chiamava) certamente scaltra come solo le volpi sanno essere ed oggi siamo vicini ad avere prove certe che i “pollai” di Romeo conservano le prove di come venissero governati gli appalti in questa Italia “termitata” da fameliche “volpi”, appunto, e voraci “termiti”. Anche ieri i nostri finanzieri erano in forze presso la Romeo Gestioni e la Romeo Alberghi a fare il loro dovere.

A dare la caccia alla volpe ci sono gli uomini coordinati da Paolo Lelo (che mi sembra uno che ci capisce, da molti anni, di corruzione e di crimini a danno della Repubblica), a Roma, di Celeste Carraro e da Henry John Woodcock, a Napoli. Woodcock mi piace da sempre, fuori di battute sul suo cognome, per come indaga e per come individua, con largo anticipo, rizomi investigativi che nel tempo si rivelano essere come li aveva perseguiti anche se altre abilità forensi possono aver fatto ritenere che all’atto della messa sotto accusa, avesse preso qualche abbaglio. Non è così e anche Woodcock è altamente attendibile e sulla vicenda di Alfredo Romeo alla fine si vedrà. Con soddisfazione postuma nostra e dell’amico Statera.   

Dicevamo dell’attendibilità di Marco Travaglio. E tal proposito mi approprio della sua prosa fresca di ieri e faccio miei i suoi dubbi sulla normalità italiana e di come il libero giornalismo si pone di fronte ad alcune notizie di cronaca giudiziaria, facendo platealmente uso di due pesi e due misure. Sono undici i “secondo voi” su cui, da ieri, retoricamente, Travaglio ci interroga. Varrebbe la pena di riproporli tutti e undici ma mi sfizio e ve ne passo solo un paio al giorno.

Primo “vi sembra normale?”:

“Secondo voi è normale che quasi tutti gli italiani sappiano tutto della doverosa indagine per abuso e falso sulla sindaca Virginia Raggi per la nomina di Renato Marra, fratello di Raffaele, a capo della Direzione turismo del Comune di Roma, e quasi nessuno sappia nulla sull’indagine per favoreggiamento e rivelazione di segreti sul Ministro Luca Lotti e sul Comandante dei Carabinieri Tullio del Sette, accusati di aver avvertito i vertici Consip dell’inchiesta su un appalto truccato da 2,7 miliardi di euro (2.700 milioni ndr), cioè il più grande d’Europa, così che quelli ripulirono gli uffici dalle microspie?”.

Secondo “vi sembra normale?”:

“Secondo voi è normale che si sa tutto di chi accusa Raggi e Marra non sappia nulla di chi accusa il ministro Lotti e il Generale del Sette, e cioè altri due renziani come l’Ad di CONSIP Luigi Marroni e il presidente di Publiacqua Umberto Vannoni, né delle conseguenze: e cioè del fatto che, essendo stati confermati ai loro posti i due accusati e i due accusatori (Lotti, Del Sette e Marroni dal governo, Vannoni dal sindaco Nardella), o abbiamo due delinquenti (che nessuno si senta offeso ndr) al ministero dello Sport e al vertice dell’Arma, o due calunniatori (reato gravissimo punibile con l’arresto! ndr) ai vertici di CONSIP o di Publiacqua?”

Vedete che i pasticcini (undici) vanno mangiati con parsimonia perché sono tutti e undici delle prelibatezze e degli attacchi al cuore del problema dei problemi: ma da chi siamo governati e da chi dovremmo essere informati su chi ci sgoverna?

Come ho scritto e sottoscritto in questo marginale ed ininfluente blog, da anni, l’attendibilità di una fonte è tutto (CI PIACE SOGNARE CHE DIGITANDO “L’ATTENDIBILITÀ DI UNA FONTE È TUTTO…”, LA “SAPIENTE RETE” RISPONDA CON UN POST DI LEO RUGENS) e Consip (ho cominciato a lanciare l’allarme ai cittadini parlamentari del M5S sin dal 28 febbraio 2013, CONSIP CONSIP FORTISSIMAMENTE CONSIP. I PATRIOTI DEL M5S SI MERITANO DI POTER VIGILARE SU CONSIP. PER COMINCIARE) e uno degli organismi dello Stato dove si gioca partita della legalità e dell’equa distribuzione delle residue ricchezze prodotte con il sudore delle ascelle e della fronte dei lavoratori e degli imprenditori (onesti) italiani a fronte della dissipazione del denaro pubblico, sotto forma di retribuzioni disoneste tanto sono sperequanti, di quelli che la Repubblica dovrebbero sentire l’onore e l’onere di poterla servire. Privilegio che, appunto, bisognerebbe saper onorare e non sfruttare a proprio vantaggio.

Domani il terzo e il quarto “Secondo voi”.

Oreste Grani/Leo Rugens

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