È morto Predrag Matcejevic l’uomo che scrisse che sul Mediterraneo è stata concepita l’Europa

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Scrisse così e aggiunse:

“È difficile scoprire ciò che ci spinge a provare a ricomporre continuamente il mosaico mediterraneo,  compilare tante volte il catalogo delle sue componenti, a verificare il significato di ciascuna di esse e il valore dell’una nei confronti dell’altra: l’Europa, il Magreb e il Levante; il giudaismo, il cristianesimo e l’islam; il Talmud, la Bibbia e il Corano; Gerusalemme, Atene e Roma; Alessandria, Costantinopoli, Venezia; la dialettica greca, l’arte e la democrazia; il diritto romano, il foro e la repubblica; la scienza araba; il Rinascimento in Italia, la Spagna delle varie epoche, celebri e atroci; gli Slavi del sud sull’adriatico e molte altre cose ancora. Qui popoli e razze per secoli hanno continuato a mescolarsi, fondersi e contrapporsi gli uni agli altri, come forse in nessun’altra regione di questo pianeta. Si esagera evidenziando le loro convergenze e somiglianze, e trascurando invece i loro antagonismi e le differenze. Il Mediterraneo non è solo storia.”

Nell’aprile del 1991, Predrag Matvejevic dona all’Umanità il suo Breviario Mediterraneo, libro insuperabile che uscì con la prefazione di Claudio Magris.

La prefazione comincia così:

“In una splendida pagina di questo breviario, Predrag Matvejevic racconta di aver conosciuto ad Alessandria un orologiaio catalano che aveva la passione di compilare puntigliosamente, lottando con tenace acribia contro l’esorbitante mancanza di dati, il catalogo della famosa biblioteca distrutta dal califfo Omar, la più grande di tutta l’antichità”.

In queste poche righe mi si mischiano ricordi, emozioni violente, nostalgie struggenti mentre apprendo che è morto il grande cantore contemporaneo del Mediterraneo.  Ricordi di quando mi sono innamorato di Ipazia filosofa e scienziata pagana e della sua Biblioteca alessandrina, luogo straordinario troppe volte andato distrutto, aggredito dal fanatismo di turno. Ricordi di Armando Gnisci e di Giampiero Segneri che tanto mi fecero apprezzare l’opera del Maestro. Pensieri legati a quanto non si è fatto per questo nostro mare. Mi rimane di aver offerto a Pompeo De Angelis, altro grande conoscitore delle complessità mediterranee, lo spazio telematico perché scrivesse di quasi tutti i paesi rivieraschi di questo tormentato “lago” salato. Del “lago” e del canale di Suez che lo collega con il golfo Persico e l’oceano Indiano da una parte e della porta di Gibilterra per andare verso l’Atlantico, dall’altra. Addio Matvejevic, ragionatore del Mediterraneo, centro del Mondo.

Oreste Grani/Leo Rugens

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