Oggi mi interesso di Gemelli ma non in senso astrologico

gemelli

Il Registro nazionale gemelli italiano è nato nel 2001 come progetto di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità ed è gestito dal reparto di Epidemiologia Genetica. Attualmente conta più di 27mila iscrizioni e collabora, oltre che con medici e ricercatori, con altri registri simili creati in tutto il mondo: si dedica alle più svariate attività di ricerca (nel mirino, per esempio, asma e allergie, celiachia, ma anche malattie come arteriosclerosi). Con l’aiuto delle anagrafi comunali, si identificano le persone con lo stesso cognome nate nello stesso giorno nello stesso comune. Ai gemelli viene inoltrato il materiale d’arruolamento e, in caso di risposta positiva, un primo gruppo di test generici. Poi, per ogni studio e in base all’obiettivo che si pone, il registro seleziona i possibili candidati tra i gemelli iscritti, e invia loro una richiesta di partecipazione: in alcuni casi basta la compilazione di questionari, in altri serviranno misurazioni o valutazioni mediche, in altri ancora occorre la donazione di campioni biologici, come la saliva.

Ad esempio, l’Università degli Studi di Milano cerca di gettare le basi di un sistema di prevenzione della depressione con uno studio aperto ai gemelli tra gli 8 e i 30 anni, sia per mono che dizigoti, per il quale è prevista la compilazione sempre di questionari. Oppure, tra gli studi che stanno per partire, c’è un lavoro congiunto messo a punto da Istituto Superiore di Sanità, Università Tor Vergata di Roma e CNR: servirà ad analizzare le relazioni tra sovrappeso, dimagramento (e qui volevo arrivare, per sfottere, bonariamente ma al tempo seriamente, degli amici che so che mi leggono), danno e riparazione del DNA ed è riservato ai gemelli monozigoti maggiorenni.

Vedete un po’ voi se è il caso di farsi sotto.

Oreste Grani /Leo Rugens

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