AAA cercasi pentito pronto a raccontare chi lo ha ingaggiato per disegnare la coltivazione e la messa in mezzo di Virginia Raggi

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Giuseppe Grillo da Genova a cui noi vogliamo bene da prima che fondasse il M5S, manda a dire che chi non sta con Virginia Raggi è contro il M5S.

Mi sembra troppo e passo tra quelli che dicono che anche Grillo può sbagliare (su un tema di cui mi risulta sappia poco come quello delle misure attive costruite per condizionare una persona) anche perché vale anche per lui il fatto che non sono suoi quei 9 milioni di voti a suo tempo espressi.

Virginia Raggi (o chi per essa), non può in nessun modo non essere sanzionata e il danno delle sue dimissioni dopo l’elezione plebiscitaria (770.000 voti) va valutato. Pena aumentarne l’effetto devastante. Chi l’ha pensata, bisogna ammetterlo, ha ordito una trama sapiente e velenosa tanto da rischiare, se non si amputa, la cancrena devastante. Si perde tutto e questo lascerebbe spazio solo alla violenza a volte taumaturgica e a volte no. Perché, viceversa, consentire la restaurazione degli oligarchi palazzinari a Roma e ai comitati d’affari clerical-paramassonici nel resto dell’Italia sarebbe un vero incitamento alla violenza cieca e sorda e la fine di ogni dialogo democratico intelligente con la maggioranza degli Italiani onesti. Se cade la speranza del M5S al governo del Paese, tutto può accadere e che questo non accada dovrebbe avere a cuore, massimamente, il custode della legalità repubblicana.

Vi avevo promesso che avrei ripercorso gli undici “secondo voi” stringenti che Marco Travaglio, il 1° febbraio, aveva affidato ai lettori del Il Fatto Quotidiano relativi ai due pesi e due misure con cui alcuni avvenimenti politici-giudiziari erano stati trattati. Nei giorni scorsi avevo ripostato i primi quattro. Oggi passo al quinto. Domani vi rifilo il sesto e il settimo. E così via.

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E questo lo faccio senza togliere invece nulla al fatto che Virginia Raggi deve dimettersi per poter “correre il rischio” (ma vi rendete conto cosa ha comportato quella regola di chi poteva e di chi non poteva essere candidato a sindaco della Capitale o il non aver candidato una figure come Alessandro di Battista, Loretta Napoleoni o Milena Gabanelli?) di avere al suo posto qualcuno che non sia stato pre-attenzionato dagli uomini e dalle donne dei “palazzinari romani” e dei “comitati d’affari”, in seduta permanente, nei circoli sportivi che si trovano lungo le rive del Tevere o dell’Aniene. Vogliamo correre il rischio di perdere le elezioni piuttosto che assistere a questo strazio pre-pensato e ora messo in scena con – oggettivamente – una qualche abilità. Direbbe però uno specialista onesto che volesse investigare su quanto sta accadendo intorno al Campidoglio: a dottò’ ma con questi ragazzi era troppo facile! Non poteva non accadere. Io direi di rischiare la replica e vediamo se va a finire nello stesso modo.

Torniamo ai motivi per cui si deve dubitare che la partita non possa non essere  stata truccata.

E per ora non sto affrontando il capitolo delle tecnologie che non possono non essere state usate illegalmente per organizzare la messa in mezzo e su cui comincerei a pormi il problema di trovare chi ha saputo operare in tale senso. Sapete, ai tempi miei (prima della stagione della lotta armata giovanile diffusa e prima quindi che le “scuole” del terrorismo si mischiassero!), quando esplodeva un ordigno, a grandi linee, negli Uffici Politici delle Questure o al Comando Generale dell’Arma, si sapeva chi lo avesse fatto esplodere. Non vi dico poi se, per un errore (a volte voluto!) “la bomba” non scoppiava. Gli specialisti quelli erano e le “firme” erano riconoscibili. Non credo che, anche nel settore delle tecnologie usate illecitamente, ci siano sul mercato tanti specialisti disponibili, per soldi, a correre i rischi impliciti in questa vicenda. E poi ci sono sempre i santi tabulati da affidare a chi sa leggere e, grazie a quelle letture, capire chi ha convocato chi, tramite chi e, soprattutto, quando. Poi basterebbe trovare qualche bonifico (uno si può sempre distrarre!) che oltre ai contanti con cui si liquidano queste vicende, potrebbe divenire la prova regina per trovare i mandanti di tali messe in mezzo.

RAI: GABANELLI, SENZA RISPOSTE SU CONTRATTO REPORT A RISCHIO

Torniamo ai “Secondo voi” e non ci distraiamo più.

Quinto “Secondo voi…”:

“Secondo voi è normale che l’ANAC, cioè l’autorità nazionale anticorruzione diretta da Raffaele Cantone, abbia denunciato la Raggi alla procura di Roma per un conflitto d’interessi non suo, ma dei fratelli Marra, e non abbia fatto altrettanto con la Procura di Milano per i conflitti d’interessi di Giuliano Sala, che si faceva progettare un villa in Liguria da architetti impegnati con vari incarichi all’Expo e, da sindaco di Milano, ha nominato assessore al Bilancio (!) il suo socio in affari? “.

Oreste Grani/Leo Rugens che questa cosa della “coltivazione” e “messa in mezzo” della Raggi, per vanificare anni di lavoro politico del M5S, non la manda giù e che, prima di morire, vorrebbe venire a sapere, anche da un uccellino pentito, chi ha ordito il male e chi ha chiamato chi per metterlo in atto.

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