Sempre a proposito di Alfredo Romeo e della corruzione dilagante

Troppa grazia Sant’Antonio, si direbbe detto se la Volpe (Alfredo Romeo) fosse stata di Padova e non di Napoli. Dobbiamo quindi, questa volta, ringraziare San Gennaro che, quando ci si mette, i miracoli li sa proprio fare. E che sia un evento miracoloso lo vedete anche da come gli indici della Borsa di Milano si sono impennati alla sola notizia dell’arresto. Figurarsi che cosa potrebbe accadere dei listini quando finalmente un condanna congrua lo dovesse togliere dal firmamento del business di Stato. Perché, signori, l’arresto è un segnale forte che le Termiti che, da decenni, si divorano la cosa pubblica, possono essere disinfestate. La borsa si rialzerà e i rating miglioreranno man mano che i troppi Romeo saranno resi innocui. Sono loro che rendono insicuro e inaffidabile il Paese e non gli art.18. così come sono i Mauro Moretti che portano contro un muro le Leonardo/Finmeccanica. Intendendo parlarvi delle incapacità (il contrario di quello che vi fanno credere) di questi capi banda che portano solo i loro ad arricchirsi e depauperano la ricchezza del Paese quasi lavorassero al soldo dei “competitori”.

Caro Alberto (è intendo quel fuori classe di giornalista che era l’amico Statera)  tu prima e meglio degli altri, avevi capito e denunciato (e men ne avevi indicata la pericolosità) Alfredo Romeo, proprio da te soprannominato “la Volpe di Posillipo”.

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Caro Alberto non dimenticherò mai che quando volendo esemplificare uno dei signori degli appalti che governano l’Italia, sin dal 2009, indicavi in Romeo uno degli esempi di figure più pericolose per spregiudicatezza e abilità strategica nell’assalto alla cosa pubblica e al sistema dei partiti da mettere al proprio servizio. E sin da allora segnalavi il nome di Italo Bocchino, in quel momento vicepresidente del Gruppo PDL della Camera da giovanotto portaborse del boss barese di Alleanza Nazionale Pinuccio Tatarella. Fascistello ma complice fedele di Alfredo Romeo, viceversa già iscritto alla sezione del PCI di Posillipo. Fascisti e comunisti giocavano a scopone ma vinsero i fascisti con l’asso di bastone, cantavano sguaiatamente gli squadristi anni addietro. Ora si vince tutto con l’asso di denari. E lo si fa in complicità avida. Che i ministri di questo Governo a tempo determinato, riflettano prima di parlare di inchieste giudiziarie che dopo si sgonfiano. L’altra volta Romeo si è salvato solo con il trucco della prescrizione. Non sempre quando i personaggetti si salvano è perché sono innocenti. ANZI, SONO SOLO BANALMENTE RICCHI DEI SOLDI CHE HANNO RUBATO E CON QUEI SOLDI SI COMPRANO L’ASSOLUZIONE ATIPICA DELLA PRESCRIZIONE.

Vediamo di non distrarsi solo dietro alla questione CONSIP (ricordate i nostri allarmi?) perché per chi è appassionato della vicenda ROMA/Caltagirone/Rutelli/Giubileo/30 mila immobili del comune di cui curare la riscossione degli affitti, effettuare i riscontri del censimento e la manutenzione (peggio di come fu fatta tale manutenzione non è possibile immaginarlo) perché il degrado di Roma comincia sotto la gestione del gruppo Romeo e dei suoi sgherri. Uso un termine (sgherri) che riconosco essere violento ma non stiamo parlando di gente che può essere spacciata per manager. Sgherri, quindi e lui un “tosatore” di povera gente sotto le mentite spoglie di un esattore/amministratore abile ed efficiente. Per uno come Romeo hanno lavorato quindi fascistelli furbi come Italo Bocchino e comunistelli altrettanto furbi come Claudio Velardi.

5 Star Rating

Questa è l’Italia, partitocratica e trasversale, di cui ci dobbiamo liberare, quanto prima e …uscire a riveder le stelle. Che siano possibilmente almeno 5 stelle luminose.

Oreste Grani/Leo Rugens


IL PAESE SANGUINA ANCHE PER I MORSI DI ALFREDO ROMEO, LA VOLPE DI POSILLIPO, COME LO CHIAMAVA IL GRANDE STATERA

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Da quando leggete Leo Rugens venite a conoscenza di personaggi minori (o acronimi di difficile memorizzazione) che, quando poi si chiariscono le vicende giudiziarie, che li riguardano o di cui sono protagonisti in quel momento, molte altre storie che apparivano inspiegabili, trovavano soluzione, anche per occhi meno addestrati ad estrarre dalla realtà ciò che c’è ma non si vede.

È il caso certamente di Alfredo Romeo e di CONSIP.

Con la Macchina del Tempo, di cui altre volte avete letto nei nostri post-ini, facciamo un balzo indietro di oltre dieci anni e, quasi lo avessimo gipiessato (intendendo monitorato attraverso un normale GPS), seguiamo Alfredo Romeo (proprio quello di cui si parla finalmente appropriatamente oggi) che sbarca per affari in Sardegna, luogo dove ti potevi muovere solo se avevi deciso di sfidare il potere delle 3 M ovvero: medici, massoni e mattoni.

Ieri come oggi.

La Volpe di Posillipo

La Volpe di Posillipo, come la chiamava Alberto Statera che certamente sapeva cosa diceva quando diceva qualcosa, sbarca in Sardegna appunto nel 2006, come un viceré con nuovi appalti pubblici. La circostanza non farebbe storia, vista la copertura a tappeto del territorio della Repubblica isole comprese – da parte delle società dell’imprenditore partenopeo Alfredo Romeo se non fosse significativa del suo modus operandi, come si dice.

L’avvocato Romeo sapeva mettere a punto dei veri gioielli di malaffare sin dai tempi di Appaltopoli grazie alle complicità servizievoli non solo dei soliti, stereotipati politici di destra e di sinistra ma di interi settori dello Stato e, quando servisse, delle istituzioni locali.

Romeo ha una cultura maniacale che non lascia fuori da approfondimenti, con vero approccio “intelligente”, prima di ogni “attacco” direttori amministrativi, sovrintendenti, funzionari regionali, amministratori di aziende pubbliche in un amalgama ormai indistinto (i grovigli bituminosi e maleodoranti) che unisce una parte cospicua di quella che si spaccia per classe dirigente del nostro Paese.

Altro che establishment!

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Corrotti ben saldi negli organigrammi che diventano cortigiani potentissimi. Loro e le loro mantenute. Percentuale minore femmine potenti che si sollazzano con maschi aitanti mantenuti. Comunque intorno a questa rete di autorizzati a firmare si è strutturato un mondo di puttane e puttani pronti a tutto per denaro.

L’onda che culla Romeo verso Cagliari è quella della CONSIP, società per azioni interamente posseduta dal Ministero dell’economia e delle finanze, che , come ormai sapete in molti, gestisce le grandi gare d’appalto per conto delle pubbliche amministrazioni.

Quando Alfredo Romeo decide che è ora di sbarcare in Sardegna, da poco in CONSIP non è più amministratore delegato tale Ferruccio Ferranti, sodale (non è un reato dare del sodale in termini etimologici) di Maurizio Gasparri e di tale altro Andrea Ronchi. Due ex fascistelli/fascistoni che organizzatisi da adulti in Alleanza Nazionale, dopo essere stati entrambi nel MSI, sono diventati in questa Italia meritocratica, perfino ministri della Repubblica. E in ministeri importanti.

Dalla Margherita (ex democristiani e altri bellimbusti), ai diesse (ex comunisti e altri bellimbusti), dagli ex fascisti ai berlusconiani della prima ora, dai ministeri tutti (dico tutti) alla società pubblica appunto CONSIP che gestisce i grandi appalti, la Volpe si muove come in un immenso pollaio senza colpo ferire.

Non a caso ogni tanto viene indagato.

Come ad esempio con il Ferranti di cui sopra e con l’ex (questi sono tutti ciclicamente ex di qualche cosa) presidente della Regione Puglia Raffaele Fitto con cui viene indagato a Bari per turbativa di gara e rivelazione di segreto d’ufficio (ma cosa si pretende nel Paese di Pulcinella e da uno che è di Napoli come il nostro avvocato Romeo?) per due lotti d’appalto, poi saltati (ma non 4 in padella), da 200 milioni di euro, relativi al servizio di gestione (che parola nobilitante) integrata (ancora più fica) di uffici e scuole, imbastito con la società Fiorita che sin dal nome è tutto un programma bene/male odorante.

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E qui le sante intercettazioni ci danno la solita mano ad una lettura antropologica di questa fauna.”Qui si aprono delle partite importantissime“, annuncia a Romeo, in una delle telefonate intercettate (violazione della privacy che i malandrini di ogni ordine e grado detestano che si possa disporre in fase investigativa), tale Dario Maniglia (ma che nome profetico!), titolare della Fiorita, “ché se chiudiamo con la Manutencoop (sempre gli stessi ovunque) e con qualche altro amico (!) veramente andiamo a blindare (non brindare come poteva anche essere “ascoltato”) un mercato enorme. CONSIP andrà a fare caserme, università, scuole, sanità. Dobbiamo andare ad affrontare queste nuove tematiche (finalmente pare di sentire pensare e parlare un uomo di Stato con visione strategica invece dei soliti compulsivi assuntori di metri di cocaina o di bisogno di sbottonare o di farsi sbottonare patte di pantaloni) che sono tematiche enormi. Se la chiudiamo non siamo tanti, siamo sette, cinque“.

Lo corregge Romeo che è ancora più lucido e già sul pezzo: “No, anche meno”.

Ma poi (è più forte di lui) la Volpe riduce ancora  gli invitati al banchetto e tira a fregare lo stratega/suggeritore con percentuali troppo alte tanto che si può ascoltare – in altra intercettazione – il Maniglia che si incazza è urla a telefono (sante, sante, ancora sante intercettazioni): “Lo stronzo di Romeo (non sono solo io a dirlo, quindi) si sta attivando e quello ha la sindrome dell’avvocato”.

E non l’avvocato Romeo di Posillipo, ma l’avvocato Gianni Agnelli, pace all’anima sua.

Cose che se lette, rilette e ponderate, vi fanno capire chi sono i signori degli appalti in Italia e come operano (ed hanno sempre operato) per spolpare il Paese che si trova ora svuotato per questo e non perché Beppe Grillo, nella vita professionale artistica, ha cavalcato i palcoscenici denunciando, con largo anticipo, cose vere relative alla corruzione dilagante.

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CONSIP dicevamo, nel 2006 è il viatico anche per la Sardegna, dove la Romeo spa, in associazione temporanea impresa (dietro a questa opportunità giuridica si nascondono i veri rapporti di potere che ad esempio sono alla base della guerra, in essere, nel settore, tra la STI/Exitone di Ezio Bigotti e la Siram spa dei francesi di Veolia) con la Strago srl, si aggiudica il terzo lotto del catasto stradale (avete capito di cosa si parla?), che comprende anche Campania (ma va là!!!!), Molise, Abruzzo e Lazio, signori miei!

I concorrenti vengono sbaragliati con il solito trucco (violento e foriero delle successive scelte criminali di gestione dell’appalto vinto), del massimo ribasso d’asta.

I criteri della gara, del valore di 4,6 milioni di euro, sono la valutazione dei requisiti tecnici e l’offerta economica più vantaggiosa.

Romeo è terzo in graduatoria per le capacità tecniche, ma udite-udite, offre uno sconto del 40,17 per cento, contro un ribasso che non supera mai il 20 per cento.

Spiegò all’epoca Mariano Maugeri sul “Sole – 24 Ore” che prendere l’appalto sul catasto pubblico urbano o extra urbano è un affare comunque, anche se in perdita.

Il perché è presto detto.

La conoscenza della rete viaria di intere regioni, come Romeo e i suoi hanno imparato dai censimenti comunali, è una miniera a cielo aperto d’affari perché nelle strade più periferiche spuntano fuori aree demaniali sconosciute, case cantoniere abbandonate, terreni edificabili dimenticati, palazzi di pregio su cui far affluire altro denaro pubblico per ulteriori ristrutturazioni o messe in sicurezza.

Il censimento delle strade è per Romeo (e quelli che operano come lui in questo settore tutto fatto di informazioni segrete e strategiche) come la pesca a a strascico (avete idea di che danni si possono fare in “terra” con una simile tecnica marina?) che riporta tutto a galla.

Le perdite eventuali quando uno va a ribasso del 40,17 per cento sull’appalto del catasto stradale vengono comunque ripagate dagli utili indebiti su decine (che dico), centinaia di altri appalti nel resto d’Italia conquistati, MA NON ONORATI, come, un esempio fra tutti, la manutenzione delle strade di Roma!

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E per dirci che il “colpevole” di tutte le buche di Roma non è Beppe Grillo da Genova ma Alfredo Romeo da Napoli, ci hai messo tutto questo giro di parole?

E poi dicono che sei l’Uomo dai Cerchi Concentrici e che prima di dare la stoccata finale giri in tondo alla vittima designata, fino a stordirla. Come a Nurlan Khassen (fresco di arresto) e la suo sodale Aurelio Voarino, per ora, ancora a piede libero a cui hai dedicato oltre centomila parole prima di godertene l’effetto iettatorio.

A proposito di effetto iella ovviamente, con il napoletano superstizioso Romeo, la questione della sfortuna evocata, è ancora più divertente. Così, come si capisce, per quanto riguarda l’avvocato volpino, giro-giro in tondo e aspetto paziente, con il piacere/certezza che la sua ora è giunta.

La vita futura lo deve, tra gli altri, ad Alberto Statera che prima di tutti indicò in Romeo, la Volpe di Posillipo, il portatore di gravi infezioni ovunque decideva di mordere.

E il Paese sanguina anche a causa dei morsi di Alfredo Romeo.

Oreste Grani


CONSIP ALLA RESA DEI CONTI!

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Secondo voi perché questo ininfluente e marginale blog, fin dal 28 febbraio 2013 (CONSIP CONSIP FORTISSIMAMENTE CONSIP. I PATRIOTI DEL M5S SI MERITANO DI POTER VIGILARE SU CONSIP. PER COMINCIARE) suggeriva ai neo eletti parlamentari del M5S di mettere sotto attenzione CONSIP?

Anzi, COPASIR e CONSIP! Niente da fare per i “grillini”, invece. Intervenne in particolare quel sano patriota di Lamberto Dini e il Copasir fu dato ai leghisti noti difensori della Nazione. Nei nostri lontani post davamo indicazione e consigli perché è nei Servizi e negli acquisti di Stato che si giocava (e si gioca) la partita del potere in Italia.

Mentre a Roma è bastato un Marra qualsiasi e una troppo fragile Raggi, scelta per essere aiutata, consigliata, protetta da Casaleggio prima di morire (ma poi è morto e i giochi sono cambiati), per i Servizi e per CONSIP, ci vuole ben altro. Come si vede.

Colgo l’occasione per rendere ulteriore omaggio ad Alberto Statera, ricordando che fu lui a spiegarmi chi fosse Alfredo Romeo (la Volpe di Posillipo) e quanto fosse pericoloso tale personaggio per gli interessi della nostra gente. Nelle maggiori città d’Italia le termiti alla Alfredo Romeo e quelli come lui che si fanno paladini della ottimizzazione della gestione dei patrimoni immobiliare dei comuni. E quindi delle case dei cittadini. Perché, non lo rimuovete, gli immobili dei comuni sono degli Italiani e non di Alfredo Romeo o di Ezio Bigotti o, piuttosto, degli azionisti della Prelios. Il non aver chiaro queste sottigliezze (di chi sono i palazzi) è la responsabilità primaria di Virginia Raggi quando si è voluta tenere, vicino-vicino, smarritasi alla morte di Casaleggio Padre, uno come Vincenzo Marra. Che di queste sottigliezze, viceversa, sapeva tutto. Vincenzo Marra che, a sua volta, era in mano di Scarpellini che, a sua volta, fa affari – da decenni – con Francesco Gaetano Caltagirone e la partitocrazia tutta.

Esca o non esca, ambiziosa o fragile, ora siamo nei guai.

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Tornando a CONSIP vedrete che non ci sbaglieremo anche questa volta: vuoi vedere che dalle parti di Alfredo Romeo troviamo la famiglia Renzi (non solo quella anagrafica)?

Vuoi vedere che troviamo il fedelissimo Dotti tasca destra del Matteo nazionale? Se li prendessero tutti sarebbe un altro omaggio postumo alla professionalità e l’intelligenza dell’amico Alberto Statera e a quell’apologo sull’onestà nel paese dei Corrotti di Italo Calvino che tanto gli piaceva.

Oreste Grani/Leo Rugens


IL CUORE È CONSIP, LO RIPETIAMO

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Il 25 novembre Piero L commenta così il post Viva l’incivile rito venatorio della “Caccia alla Volpe” di Posillipo, alias Alfredo Romeo:

Complottiamo senza pudore, sparamucchio.
Come se Consip avesse fatto chissà cosa se non bandire gare telematiche che invece tracciano e fanno chiarezza su mondi altrimenti gestiti nel grigio… Meglio quelli? Almeno con gare chiare, trasparenti e che permettono a imprese italiane e multinazionali che investono in Italia di dare lavoro e svilupparsi. Nel caso Consip, il processo a Romeo è chiuso, senza condanne a nessuno, in altri casi è stato condannato Romeo.
Ma possibile che siete tutti bravi a sparare su Consip e a non parlare di tutto quel mondo… Multiservizi Reggio Calabria, ASIA Palermo, Multiservizi Napoli, insomma, TENETE FAMIGLIA VERO? Insomma sparare su Consip non comporta reciprocità, a differenza delle altre, quindi, avanti con l’Italica codardia di cui siete mirabile esempio! Sparate su chi fa bene e non ti uccide e zitti zitti con chi fa preoccupare di avere famiglia… VERGOGNA!

Piero L. apprezziamo l’impegno civile e la prosa virile con cui ci apostrofi. Dobbiamo dirti, però, ripagandoti della stessa sincerità che sembri mettere nella tue colorite espressioni che, evidentemente fuorviato da qualche movente recondito, prendi fischi per fiaschi. È’ proprio la delicatezza della struttura CONSIP che ci spinge ad allertare la massima attenzione dei cittadini-lettori (pochi) di Leo Rugens e i moltissimi che fanno capo al M5S e a Giuseppe Grillo.

Vogliamo essere più chiari: certi della tua buona fede e, grati delle indicazioni preziose che ci cominci a dare su chi e cosa bisogna tenere d’occhio perché la cosa pubblica sia salvaguardata, ti confermiamo che nulla (fino a prova contraria) ci spinge a insinuare alcunché rispetto alle modalità con cui si effettuano, oggi, le gare di competenza  CONSIP. Per tua maggiore serenità ti confermiamo, pubblicamente, che  non  temiamo nulla e che le nostre famiglie hanno già pagato il prezzo del  nostro essere  intemerati. Se fossi meno pigro e avessi letto tutto (più di 1100 post) “Leo Rugens”,  sapresti abbastanza di noi per non fare di queste accuse avventate e ingiuste. Comunque, grazie ancora per l’attenzione che è, evidentemente, circoscritta al mondo CONSIP. Ti terremo informati sull’esito delle nostre prossime “battute di caccia alla volpe”.

Oreste Grani

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