Rizomi misteriosi è dire poco ovvero come mi è tornata in mente la bellissima Anna Orso

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Alcune sere addietro leggo nei titoli di coda (centinaia) di un documentario la dicitura “dedicato ad Anna Orso” e intuisco che quella bellissima donna potrebbe essere morta.

Oggi trovo in vendita, in una zona periferica della città, in una edicola, un libro usato (Sandra Petrignani  “E in mezzo il fiume. A piedi nudi nei due centri di Roma”) dal titolo stimolante. Lo compro ad un euro e comincio a sfogliare il libretto. Personaggi e interpreti (nel ruolo di se stessi) scrive l’autrice. Li scorro e mi colpisce il nome di Anna Orsi. Penso sia un refuso (Anna si chiamava Orso) e subito ne ho la conferma in quanto la descrizione che l’autrice ne fa mi dice che di lei si tratta.

Vi riporto le frasi che la signora Petrignani ha dedicato ad Anna.

A Trastevere le divinità scendono dal piedistallo, oppure comuni esseri umani ci salgono. Mi capitava spesso di incontrare nei vicoli una donna bellissima, dai lunghi capelli bianchi raccolti in una treccia, occhi intensamente azzurri, uno o due cani al guinzaglio o sciolti.

“Chi è, la conoscete?” ho chiesto in giro agli amici.

Risposte vaghe: “Un attrice”,”Ah, sì, Anna”. Ma Anna chi? “Anna. Non lo so il cognome”. Una sera accendo la tv – continua Petrignani – e te la trovo sullo schermo, che recita in una soap. Un’altra volta la vedo che fa pubblicità a una dentiera. Un’altra ancora corre in carne ed ossa verso la fermata del tram per non perderlo e ci monta su trafelata. Finalmente un amico rimette le cose a posto. “Ma certo, ho capito di chi parli: Anna Orsi. Straordinaria. La conobbi oltre trent’anni fa, durante un’occupazione di case. Era impegnatissima politicamente, una barricadera. Ne ero innamorato. Tutti ne eravamo innamorati. La donna più bella del mondo”.

Fino a qui, Sandra Petrignani.

L’amico della scrittrice, ne era innamorato ma non ne conosceva bene il cognome perché Anna si chiamava, come ho detto in apertura di post, Orso.

Ed io l’ho conosciuta quando aveva i capelli “biondo cenere” come si dice delle capigliature naturali. Per il resto, tutto vero, compreso che non so se fosse o meno la donna più bella del mondo ma poco ci mancava. E comunque era una persona che definire fuori dell’ordinario non solo è riduttivo ma non trasferisce quasi nulla dell’effetto alone che la circondava. Mi fece dormire, con lei, più volte, nei primi anni settanta, ma sempre lasciandomi letteralmente ai piedi del suo letto. Questo per racconto sincero, tentato come sarei di millantare di averla conquistata.

Veniva dai quartieri “alti” dove aveva lasciato un marito facoltoso troppo diverso per idee politiche e stile di vita, contrario addirittura a che Anna recitasse. E Anna recitava bene. Mi sembra che avesse esordito in un filmone come La Bibbia di John Huston, nel 1966, comparendo vicino a gente come Ava Gardner, Richard Harris, Peter O’Toole, Franco Nero. Decine di altre volte era stata scelta sempre per film di qualità. Ma non si sentiva fino in fondo di quel mondo. Leggo che è morta alla vigilia del Ferragosto del 2012. Chissà che caldo, povera Anna. Anna era molto più grande di me e a quei tempi ci si badava: era del ’38 ed io del ’47. Quando l’ho conosciuta aveva 32 anni ed io 23 ma ero già un signore noioso.

Forse per quello mi respinse.

Oreste Grani/Leo Rugens

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