Ma nessuno li interroga questi somarelli sulle cazzate rilasciate in libertà? E del perché le rilascino?

Un amico caro, intellettuale complesso non accademico, intelligente come pochi, qualche tempo addietro, mi chiese delucidazioni (chissà poi perché proprio a me?) su tale Paolo Messa. Mi chiese, sostanzialmente, se, secondo me, era organico ai “servizi”. Risposi – privatamente – come risposi.

Oggi, domenica (…che è sempre domenica, come ricordava Mario Riva negli anni della mia adolescenza), voglio essere buono e ripubblico quanto ebbi a scrivere, pubblicamente, ben prima delle curiosità del mio amico, sia il 18 settembre 2015 che, ancor prima e per motivi ancora più articolati, il 7 settembre 2014, a proposito dell’ISPI, di Paolo Messa e della delicatezza dei temi di politica estera che vanno trattati con la prudenza necessaria e senza dire troppe fesserie se non si vuole essere sospettati di inopportune appartenenze.

Come inciso a quanto ri-pubblico, aggiungo, per fare buon peso, che, solo per la somma delle stupidaggini che ha detto e avvallato, negli anni, sulle questioni mediterranee, Matteo Renzi andrebbe condannato alla “defenestrazione” a vita.

Nel senso che andrebbe perpetuamente buttato dalla finestra, poi fatto risalire e, nuovamente buttato di sotto. Vita natural durante.

Lui e altri furbi che di castronerie “internazionali” ci campano, senza mai rispondere delle bufale rilasciate.

Anzi, più ne dicono, più fanno carriera. Strapagati. C’è materia perché un qualche sospetto che siano “trombette” di ambienti internazionali che tendono a disinformare per farci trovare, come Italia, ancora più impreparati di come già saremmo di fronte agli attacchi proditori dei nostri pseudo alleati europei, è legittimo che venga. Tranquilli, comunque, perché si tratta semplicemente di “agenti d’ambiente e d’influenza” in quanto per età, estrazione, formazione culturale non hanno mai portato le stellette e quindi, almeno dall’ex INPDAP (oggi INPS), non prenderanno vitalizzi per il mestiere di “spia”

Comunque, direte, sempre di “agenti” (forse anche al servizio di paesi terzi) si tratta. E avreste ragione a pensare che non è opportuno che, circondati e facilitati da questo effetto alone, ricoprano cariche pubbliche.

Vediamo di segnalare la cosa ai bravi ragazzi del M5S, sia in RAI che in COPASIR. Anche perché, uscita la Raggi dalle paludi pontine dello Stadio (quasi della Roma) e fatta la pace calciocratica con palazzinari e tifosi avvelenati, vuoi vedere che i sondaggi ripartono e che, se un giorno lontanissimo si dovesse andare a votare, sarebbe proprio il M5S a prendere la maggioranza nel nuovo Parlamento repubblicano?

Ad evitare altri infortuni, questa volta bisogna che siate prudenti e vi prepariate, per tempo, a driblare le prevedibili trappole e ad astenersi dall’accettare le caramelle dagli sconosciuti.

Oreste Grani/Leo Rugens


L’ISPI È UNO DEI PIÙ ANTICHI THINK TANK ITALIANI E TRA I MIGLIORI IN EUROPA. … OPPURE NO?

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Quando Matteo Renzi per la prima volta parla di gente che non ne ha azzeccata una ma che pretende, in questi frangenti ormai drammatici, di dirci cosa si deve fare, dice, finalmente, il vero. Per ammetterlo io, deve proprio essere vero. Si riferisce ad economisti menagrami e ridicoli nelle loro perdite di memoria rispetto alle loro previsioni sballate. Non mi permetto di entrare nel merito di queste contraddizioni che mi sembra comincino ad esplodere in sede governativa.

Sono interessato, viceversa, a sapere cosa pensa il Premier, di organismi di consulenza che la elaborazione di previsioni geo politica ce l’hanno come  scopo statutario ma che, come gli economisti di cui sopra. dicono un sacco di stupidaggini.

Nel luglio del 2009, qualcuno, ad esempio, scriveva: “Sotto la guida di Bashar  al-Assad, succeduto al padre Hafez nel 2000 e rieletto presidente nel 2007 per altri sette anni, la Siria è un Paese politicamente stabile”. Presidente Matteo Renzi, ritengo che lei sappia leggere e interpretare questa affermazione che dovrebbe essere collocata tra quelle che consentono di classificare qualcuno, “tra gli analisti che non ne azzeccano una”. Soprattutto se, dopo questa affermazione, l’analista dovesse averne fatta un’altra del tipo: “è iniziata una progressiva riabilitazione politica ed economica della Siria che sta consentendo al paese di uscire gradualmente dall’isolamento internazionale e regionale degli ultimi anni”.

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Se gli stessi professionisti delle incursioni nel futuro avessero, inoltre, dichiarato, “…alla guida del paese da quarant’anni (1° settembre 1969) Muammar Gheddafi ha saputo cambiare il volto della Libia dandole le caratteristiche del rentier State, quella forma di Stato che si mantiene sulle rendite petrolifere. La scelta occidentale della Libia ha permesso al regime di sopravvivere e trovare nuove risorse per lo sviluppo. Oggi (luglio 2009, ndr) il regime appare stabile”, cosa pensereste di loro?

Se a queste “perle” si dovesse aggiungere qualcosa del tipo “…sotto l’indiscusso (aiuto! ndr) potere del presidente Zine el-Abidine Ben Ali, in carica dal 1987, e oggi al suo quarto mandato dopo la vittoria alle elezioni del 2004 la Tunisia gode da anni di una situazione di stabilità politica…”, la condanna per incapacità, dovrebbe o no essere senza appello?

Ebbene, se un giorno dovessimo riuscire a chiedere al nostro Capo del Governo se sappia chi siano i signori specialisti in cazzate organizzate di cui abbiamo citato solo alcune castronerie saremmo vicini a potergli chiedere, a buon diritto, di smettere di frequentare ed ascoltare, certa gente che invece frequenta e di cui si avvale come  suoi consiglieri? O questo, o le dimissioni da “pericoloso e mal guidato” capo del Governo.

Oreste Grani/Leo Rugens
PS: avete capito che le “previsioni” (tutte sbagliate) erano frutto delle capacità analitiche degli specialisti dell’ISPI?
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IO C’ENTRO… UN BEL NULLA OVVERO LE “INTELLIGENTI” PREVISIONI DI FORMICHE

Paolo Messa a destra, gli altri boh

Formiche, luglio 2009:

Egitto… il rapporto [di Mubarak] con l’amministrazione Obama pare rafforzato…

Israele… l’Iran rappresenta la principale minaccia… [stiamo ancora aspettando]

Libia… Le parziali ammissioni di colpa sul terrorismo, la rinuncia agli armamenti nucleari e chimici, la collaborazione nella lotta al terrorismo internazionale hanno permesso il pieno reintegro della Libia nella comunità internazionale…

Siria… è un paese politicamente stabile…

Tunisia… gode da anni di una situazione di stabilità politica… Il governo contribuisce alla stabilità interna sostenendo un sistema di welfare e di servizi sociali…

Luglio 2009, fossimo stati imprenditori, fossimo stati lettori di Formiche, ci fossimo fidati dell’ISPI saremmo partiti per un tour del Mediterraneo, dalla Tunisia alla Siria, alla ricerca di buoni affari.

Invece, poiché gonzi non siamo, non abbiamo abboccato alle favole – o scempiaggini o errori o disinformazione – raccontate sulla rivista fondata e diretta da Paolo Messa e così abbiamo salvato un qualche irriconoscente imprenditore dal fallimento e noi stessi da una colossale figura da dilettanti.

Alla fine del 2009, analizzando con i nostri frugali strumenti l’apoteosi di Gheddafi, ci fu chi sostenne, ruggendo, che il Colonnello fosse alla frutta così come il Presidente Berlusconi che gli baciava le mani.Nemo propheta in patria.

Ora immaginate voi quanto ci rassicuri che l’editore e garante della qualità dell’informazione della RAI sia quel Paolo Messa che chiedeva come fare a intervistare il defunto Ammiraglio Martini. Immaginate quanto ci soddisfi che il medesimo insegni intelligence a onesti giovani aspiranti a servire il Paese. Immaginate…

A parziale scusa del Messa, dobbiamo interrogarci su chi abbia redatto le analisi che lo sprovveduto editore ha accolto nella propria rivista: l’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale).

La produzione scientifica dell’ISPI [fondato nel 1934] si è sempre contraddistinta per un forte orientamento pragmatico (basato sul monitoraggio delle diverse aree geopolitiche e sull’interpretazione delle principali tendenze in atto nello scenario globale, con l’obiettivo di fornire indicazioni e chiavi di lettura agli operatori politici ed economici), un approccio interdisciplinare (assicurato dalla stretta collaborazione tra specialisti in studi economici, politici, giuridici, storici e strategici, provenienti anche da ambiti non accademici) e la partnership con prestigiose Istituzioni e Centri di ricerca di tutto il mondo.

1934, chissà che non siano gli stessi che suggerirono a Mussolini di impugnare la Spada dell’Islam e così decretare la propria fine, andando contro gli interessi dei ben più intelligenti e agguerriti colleghi di Gertrude Bell, i britannici.

Dulcis in fundo, quel favoloso numero di luglio 2009 contiene anche un prezioso contributo di Giancarlo Elia Valori, il quale immagina, progetta, aspira a un Israele potenza regionale, vertice di un triangolo USA-Cina; a Teheran si ammazzano ancora dalle risate.

La redazione

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Paolo Messa, uno spin-doctor in cda Rai
adnkronos 04/08/2015 17:52

Il neo consigliere della Rai Paolo Messa (Bari, 31 maggio 1976), editore, docente, scrittore e comunicatore politico, è laureato in Scienze Politiche presso l’Università di Bari, ha insegnato presso l’Università La Sapienza di Roma e tiene lezioni di ‘Media e Intelligence’ nei master dedicati all’Intelligence economica promossi dalle Università di Firenze e di Roma Tor Vergata. Da maggio 2015 dirige il Centro Studi Americani, di cui in precedenza è stato consigliere di amministrazione. Nel 2004 ha fondato la rivista mensile ‘Formiche‘ ed è anche il membro del Consiglio di Amministrazione del Conai. Fa parte del comitato scientifico della testata ‘InPiù’ e dell’associazione Ain.

Dal 2000 fino al 2006 si è occupato di comunicazione politica. Ha infatti curato la campagna elettorale del 2000 di Raffaele Fitto e successivamente ha svolto dal 2001 al 2006 il ruolo di capo ufficio stampa e capo della comunicazione dell’Udc. Noto per aver coniato lo slogan ‘Io c’entro’, ha vinto il premio del Riformista come migliore spin-doctor dell’anno (2005). Advisor per la comunicazione della società Invimit Sgr Spa del Ministero dell’Economia e delle Finanze (2014-2015), è stato consigliere per la comunicazione istituzionale del Ministero dell’Ambiente (2012-2013) e del Vicepresidente del Consiglio dei Ministri (2004-2005).

Autore di saggi e numerosi articoli per diversi quotidiani e periodici, ha scritto due libri: ‘Da Frankenstein a principe azzurro. Le fondazioni bancarie fra passato e futuro’ insieme a Fabio Corsico e con la prefazione di Carlo Azeglio Ciampi e Dc; ‘Il partito che fece l’Italia’ insieme a Giovanni Di Capua e con la prefazione di Giulio Andreotti. È inoltre co-autore del volume ‘Manuale dei diritti fondamentali e desiderabili’ (ed. Mondadori) e della prefazione al libro ‘Key Enabling Technologies’ (ed. Guerini).

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