La Francia da una Repubblica all’altra (seconda parte) – Pompeo De Angelis

Presidenza Auriol

auriol-2

Vincent Auriol fu il primo Presidente della IV Repubblica, eletto per 7 anni il 16 gennaio 1947. Raggiunse la maggioranza assoluta dei voti del Parlamento, in una concorrenza tra SFIO (socialisti), MRP (democristiani), Partito radicale, Partito liberale. Conquistò il 51,19% dei voti in rappresentanza della SFIO, lasciando al secondo posto Auguste Champenter de Ribes del MRP. Il suo settennato si caratterizzò per il Trattato di Parigi del 1947 fra gli Alleati vincitori e le nazioni sconfitte nella Seconda Guerra Mondiale, per l’adozione del Piano di aiuti economici americani Marshall, che indusse i comunisti a uscire dal governo, per l’adesione al Patto Atlantico del 1949 in funzione militare antisovietica. La Presidenza appoggiò la politica europeista di Robert Schumann e di Jean Monnet, che si concluse con la istituzione della CECA (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio) fra Francia, Germania, Italia, Belgio, Lussemburgo, Olanda, firmata nel 1950 (Europa dei Sei).

Presidenza Coty

coty

René Coty del CNIC (Centro Nazionale degli Indipendenti e dei Contadini), dopo 12 scrutini, fu eletto il 23 dicembre 1953 e assunse la carica il 16 gennaio 1954. Sotto la sua presidenza venne allargata la politica europeista con la firma del Trattato di Roma e la costituzione della CEE (Comunità Economica Europea) e dell’Euroatom. Fin dall’inizio del settennato, si manifestò la disgregazione dell’impero colonialista francese. Nell’Indocina, la vittoria dei vietnamiti nella battaglia di Dien-bien-Fu comportò l’abbandono della colonia da parte dei francesi. Finì il protettorato della Francia sul Marocco e sulla Tunisia. Gli eserciti franco-inglesi intervennero nel Canale di Suez, che veniva nazionalizzato dall’Egitto. In Algeria i coloni (pieds noirs) si opposero al FLN (Fronte di Liberazione Nazionale) degli algerini e, con putsch dei generali Massu e Salan, proclamarono l’Algeria francese (13 maggio 1958), dando inizio alla guerra contro gli arabi. Coty chiamò il generale Charles De Gaulle a formare un governo forte, che affrontasse il caso algerino. De Gaulle chiese sei mesi di pieni poteri per varare una riforma costituzionale che venne accettata con il referendum del 26 settembre 1958 dal 78% degli elettori. Nacque la V Repubblica. Coty si era dimesso anticipatamente il 1° giugno, per aprire la via a De Gaulle.

Presidenza De Gaulle

de-gaulle

Charles De Gaulle venne eletto il 21 dicembre 1858 da un collegio di 81.764 grandi elettori (parlamentari, consiglieri generali, rappresentanti dei consiglieri comunali) in base alla norma della Costituzione da lui disegnata. Il suffragio del collegio unico gli diede il 78,5% dei voti. Assunse la carica l’8 gennai 1959. In regime semipresidenziale e proclamò il sovranismo della Francia nei confronti dei blocchi della guerra fredda; rifiutò l’ingresso della Gran Bretagna nella CEE, potenziò la moneta introducendo il nuovo franco. Nel 1862, dopo anni di guerra, accettò l’indipendenza dell’Algeria. In quello stesso anno, fece approvare per referendum l’elezione del Presidente della Repubblica a suffragio universale diretto a due turni con ballottaggio. Nel 1965 concluse il primo mandato.

Presidenza De Gaulle (II)

Nelle elezioni del 1965 De Gaulle si misurò al ballottaggio con Francois Mitterand, rappresentante delle sinistre e vinse il confronto con il 52,20% dei voti. Proseguì nel rifiuto all’ingresso inglese nella CEE, uscì dal comando militare integrato della NATO pur rimanendo nell’Alleanza Atlantica, dichiarò l’embargo contro Israele al momento della Guerra dei Sei Giorni. Si dimise dopo che un referendum rigettò una ennesima revisione della Costituzione, che riguardava la trasformazione del senato e delle regioni. Alain Poher, presidente del senato, assunse la presidenza ad interim dal 28 aprile 1969 al 20 giugno 1969.

Presidenza Pompidou

pompidou

George Pompidou, già presidente del consiglio di 4 governi di De Gaulle all’Eliseo, si presentò come delfino gollista alle elezioni del 2 aprile 1969 e vinse al ballottaggio contro Poher con il 52,215 dei voti. Accettò la inclusione della Gran Bretagna nella CEE e riallacciò i rapporti con Nixon. Morì improvvisamente il 22 gennaio 1972, mentre era in carica.

Presidenza Giscard

giscard

Distaccandosi da De Gaulle sul referendum sul senato e le regioni, alla morte di Pompidou, si candidò alla presidenza della repubblica come liberale. Vinse il ballottaggio contro François Mitterand per una incollatura, con il 50,6% dei voti. Si istallò all’Eliseo il 27 maggio 1974. Sul piano interno, la sua gestione si caratterizzò per l’abbassamento della maggiore età da 21 a 18 anni, per il divorzio consensuale, per la depenalizzazione dell’adulterio e per la legalizzazione dell’aborto. Sul piano estero, sostenne fortemente il federalismo europeo. Su suo impulso, il parlamento di Strasburgo venne eletto a suffragio universale e furono organizzati, a partire dal 1975 il G 6, il G 7 e il G8. Terminò il mandato il 21 maggio 1981.

Presidenza Mitterand

mitterrand

François Mitterand venne eletto il 21 maggio 1981 battendo, con il 51,8%, l’uscente Giscard d’Estaing. Precedentemente aveva rotto l’alleanza con i comunisti. Aprì un periodo di riforme: abolizione della pena di morte, imposta patrimoniale, nazionalizzazione delle grandi banche e dei grandi gruppi industriali, legalizzazione in massa degli immigrati, settimana lavorativa di 39 ore e pensione a 6O anni, depenalizzazione dell’omosessualità, liberalizzazione del sistema televisivo, inizio dei lavori dell’Eurotunnel sotto la Manica, inaugurazione del museo d’Orsay a Parigi. Nel 1988, la Francia cominciò gli esperimenti delle bombe atomiche nell’atollo di Mururoa.

Presidenza Mitterand (II)

Si ripresentò per il secondo mandato e batté con il 54% dei voti Jacques Chirac da lui già scelto come presidente del consiglio, durante il primo settennato. Proseguì la politica riformista e inaugurò la piramide del Louvre. Firmò gli accordi di Schengen e il trattato di Manstrich. Nel 1991, la Francia, con la sua armata, partecipò alla Guerra del Golfo.

Presidenza Chirac

chirac

Il 7 maggio 1995, Jacques Chirac riuscì a battere il candidato socialista Lionel Jospin con il 62,6% dei voti. La Francia ritornò a partecipare al comando della Nato e l’armata francese partecipò alla guerra in Jugoslavia in sostegno dell’esercito croato contro la milizia serba. Firmò il patto di stabilità europeo in preparazione dell’entrata dell’euro. Il mandato presidenziale, con riforma costituzionale, venne ridotto da 7 a 5 anni.

Presidenza Chirac (II)

Alle elezioni presidenziali del 5 maggio 2002, Chirac vinse sul rappresentante della destra Jean-Marie Le Pen con l’82,21% dei voti, ricevendo, nel ballottaggio, la convergenza dei socialisti di François Hollande. Il suo secondo mandato fu segnato da una serie di insuccessi e di scandali, che facilitarono l’ascesa dell’opposizione di Nicolas Sarkosy. L’11 maggio 2007, Chirac annunciò di non ricandidarsi

Presidenza Sarkosy

sarkozy

François Sarkosy venne eletto il 16 dicembre 2007 con il 53,6 dei voti contro Segolene Royal (46,94%) Durante il suo mandato lanciò il progetto dell’Unione per il Mediterraneo nell’incontro di Roma del 20 dicembre 2007, con la partecipazione di Romano Prodi (Italia) e di Josè Zapatero (Spagna), progetto che non andò avanti. Nel 2011, Sarkosy fu il più strenuo sostenitori del presidente USA Obama nell’imporre l’intervento militare in Libia, contro Gheddafi. Candidato alle elezioni presidenziali del 22 aprile 2012 fu eliminato al primo turno con il suo 27% dei voti contro François Hollande che ne ottenne il 28,6%.

Presidenza Hollande

hollande-2

Al primo turno delle elezioni del 6 maggio 2012 si presentano dieci candidati e arrivano al ballottaggio François Holland e Marine Le Pen. Al secondo turno, i partiti orientarono il voto contro Le Pen e pertanto fu eletto Holland con il 51,64% dei voti. La sua presidenza è stata caratterizzata dagli attentati terroristi islamisti e dal rafforzamento dell’asse con la Germania della cancelliera Merkel.

 

Annunci