La questione del contarsi in Nigeria (Progetto Brisin) comincia a divenire tema fortemente condiviso in rete

schermata-2017-02-25-a-18-29-26

Scopro, con piacere, che il tema da noi posto, mesi addietro, di una Nigeria necessitante di modernizzazione e del dotarsi di una anagrafe degna di tale nome che consenta ai nigeriani di contarsi, per contare in Africa e nel Mondo, è divenuto oggetto di un pregevole lavoro di approfondimento (un vero e proprio dossier a puntate) che compare, da qualche giorno, nel web, grazie al lavoro attento dei redattori del magazine telematico NanniMagazine. Se, come spero, volete saperne di più sul tema che noi, nella nostra semplicità e marginalità, abbiamo posto per primi, questo è l’indirizzo del periodico: http://www.nannimagazine.it/

http://www.nannimagazine.it/articolo/9978/focus–anonimo-nigeriano-l-anagrafe-che-non-esiste-e-il-brisin-che-fa-paura

http://www.nannimagazine.it/articolo/9976/focus-nigeria-oltre-il-pregiudizio-la-formazione-come-base-per-l-integrazione-e-il-contenimento-dei-flussi-migratori

http://www.nannimagazine.it/articolo/9979/focus-innovazione-crescita-e-sviluppo-ecco-come-il-brisin-cambierebbe-la-nigeria

Speriamo che ora, da cosa nasca cosa e che, da informazioni approfondite, interviste a nigeriani autorevoli in diaspora (in questo caso, l’architetto Emmanuel Adigwe, Presidente della Nidoe Italia – Nigeria in Diaspora Organization Europe), emerga una lezione di civiltà contro gli stereotipi e luoghi comuni. Speriamo (ma perché così non dovrebbe essere?) che, grazie a questi pensieri di affratellamento e di dialogo culturale, decidere che contarsi (ecco la logica del Progetto BRISIN di cui finalmente si parla con la dovuta attenzione), divenga leva determinante per i nigeriani, per contare in Africa e nel Mondo. Dalle parole che leggo nei servizi che cominciano a comparire su NanniMagazine, si coglie, nella comunità nigeriana, un forte amore per la Patria lasciata e una determinazione culturale ad agire per impedire che la lontananza spenga il ricordo, fino a provocarne la morte, nel cuore e nella mente dei nigeriani, dispersi per il Mondo.

Mi sembra che oltre che di storie di sfruttamento, di corruzione, di tangenti odoranti di nero petrolio, di droga, di prostituzione, quando si fa riferimento alla Nigeria e ai nigeriani, si comincia a parlare e a ragionare di amicizia e rispetto tra i popoli, quasi a determinare un canale diplomatico alternativo, informale ma forte e strutturato anche grazie al web e a chi del web sa fare uso intelligente. Come mi sembra stiano facendo dalle parti di NanniMagazine, in sinergia con la Nidoe Italia e con gli uomini che idearono il Progetto BRISIN, oggi finalmente preso nella considerazione che si merita. Considerazione che, a quanto leggiamo a conferma dei nostri sospetti, per troppi anni, in troppi, anche e soprattutto tra le nostre autorità preposte e le super realtà imprenditoriali che da decenni operano in Nigeria (ENI, Finmeccanica tra le altre), non gli avevano certo dedicato.

a_woman_attends_a_health_education_session_in_northern_nigeria_8406369172

Se dovevamo auspicare un passo successivo al nostro, consapevoli della nostra marginalità, era proprio quello che vediamo compiersi grazie alla sensibilità di altri da noi.  Che italiani lungimiranti protendano la mano consapevole ai fratelli nigeriani in diaspora, per testimoniare che non siamo tutti Paolo Scaroni,  Claudio Descalzi o Luigi Bisignani e che sappiamo, affrontando le loro difficoltà in Nigeria pensare a loro ma anche, se non soprattutto, alla nostra Italia esposta alle ondate immigratorie lasciate crescere senza che nessuno, in realtà, faccia nulla di razionale e di “onesto” perché i pregiudizi non si diffondano e nel dilagare creino i presupposti della violenza e della sopraffazione dell’uomo sull’uomo.

Cominciamo a favorire la nascita di una anagrafe degna di questo nome, di una motorizzazione, di un catasto e, in ultima ma non ultima, di una sanità ragionata e informatizzata quanto più possibile. Da questa ipotesi ne verrà lavoro onesto per le nostre aziende (se i nigeriani ci volessero come esperti), sicurezza in Nigeria e di conseguenza sicurezza nel Mediterraneo e nella nostra Italia che si merita di assumere un ruolo strategico e intelligente in questa vicenda. Che se ho ben capito è stata ideata e ragionata proprio in Italia, oltre dieci anni addietro.

Oreste Grani/Leo Rugens   

Annunci