Paolo Berdini, urbanista coerente e competente

schermata-2017-02-12-alle-9-30-03-am

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

La redazione

“Se negli altri Paesi si continua ad investire nel futuro, negli ultimi dieci anni in Italia, la produzione legislativa che riguarda il territorio ha avuto un unico obiettivo: cancellare le regole. E nel Paese dei tre condoni e dell’illegalità radicata, la conseguenza è stata capovolgere l’obiettivo di sconfiggere l’abusivismo. Oggi è l’indifferenza verso le leggi ad aver trionfato quale tratto unificante del Paese”

Questo è un pezzo del Berdini-pensiero preso da uno dei suoi tanti libri scritto nel 2010 “Breve storia dell’abuso edilizio in Italia – dal ventennio fascista al prossimo futuro”.

Io conobbi Berdini proprio in quel periodo e quelle riflessioni che hanno animato molti suoi scritti, hanno risuonato incessantemente in ogni sua parola ed in ogni sua azione, senza soluzione di continuità da docente universitario, giornalista, urbanista, membro di associazioni ambientaliste nazionali, partecipante attivo ed appassionato alle centinaia di assemblee ed incontri promossi da comitati ed associazioni di cittadini in difesa della Città come Bene Comune.

Paolo Berdini è stato sempre un punto di riferimento per gli abitanti dei territori minacciati dalla speculazione di una rendita immobiliare intrecciata indissolubilmente alla rendita finanziaria, e per gli urbanisti che hanno scelto di svolgere con onestà intellettuale il proprio lavoro sulla scia di Antonio Cederna, Italo Insolera, Leonardo Benevolo e molti altri.

7ba0324ea1fbf36a3cd6ca0fb9496fe7_w250_h_mw_mh_cs_cx_cy

Come si misura l’onestà intellettuale di una persona? Giudicando se dice quello che pensa e se fa quello che dice.

Dunque pensiero e coerenza, a costo di radicalizzare talvolta giudizi, comportamenti e scelte.
Certo è che oggi è quasi obbligatorio essere intransigenti e radicali di fronte ad una situazione urbanistica come quella romana devastata da fiumi di denaro virtuale creato dall’economia finanziaria, da deroghe continue al Piano Regolatore, da contrattazioni pubblico-privato quasi sempre gestite e concluse a vantaggio di quest’ultimo, da assalti selvaggi all’Agro Romano previsti di fatto dal PRG di Veltroni con la creazione degli Ambiti di riserva e tamponati in verità dal precedente assessore comunale all’Urbanistica Giovanni Caudo, dalla truffa dei Piani di zona con gli alloggi affittati o venduti dai privati a prezzi di mercato nonostante i contributi pubblici ricevuti per realizzare edilizia convenzionata, da un Piano Urbano Parcheggi obsoleto, devastante ed inutile di fronte alla tragedia di una mobilità cittadina tuttora irrisolta.
Come si sa la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la vicenda dello Stadio della Roma, o meglio lo Stadio di Pallotta e Parnasi con la grande regia di Unicredit.

Su questo Berdini è intervenuto richiamando semplicemente ai limiti di un Piano Regolatore che in quell’area prevedeva altre cose e di un Decreto Ministeriale, il n.1444 del 1968 che ancora regola gli standard urbanistici e fissa limiti di cubature e superfici in relazione ai servizi necessari a sostenere l’impatto del nuovo costruito.

Ha messo in dubbio il concetto di pubblica utilità legato alle infrastrutture che i privati avrebbero costruito a loro spese ma con il beneficio di quasi un milione di metri cubi di terziario che, qualora restasse invenduto, si potrebbe trasformare in residenziale anche se l’attuale patto Comune-costruttori non lo prevede.

26800

Si può essere d’accordo o meno, ma certo è che Berdini queste tesi portava avanti. Non era contro lo Stadio ma contro la pioggia di metri cubi di terziario e di commerciale che questo progetto di finanza avrebbe comportato.

E questo è stato il suo grande peccato. Non certo quello di aver dato dell’incompetente alla sindaca Raggi, anche perché si è affrettato a dichiarare subito dopo che incompetenti lo siamo tutti in questa Città dove gli stadi, i parcheggi, le metropolitane, i luoghi per realizzare le cubature di compensazione, le strade, sono tutte opere che di fatto vengono pensate, localizzate e realizzate da banche e costruttori e non da urbanisti. Quindi la Città diventa un luogo di finanza e non di architettura e di urbanistica.

Alle Archistar è concesso di costruire Nuvole o Stadi del nuoto, cattedrali nel deserto inutilizzati e cadenti.

Agli urbanisti neanche quello.

L’indimenticabile Italo Insolera diceva già venti anni fa: “L’Urbanistica è morta”. Poi, disgraziatamente, è morto pure Lui.

Paolo Berdini, uomo di profonda moralità, serietà, competenza, conoscenza della città, per fortuna, vive ancora e lotta insieme a noi.

Ma è come se fosse stato ucciso da questa Giunta che era nata per creare una discontinuità di governo della Città, per voltare pagina, per affermare un’idea alta di Città slegata finalmente dall’impari predominio dei poteri forti che Berdini ha cercato di fermare.

Che la Sindaca Raggi ci ripensi e ci ridia Paolo Berdini senza consulenti imposti; che lo lasci lavorare con le sue idee e la sua politica urbanistica che deve dirigere l’operato dei costruttori e non esserne diretta.
Un cittadino urbanista amico ed estimatore di Paolo Berdini, ma non per questo inattendibile

fa682d77629366d5ad048451307e9d82_w600_h_mw_mh_cs_cx_cy

Paolo Berdini (Roma, 16 dicembre 1948) è stato Segretario generale nazionale dal 1990 al 1992, precedentemente ha ricoperto la carica di Segretario regionale della Sezione Lazio dal 1988 al 1990. E’ stato membro del Consiglio direttivo nazionale dal 1989 al 1992.

Urbanista, si è laureato nel 1976 presso la facoltà di Ingegneria dell’università La Sapienza di Roma. Svolge attività di progettazione, direzione tecnica e consulenza in materia urbanistica per conto delle pubbliche amministrazioni.

Ha perfezionato gli studi nell’anno 1985 presso lo IAURIF, Istitut d’amenagement et d’urbanism de la Region d’Ile de France di Parigi, con borsa di studio CNR. E’ iscritto all’Albo degli esperti in Pianificazione territoriale del Ministero dei Lavori Pubblici.

Il suo periodo di formazione è continuato presso l’Istituto nazionale di urbanistica dove ha svolto attività di ricerca e collaborato all’impostazione della prima e della seconda Rassegna nazionale di urbanistica.

Membro della commissione territorio di Italia Nostra negli anni 2001-2008. Dal 2009 al 2012 è stato membro del Consiglio nazionale del WWF Italia. Fondatore dell’associazione Polis, è membro del Comitato per la Bellezza Antonio Cederna.

E’ stato consulente dell’Assessorato all’urbanistica della Regione Lazio dal 1995 al 1999; nonché consulente l’urbanistica dei comuni di Lanuvio, Aprilia, Oriolo e Bassano in Teverina e dell’Università di Roma “Tor Vergata”. E’ autore di piani urbanistici generali e attuativi. Ha redatto il Piano di assetto del Parco regionale dei Castelli romani (2004).

Dal luglio del 1999 fino all’aprile 2000 è stato membro dell’Ufficio di programma della Presidenza della Giunta della Regione Lazio. Dal 2001 è stato membro della Commissione di studio per la redazione del Testo unico in materia urbanistica della Regione Lazio. Ha redatto insieme ad altri progetti di legge di riforma della Legge urbanistica nazionale per conto dell’Associazione Polis (2002-2006).

Negli anni accademici 2005/2009 è stato docente a contratto di Urbanistica presso la facoltà di Ingegneria dell’Università di Tor Vergata. Ha svolto lezioni presso numerose università italiane e straniere quali la Scuola di Architettura di Mendrisio (Ch).

È autore di libri di grande successo editoriale, quali: La città in vendita, Donzelli, Roma 2008, e Breve storia dell’abuso edilizio in Italia, Donzelli, Roma 2010.

Negli ultimi anni si è occupato del tema del contenimento dell’uso del territorio pubblicando i libri collettanei No Sprawl, Alinea, Firenze 2006; “Il consumo di suolo in Italia 1995-2006”, in Democrazia e diritto, n. 1/2009); Consumo di suolo zero, Edizioni Intra Moenia, Napoli 2010; Terra rubata, viaggio nell’Italia che scompare, a cura del Fai e del WWF, Roma 2012.

È tra i più profondi conoscitori dell’urbanistica di Roma. I suoi maggiori contributi sono: Il giubileo senza città, Editori riuniti, Roma 2000; Esclusione e comunità (insieme ad altri), Edizioni del Lavoro, Roma 2004, dedicato alla grande figura di don Luigi di Liegro; Modello Roma (insieme ad altri); Odradek editore, Roma 2007; Le mani sulla città (insieme ad altri), Alegre editore, Roma 2011. Ha collaborato con Italo Insolera alla nuova edizione aggiornata del fondamentale libro dedicato alla storia urbanistica della capitale Roma moderna, Einaudi, Torino 2011.

È stato relatore in importanti eventi culturali. In particolare: nel Festival delle Utopie Concrete, Fondazione Alexander Langer (Città di Castello 2009); Istituto di studi filosofici di Napoli nell’ambito de Le città d’Europa (Napoli, 2009); Cinquantenario dalla scomparsa di Adriano Olivetti (Ivrea 2010); Incontri internazionali di culture Oriente occidente (Rovereto, 2010); Fondazione San Fedele (Milano, 2011); Fondazione Calzari Trebeschi (Brescia 2012); I presidi del libro della Sardegna (Cagliari 2012); Fondazione Franco Antonicelli (Torino 2013). Ha partecipato in qualità di relatore alle due edizioni del Festival della città organizzato dall’editore Laterza svoltosi a Ferrara (2008 e 2009).

È autore di numerosi articoli apparsi sulle più prestigiose riviste di settore: Urbanistica, Capitolium, Urbanistica Informazioni, Contesti, La Nuova Ecologia, Verde Ambiente, Bollettino Italia Nostra, Le Città, Ar, Edilizia e Territorio-Sole 24 ore, Rassegna di architettura e di urbanistica, Città e campagna, Il Potere locale, L’impresa pubblica, Metropoli.

Scrive regolarmente su quotidiani e periodici generalisti. È editorialista e opinionista dal 2009 de Il Manifesto; dal 2010 ha un blog sul quotidiano Ilfattoquotidiano. Dal 2001 al 2008 è stato editorialista dell’edizione romana del Corriere della Sera.

Negli anni Novanta ha collaborato con le pagine culturali di Paese Sera. Suoi articoli sono apparsi su Repubblica, L’Unità, Avvenimenti. Ha collaborato fin dalla sua nascita con i periodici Carta e Left. Sue interviste sono apparse negli ultimi anni su: Terra, Il Riformista, Liberazione, Libero, L’Unità, Sapere, Lo Straniero, Gomorra, Ragionamenti, Rinascita, Quaderni romani, Alternativa per il socialismo, Etica e economia.

Collabora, in qualità di redattore, del sito http://www.Eddyburg.it, il più importante e frequentato giacimento italiano di cultura urbanistica. Nel dibattito sullo stato dell’urbanistica italiana ha pubblicato opinioni su libri collettanei: Dove va l’urbanistica (Aiòn, 2011); La città venduta (Italia Nostra – Gangemi editore, 2011); Il pianeta degli urbanisti (Derive e approdi, 2013).

Collabora sistematicamente con molte trasmissioni televisive di prestigio: Report (Rai 3); Exit (La 7); Ambiente Italia (Rai 3). Interventi ed interviste sono apparse sul Tg1; Tg3; Prima del Tg (Rai 3); Rai Educational; Diogene; Rai uno mattina.. Dibattiti e interviste sono stati trasmessi dai radiogiornali della rete Rai 1, La città ne parla (radio 3),La radio ne parla (radio 1); Fahrenheit (radio 3); Radio3 suite.

Annunci