La Francia da una repubblica all’altra – Pompeo De Angelis

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Non so spiegare perché mi sembra interessante, per tutti noi, di fronte alle elezioni presidenziali della prossima primavera in Francia, avere la lista delle persone che sono state capi dello stato a partire dal 1848. In fondo, che ce ne frega di Versailles o dell’Eliseo? Ma il Quarantotto fu anche la primavera italiana e da allora la Repubblica costituzionale è divenuta la meta della nostra civiltà. Per me, il nervo, nel tessuto carnale della nostra epoca, è la Rivoluzione Francese. Poi mi sono venuti addosso gli scritti di Dostoevskij e infine sono rimasto irretito dall’estensione del cerebro artificiale, che sporge dal PC sul mio tavolo da lavoro. In questa formazione, sono sempre stato innamorato della Francia. Lo spirito della mia giovinezza a Terni fu alimentato dalla francofilia e dalla passione per Andrè Gide. Il mio motto di allora fu: “Ogni scelta mi diminuisce”; invece scelsi di andarmene dalla provincia e tra tanti giri mi trovai, più spesso che altrove, a Parigi, a Lione, a Brest. Ho persino sfilato in un corteo a maggio del 1958 in difesa della IV Republique e della sua costituzione parlamentare. Eravamo lì, in Place de la Republique, rappresentanti dei movimenti giovanili della DC, del PCI, del PSI, del PRI, in mezzo alla massa di sinistra dei parigini, a dire NO all’allocuzione del 15 maggio di De Gaulle contro il sistema dei partiti. Insomma “douce France, cher pays de mon enfance”. Ho ceduto all’infantilismo e per questo mi metto a enumerare i presidenti della repubblica di Francia.

Prima parte

Elezioni repubblicane del 10 dicembre 1848

La repubblica costituzionale francese nacque da una assemblea eletta, che emanò la legge del 9 ottobre 1848 con cui venne istituito il suffragio universale diretto per la scelta di un presidente della nazione, con un mandato di quattro anni non rinnovabile, che accentrava i potei esecutivi. La forma di stato del 1848 è stata definita “monarchia repubblicana”. In Francia, fu battezzata “Seconda Repubblica”. Alle elezioni del 10 -11 dicembre si presentarono cinque candidati (Eugene Cavaignac, Alexandre Landru-Rollin, Alphonse de Lamartine, Nicolas Chaugamier, Louis Napoleon Bonaparte) a rappresentare tutte le sfumature: dalla Prima Repubblica alla Restaurazione dell’ancien régime. Louis Napoleon Bonaparte fu eletto con il 74,33% dei voti. Il Quarantotto, in Europa, con le sue sommosse rivoltose, è chiamato “Primavera dei popoli”. In Francia, era caduta la dinastia monarchica, nella Confederazione Germanica venne istituito il Parlamento, in Austria, il governo Metternick fuggì all’estero e l’imperatore concesse l’Assemblea Costituente. L’Ungheria, la Boemia e la Croazia rivendicarono i diritti nazionali. La primavera italiana si manifestò con i moti di indipendenza dagli austriacanti. Il motto fu: “L’Italia fa da sé”. Nello stato pontificio Pio IX scappò da Roma dove venne proclamata la repubblica. Due repubbliche: quella di Roma “mazziniana.” e quella francese “monarchica” entrarono in conflitto. L’assemblea repubblicana francese votò una spedizione militare per sopprimere l’altra repubblica. L’armata francese liberò lo stato pontificio da un triunvirato laico e restaurò la corona clericale nell’Italia Centrale. Apparve subito che le nuove repubbliche non gareggiavano al meglio per la libertà e per il rispetto delle cittadinanze.

Il plebiscito del 1851

Luigi Bonaparte indisse un plebiscito il 2 dicembre 1851, chiedendo agli elettori di prolungare il potere presidenziale a dieci anni. Ottenuto dalla nazione quanto chiesto, rovesciò la repubblica e proclamò l’Impero, assumendo il nome di Napoleone III. Durante il Secondo Impero, la Francia combatté a fianco del re di Sardegna per cacciare gli austriaci da gran parte dell’Italia del Nord ( seconda guerra d’indipendenza italiana) e osservò la successiva nascita di una nazione unitaria della penisola oltre le Alpi. Nel settembre del 1870, Napoleone III crollò a Sedan e con lui l’impero, sconfitto dall’esercito germanico nella guerra franco prussiana.

Le elezioni del 1971 e del 1873

Dopo la capitolazione del 1870, la repubblica francese si trasformò in “parlamentare”, con elezione indiretta del capo dello stato. Le elezioni si svolsero l’8 febbraio 1871 e la Camera legislativa fu composta di 675 eletti (400 monarchici, 250 repubblicani). La presidenza delle repubblica fu affidata ad Adolphe Thiers, che ebbe il titolo di “Capo del potere esecutivo delle Repubblica”. Thiers fu rovesciato dalla maggioranza monarchica il 24 maggio 1873 e nello stesso giorno, al suo posto, venne eletto il maresciallo Patrice Mac–Mahon, che durò 3 anni. In quegli anni i repubblicani guadagnarono la maggioranza alle Camere e resuscitarono la repubblica di origine illuminista-giacobina.

La terza repubblica francese

Presidenza Grevy

Infatti, il 21 gennaio 1879, rinnovata la Costituzione, il Parlamento elesse Jules Grévy Presidente della Terza Repubblica, esaltata come illuministica-giacobina e come regime definitivo della Francia. Nacquero i simboli. “Libertè, Egalité, Fraternité” comparve sul frontone degli edifici pubblici; la Marsellaise diventò l’inno nazionale; il 14 luglio, giorno della presa della Bastiglia, fu scelto come festa nazionale; nei municipi si istallò il busto di Marianne; la Presidenza si trasferì da Versailles all’Eliseo. Nel dicembre del 1885, il presidente Grévy, rieletto, chiese a Charles de Freycinet di formare il governo; quelli di Freycinet durarono dal 1879 al 1880 e dal 1885 al 1886. Successivamente, nacque il governo di Jules Ferry eminente personalità del partito repubblicano che è ricordato per il suo manifesto del “colonialismo di sinistra” (discorso del 30 luglio 1885): “Bisogna dire apertamente che in effetti le razze superiori hanno un diritto faccia a faccia alle razze inferiori … Esiste per le razze superiori un diritto perché hanno un dovere [di civilizzazione] verso esse … La colonizzazione giusta è quella che si adatta ai popoli che hanno una eccedenza di capitali o una eccedenza di prodotti … Le colonie sono per i paesi ricchi il piazzamento dei capitali più vantaggioso.” Gli anni della presidenza Grevy si caratterizzarono per la politica ultralaicista e per la spinta colonialista della nazione francese. Per uno scandalo Grey fu costretto a dimettersi il 2 dicembre 1887.

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Presidenza Carnot

Fu eletto all’Eliseo François Sadi-Carnot il 3 dicembre 1887. Con lui, venne riaffermata la repubblica repubblicana, con il rito del centenario della Rivoluzione del 1799 celebrato con l’Esposizione Universale di Parigi in cui i francesi inaugurarono la Tour Eiffel. Il 24 giugno 1894, Carnot cadde pugnalato dall’anarchico italiano Sante Caserio. La camera dei deputati adottò una legge, che durerà fino al 1992, che interdisse gli anarchici.

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Presidenza Perier

il successore Jean Casimir-Perier, eletto il 27 giugno 1894, si dimise dopo sei mesi, il 15 gennaio 1895. Deplorava il debole ruolo della Presidenza della Repubblica, era in conflitto con l’invadenza del governo di Charles Dupuis, che, a suo parere, lo emarginava.

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Presidenza Faure

Felix Faure, eletto il 17 gennaio 1895 con 801 voti contro i 361 ottenuti da Henri Brisson, morì durante il suo mandato il 16 febbraio 1899. La Francia, in crisi per le divisioni sull’affaire Dreyfus e per l’instabilità di governo, cedette in quegli anni all’espansione inglese in Sudan e in Egitto.

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Presidenza Loubet

Emile Loubet, appoggiato dai dreyfusards, viene eletto il 16 febbraio 1899 (483 voti) contro Julies Melme (279 voti). Concesse la grazia ad Alfred Dreyfus, il quale fu riabilitato durante la presidenza di Failleres. Sviluppò la politica estera favorendo i rapporti con la Russia e con l’Italia. Nel dicembre del 1900, acconsenti alle mire colonialistiche italiane in cambio dell’appoggio alle pretese francesi sul Marocco. Durante la sua presidenza fu emanata la legge di separazione fra lo Stato e la Chiesa. Il suo mandato si concluse alla scadenza del settennato, il 18 febbraio 1906.

Presidenza Fallieres

Armand Falliéres contro Paul Doumer, eletto il 18 febbraio 1906, completò il settennato il 18 febbraio 1913. I contrasti della Francia con la Germania riguardarono il predominio in Marocco fra le due potenze coloniali, che si risolsero nel 1912 con il protettorato francese sul sultanato marocchino, mentre l’Italia si istallava sulle coste tripolitane e cirenaiche. In politica interna, Fallieres sostenne il movimento per l’abolizione della pena di morte, attraverso la reiterata concessione della grazia ai condannati alla pena capitale. L’opinione pubblica si oppose vigorosamente e il tentativo abolizionista fallì. La pena di morte con la ghigliottina rimase in vigore fino al 10 ottobre 1981.

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Presidenza Poincaré

Raymond Poincaré, eletto il 18 febbraio 1913, rafforzò l’alleanza con l’Inghilterra e con la Russia per fronteggiare le minacce della Germania, che pose un ultimatum assoggettante alla Francia, che lo respinse. La Germania invase la Francia e scoppiò la Prima guerra mondiale, che terminò nel 1918 con la vittoria del fronte antitedesco e antiaustriaco. L’Italia entrò nel conflitto nel 1915 a fianco della Francia, dell’Inghilterra, della Russia e degli USA. Poincaré concluse il suo mandato il 18 febbraio 1920.

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Presidenza Deschanel

Paul Deschanel vinse la competizione parlamentare contro George Clemenceau e fu eletto capo dello stato il 18 febbraio 1920. Si dimise il 21 settembre 1920, avendo manifestato segni di depressione nervosa.

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Presidenza Millerand

Alexandre Millerand fu il primo socialista a diventare ministro in un governo di moderato (1899). L’assemblea Nazionale (Senato e Camera riunite) lo elesse capo dello stato, il 2 settembre 1920, con 695 voti su 892. Entrò in contrasto con il Presidente del Consiglio Aristide Briand impedendogli il tentativo di tendere la mano alla Germania nell’applicazione del trattato di pace. Nel 1923, il Cartel des Gauches vinse le elezioni parlamentari. I cartellistes chiesero le sue dimissioni. Millerand si dimise l’11 giugno 1924.

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Alexandre Millerand 

Presidenza Doumergue

Contro il cartellinista Paul Pailavé e contro Zephrin Camelinat (primo candidato comunista alle presidenziali) Gaston Doumergue venne eletto all’Eliseo, il 13 giugno 1924. Il suo settennato fu segnato dalla prosperità economica della Francia nonostante la instabilità dei governi e della finanza, mentre gli Stati Uniti subivano l’affondamento della Borsa del 1929. Venne istituita l’assicurazione sociale degli operai e sul piano internazionale aumentarono le preoccupazioni per il risveglio nazionalistico della Germania. Una frase di Doumergue spiegò: “La Francia dovrà vigilare e tenere alta la guardia.” Il settennato terminò il 13 giugno 1931.

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Presidenza Doumer

Paul Doumer eletto il 13 giugno del 1931, cadde sotto i colpi di Paul Gorgulov, fondatore di un partito fascista russo, che gli sparò con una Browning, il 6 maggio 1932. Fu un segnale della diffusione montante del fascismo in Europa. Doumer morì il giorno dopo.

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Presidenza Lebrun

Albert Lebrun assume la presidenza il 10 maggio 1932 e la tenne per un primo settennato. Si oppose inizialmente al Fronte Popolare (composto dai socialisti (SFIO) di Leon Blum, dai radicali di Edouard Herriot e dai comunisti di Maurice Thorez), ma fu costretto a cedere e a nominare presidente del consiglio Léon Blum. Venne rieletto alla massima carica il 5 aprile 1939, nominò Philippe Petain alla presidenza del consiglio, che gli tolse il potere con gli Atti Costituzionali dell’11 luglio 1940. I tedeschi lo presero in ostaggio e lo relegarono nel castello d’Itter nel Tirolo austriaco. La sua presidenza finì dunque il’11 luglio 1940 e con questo si concluse la Terza Repubblica.

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Le presidenze transitorie

Il governo di Philippe Petain firmò un trattato d’armistizio con l’occupante tedesco il 22 giugno 1940, formò una repubblica con capitale Vichy e prese il titolo di Capo dello Stato Francese l’11 luglio 1940, carica che conservò fino al 20 agosto 1944, giorno in cui fu deportato in Germania. Sul fronte della Resistenza, la Francia Libera, in esilio a Londra, proclamò, il 3 giugno 1944, il Governo Provvisorio della Repubblica Francese (GPRF) diretto dal generale Charles De Gaulle. La funzione presidenziale rimase vacante dal 1940 al 1947, tempo durante il quale De Gaulle fu capo del governo dal 3 giugno 1944 al 20 gennaio 1946; gli successe Felix Gouin dal 20 gennaio 1946 al 24 giugno 1946; a cui seguì George Bidault dal 24 giugno 1946 al 16 dicembre 1946. La proclamazione della IV Repubblica ebbe luogo il 27 ottobre 1946 e Vincent Auriol assunse le funzioni di capo dello stato dal 16 dicembre 1946 al 16 gennaio 1947.

Fine della prima parte.

Pompeo De Angelis

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