La guerra tra Berlusca & Bolloré, un bel case study per Giuseppe Gagliano e il CESTUDEC

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Giuseppe Gagliano was born in Como and graduated in Philosophy from the State University of Milan. Professor of History and Philosophy(Ministry of Education).He completed the following post-graduate courses: Strategic and Intelligence Studies(Libera Università Hugo Grotius,2009), International Law and Armed Conflict(Istituto italiano Alta formazione 2009), The Analysis of Intelligence and Non-conventional conflict(Università internazionale di Scienze sociali 2011), and Peacekeeping Intelligence Course(Università internazionali di Scienze sociali,2011). His publications include:Sicurezza internazionale e controllo degli armamenti (New Press,2001); Il potere marittimo negli scenari multipolari(New Press,2001);  Intelligence Dictionary (Cestudec ,2011);Pychological Warfare(Cestudec,2011);Guerra psicologica,disinformazione e movimenti sociali(Aracne,2012);Problemi e prospettive dell’ecologia radicale e dell’ecoterrorismo(Aracne,2012);Guerra psicologica.Saggio sulle moderne tecniche militari,cognitive e di disinformazione(Fuoco Edizioni,2012);L’intellettuale in rivolta(Rubbettino,2012).

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He has also edited the following volumes published by CESTUDEC:

Problemi e prospettive della intellignece del XXI secolo(a cura di Gagliano Giuseppe) Editrice Uniservice,2011Eric Denécé,Intelligence e sicurezza in Cambogia,(a cura di Gagliano Giuseppe),Editrice Uniservice 2011-Tiziano Diamanti,Il Concetto di guerra preventiva:teorie,cause e motivazioni,(a cura di Gagliano Giuseppe),Editrice Uniservice 2011-Roger Trinquier,La guerra moderna,(a cura di Gagliano Giuseppe),Cestudec 2011-Gen.Loup Francart,I modi di azione nei campi psicologici(a cura di Gagliano Giuseppe),Cestudec 2011- François Géré,La disinformazione(a cura di Gagliano Giuseppe),Cestudec 2012-  Eric Denéce-Gèrald Arboit, Gli studi di Intelligence in Francia(a cura di Gagliano Giuseppe),Cestudec 2012 .

The works of President Prof. Giuseppe Gagliano have been reviewed in the following magazines: “Rassegna dell’Arma dei Carabinieri”, “Rivista Marittima”, “Analisi Difesa”, “Informazioni della Difesa”, “Gnosis”, and “Intelligence e Top secret”.

Has collaborated with the  the Italian Society of Military History, the Centro de Estudos em Geopolítica e Relações Intenacionais (Brazil), the Centre Français de Recherche sur le Renseignement, the Sage International Australian, the Terrorism Research §Analysis American Consortium , “Modern Diplomacy”,”Intellector”, Research Institute for European Studies, “Securite Globale”, Belgian Intelligence Studies Center, “Cahiers Inlichtingenstudies “,”Cahiers de la sécurité et de la justice”. He was also member of the Advisory Board of the magazines International:  “International Journal of Science”(Serbia) and “Socrates Journal”(India).

He is the author of numerous essays in the philosophy of politics and strategy.

L’intellettuale in rivolta (Rubettino, 2012), La democrazia totalitaria (Aracne, 2014), Il concetto di totalitarismo (Aracne, 2015), Ernst Jünger, a cura di Luigi Iannone, (Solfanelli, 2015), Introduzione alla filosofia politica kantiana (Armando, 2016),Pace e guerra giusta nella riflessione di Erasmo da Rotterdam,(La scuola di Pitagora,2016);

Guerra psicologica,disinformazione e movimenti sociali ,Aracne,2012;Nicolas Moinet ,Intelligence economica (a cura di Gagliano Giuseppe),Fuoco,2012 ; Problemi e prospettive della ecologia radicale e dell’ecoterrorismo,Aracne,2012;Guerra economica e intelligence Fuoco,2013;La Geoeconomia nel pensiero strategico contemporaneo,Fuoco,2015 ;Stato,potenza e guerra economica ,Fuoco,2016;Intelligence economica e guerra dell’informazione,Rubettino,2016

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Immaginare che la procura di Milano possa fermare l’intelligence francese dispiegata da Bolloré nella conquista dell’asse Telecom/Mediaset è da pazzi o da ignoranti o entrambe le cose. Di certo possiamo affermare che l’incompetenza in materia di intelligen”z” economica in chi ha consigliato il Biscione di farsela con il bretone sia assoluta.

È sufficiente leggere qualche saggio di Giuseppe Gagliano per capire che ad affrontare il padrone di Havas non sono sufficienti dodici giri di mutande di latta. Eppure è accaduto e il vecchio puttaniere, appannato, mal consigliato, tradito (?) oggi si ritrova nella merda e, sublime ironia, chiede aiuto al Tribunale di Milano per salvare il salvabile.

Sarebbe da ridere se non fosse che Gagliano illustra da anni, inascoltato evidentemente, le strategie e i pensieri in materia di intelligence economica della scuola militare francese, ergo solo la crassa ignoranza o il tradimento possono giustificare la facilità con la quale i francesi fanno man bassa delle ricchezze nazionali. Non che di Mediaset ci importi un fico secco, di Telecom sì eccome, tuttavia la combine delle due aziende profila la nascita di un polo comunicativo potentissimo.

Così, mentre i custodi se la battono nella grande maggioranza per soddisfare i cazzi propri, guai a dirlo!, gli abili francesi (abili nel furto di caramelle a dei bimbi, mi vien da dire) si ingrassano.

Da tempo mi chiedo come sia possibile che un uomo di grande esperienza, sulle tracce di Bolloré da anni, abbia preferito schierarsi con il verme piuttosto che allearsi con chi lo aveva portato a un centimetro dal cuore della preda; possibile che il denaro conti sempre più della bandiera per certi servitori dello Stato.

Ci rivedremo a Filippi.

Dionisia

PS Anche la signora Shalabayeva era servita da Havas che le cuciva su misura abiti da Gran galà

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From 1895 to 1903, photographers Marie Høeg and Bolette Berg operated a commercial studio in the Norwegian town of Horten.

Høeg was an active and outspoken suffragist, and used the studio as a meeting place for fellow activists and women interested in the suffrage movement. (Women won the right to vote in Norway in 1913.)

More than three decades after Høeg’s death in 1949, a box of the partners’ glass plate negatives marked “private” was discovered on a farm where they once lived.

Now in the collection of the Preus Museum, the photos offer a remarkable glimpse into the photographers’ private gender-bending experiments.

Short-haired Høeg dons numerous men’s outfits, posing in alternately serious and playful tableaux, joined occasionally by Berg and their dog Tuss.

Høeg’s defiant suffragist spirit shines through the images, her costume choices allowing her to occupy traditionally male roles and personas as she campaigns for women’s right to an equal place in society.

 

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