Il presidente della Nigeria Muhammadu Buhari è vivo o morto? Sì no forse non so…

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Da un paio di settimane, il presidente nigeriano  Muhammadu Buhari è ricoverato a Londra per accertamenti medici. Il portavoce dice che sta bene e che non c’è da preoccuparsi. Sarà.

Viene in mente la lunghissima agonia di Arafat, che a Parigi non voleva saperne di morire a causa dei problemi nella gestione del suo tesoro mentre; se sarà, la morte di Muhammadu Buhari di certo non verrà registrata presso l’anagrafe nigeriana per la semplice ragione che un registro dell’anagrafe degno del concetto non esiste.

Una bufala, penserete cari lettori, e che tale sia o meno deve chiederselo anche l’ex ministro degli Esteri Gentiloni, nel frattempo divenuto Presidente del Consiglio, in visita a Londra proprio in questi giorni. Ma non sarà che tra un incontro e l’altro, tra un delirio libico e l’altro, “er pennica” abbia incontrato il moribondo o il morto Muhammadu Buhari per rassicurarsi del fatto che l’anagrafe in Nigeria non esiste, come non esiste un registro automobilistico e non so cos’altro?

Pensare che l’affabile Muhammadu Buhari, solo qualche mese fa ci deliziava facendo presente al mondo che il posto di una moglie è la cucina o il salotto o la camera da letto, sia scomparso dai radar, desta una certa apprensione, dato il delicato equilibrio che una paese come la Nigeria mantiene a fatica.

Ma chi se ne frega, pensano dalle parti di San Donato Milanese, coloro i quali sentono un insistente tintinnar di manette a causa della mega tangente che l’ENI avrebbe versato a Dan Etete e all’ex presidente Jonathan Goodluck:

Claudio Descalzi,  Paolo Scaroni  Luigi Bisignani,  Roberto Casula,  Vincenzo Armanna, l’ex ministro nigeriano Dan Etete, Ciro Pagano, Gianfranco Falcioni, Ednan Agaev (indagato), e mediatori italiani, Gialuca Di Nardo (indagato).

Ma chi se ne frega pensano chi ritiene la Nigeria un paese da depredare in tutto e per tutto…

I bene informati ci dicono che Gentiloni non se la fili proprio la Nigeria, figuriamoci se gli riguarda che possegga una anagrafe, mentre l’asse italo-britannico, finalizzato a pacificare la Libia, avrebbe la propria ragion d’essere nel mucchio di soldi che la famiglia Gheddafi ha investiti e nascosti a Londra… sbloccarli fa gola a molti.

Immagino che trovarsi al centro dell’attenzione, per uno che possiede un curriculum impresentabile per la pochezza, deve fare molto piacere al Presidente del Consiglio; farà bene al popolo nigeriano e ai patrioti che lavorano per la pace e la prosperità?

La redazione

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Muhammadu Buhari

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