Il groviglio bituminoso CONSIP li terrà impantanati senza se e senza ma e voi non guardate il dito

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In molti, soprattutto dopo che mi hanno frequentato per un periodo congruo, osservandomi, con la dovuta attenzione per ciò che faccio e ascoltando ciò che dico prima di fare e riscontrando ciò che faccio dopo aver detto, pensano che io sia, come scrivo, da anni, un uomo pericoloso o un grande iettatore.  Altri, dopo aver verificato che raramente mi sbaglio, anche con largo anticipo, sull’esito di avvenimenti futuri, pensano che io sia un occulto protagonista “da dentro” di quegli stessi avvenimenti. Sono ciò che sono ma certamente ritengo di sapere estrarre dalla realtà ciò che c’è ma non tutti vedono. O, meglio, vogliono vedere, mossi come sono da interesse e da piccoli calcoli opportunistici. O semplicemente, resi ciechi dalla paura di cosa i potenti e i nemici della Repubblica sanno fare per toglierti di mezzo.

Certo che con questa storia CONSIP e di Alfredo Romeo (la Volpe di Posillipo), finalmente catturata, qualche medaglietta me la sto oggettivamente attaccando al petto.

A Roma si dice: non so a chi dare i resti!  Che altro dovrebbe dire un vecchio signore malandato, emarginato, marchiato con la lettera scarlatta del pericoloso e inaffidabile se, girando il vento, cominciasse a vedere finire in prima pagina (qualcuno anche in galera!) molti, o quasi tutti, i personaggi di cui si è interessato, per anni, in questo ininfluente blog, evidenziandone, prima di chiunque altro, le complessità se non le gravi responsabilità per le attività a danno della “res pubblica” e quindi di tutti voi?

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Così sta accadendo e tra Alfredo Romeo (la volpe di Posillipo catturata), Denis Verdini (nove anni per le “sole” fatte con le banche), il nome di Ezio Bigotti che improvvisamente diventa oggetto di curiosità per gli addetti ai lavori della grande stampa e per gli operatori dei diversi media telematici, i responsabili del rapimento della signora Shalabayeva rinviati a giudizio tutti tranne il ministro Angelino Alfano (questo “no buono” ma non si può avere tutto e tutto insieme), “non so – come dicevo – a chi dare i resti”, tanto che questo ininfluente blog vede schizzare i suoi accessi e i consensi di chi deve ammettere che non abbiamo certo “pettinato le bambole” in questi anni di dura gavetta.

Per ora, comunque, il nome di Ezio Bigotti (che ci fa piacere che vi cominci ad essere familiare) tenetelo esclusivamente abbinato al gravissimo caso del sequestro della signora Shalabayeva in quanto il Bigotti era, all’epoca della violenza, console onorario del Kazakhstan e il suo factotum Aurelio Voarino, invece di occuparsi delle gare CONSIP per pulire i cessi della Pubblica Amministrazione, si attivava per cercare il latitante Ablyazov, con finalità oscure di cui è arrivato il tempo per approfondirne le dinamiche.

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Vedremo in altra sede che non sia quella CONSIP e la guerra ai ferri corti in essere, se è “normale” pagare un proprio dipendente (che dovrebbe seguire le gare per lavare i pavimenti del Parlamento, o del Comando Generale della Guardia di Finanza, o dei ministeri dislocati nella city), per dare la caccia a latitanti (Ablyazov) che si presume abbiano fatto sgarri finanziari al Presidente kazako Nararbayev. Presidente kazako a cui si regalano monete d’oro e vini di gran pregio mentre se proprio uno doveva fare dei regali per accattivarsi qualcuno doveva farli (certo commettendo reato) a chi apriva le buste in CONSIP.

Forse è legale pagare e mantenere, a cinque stelle, un proprio impiegato per farlo “giocare” all’amico degli amici del KGB ma io la definirò sempre una “strana storia” quella della Shalabayeva e una “stranissima coppia” quella di Bigotti-Voarino. Certo ognuno con i propri soldi (ma quanto sono propri i soldi accumulati oltre un giusto margine di guadagno?) ci fa quello che vuole e ci spesa anche i tipi come Voarino.

Strana coppia quindi quella dei piemontesi a Roma ma ancor di più quella costituita da Voarino e dal suo amico Khassen.

Neil Simon, docet.

Strane coppie i napoletani Romeo-Bocchino, o i piemontesi Bigotti-Voarino quindi che sanno fare soldi con le pubbliche utilità ma che, non sentendosi sicuri di poter vincere per proprie abilità professionali o migliori prezzi praticati, si danno da fare per assicurarsi l’aiuto e il sostegno della politica. Oggi è stata la volta di Romeo ad essere beccato ma in passato, per cercare di vincere le gare, gli uomini della SIRAM (quando con la SIRAM francese operava in ATI e in sinergia la STI di Ezio Bigotti) facevano girare fatture false (provate a smentirmi), con la Lega, partito politico che oggi, con Salvini, starnazza di corruzione e chiede dimissioni. Le cifre tarocche tra la SIRAM (francesi) e la Lega (lombardi) sfiorarono il milioncino di euro!

Intorno agli appaltini/appaltoni delle tante Gruppo Romeo o Siram/STI/Veolia o Manutencoop o CNS che si chiamino, sono sempre girati atti illeciti e tonnellate di soldi. E sempre a discapito di migliaia di lavoratori costretti a subire gli effetti indotti dai “massimi ribassi”. “Massimi ribassi” non certo da applicare agli “stili di vita” di quei mascalzoni che dalla attività quotidiana (da pulire i cessi a salire) di migliaia di lavoratori (tenuti quasi sempre in stato di semi illegalità contributiva) traevano denaro osceno per quantità e per l’uso volgare che ne veniva fatto. Gli stralci delle sante intercettazioni sono li a dimostrarlo. Basterebbe, inoltre, quando si sequestrano documenti durante le sante perquisizioni, guardare gli estratti conto delle carte di credito di queste Termiti per scoprire quanto, a latere dei loro appannucci personali, spendono per rappresentanza e, su queste spese, scaricano tasse. Lo stile di vita è tutto. Del Voarino di cui, ad esempio, vi parlo da mesi, basterebbe esaminare la struttura dei costi generali (alberghi a cinque stelle, aerei, autisti, pranzi/cene, allegre donnine) che si articolano intorno alle sue giornatine romane per capire cosa faccia e quanto “valga” per il suo padrone. Nessuno, viceversa, spenderebbe tanto denaro per un’ oscuro travet torinese, se non servisse ad altro. E da quindici anni. Ma, come ho già sottolineato, non vi fate fuorviare dalla attuale questione CONSIP o da storie legate ad attività immobiliari di Alfredo Romeo che pur interessano, per motivi d’azienda, la coppia Bigotti-Voarino.

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Di loro e degli oscuri “perché” che girano intorno a loro (ad esempio, perché gente che deve interessarsi di pulire in modo ottimale i cessi dei ministeri deve incontrasi con dirigenti/funzionari che vengono stipendiati dalla collettività per guidare i servizi di intelligence della Repubblica?), cercheremo di parlarvi (con le solite capacità di preveggenza e un po’ iettatorie) in sede di dibattito processuale che, tra poco, si aprirà a Perugia per giudicare la vicenda del sequestro della Signora Shalabayeva. Vediamo di fornire, a latere delle udienze, da persone pericolose quali siamo, qualche elemento che possa emergere ai fini di fare luce su tutto quanto accaduto intorno a quella storia disonorevole per le nostre istituzioni.

Grovigli bituminosi di ambienti sempre pronti a invitare a cena pubblici ufficiali (a volte anche in carriera in quelle istituzioni che dovrebbero passare il proprio tempo a guardare le spalle agli italiani); avvocati ben introdotti, spesso scelti per i robusti legami familiari che possono vantare; politici sempre bisognosi di soldi impegnati come sono nel vano tentativo di “comprarsi il consenso” che ormai non è più comprabile a nessun prezzo, rappresentano l’humus in cui ha prosperato, fino a ieri, la feccia di questo nostro, nonostante loro, ancor meraviglioso Paese.

Ve la diamo noi la celebrazione, al piagnisteo, del 25° di Mani Pulite! Celebrazione cominciata ieri, a modo nostro, che potrebbe durare per 25 anni (se pure basteranno) ma da cui, statene certi, non torneremo più indietro.

A voi capire di cosa sto scrivendo, di cosa mi congratulo con la Magistratura, perché plaudo all’attività degli investigatori.

A voi capire cosa volessi dire quando avvertivo i neoeletti parlamentari del M5S che dovevano in tutti i modi riuscire a farsi assegnare la Presidenza del COPASIR e la Direzione del CONSIP. Come vedrete sempre di più, il combinato disposto (anch’io parlo bene!) di queste due istituzioni repubblicane, le ritroverete sinergiche nel gioco complesso che si dispiega come fondale a questo scandalo che sembra di per se già gravissimo ma, come vedrete, è semplicemente parte di un tutto. E questo “tutto”, sarà difficile da credere, permea l’intera vita della nostra violentata collettività. Vedrete che non ci sbagliamo. Vedrete.

Oreste Grani/Leo Rugens

che era molto molto, molto, meglio non farlo incazzare così trattandolo da cretino e mandandogli sotto mediatori, simpatici e motoforniti ma inadeguati ad un pendaglio da forca come dicono che io sia.

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Meglio era non provare a “mandare in cavalleria” gli impegni presi, pagando le spese sostenute (ritengo che assommassero a meno di quanto utilizzato per affittare le Cinquecento da far sfilare a Torino in occasione del 50° della nascita del padrone Bigotti), e non di tentare di sabotare le attività culturali e diplomatiche, con tanto amore per l’Italia predisposte, utilizzando, oltre a tutto, gentarella come il raggiratore Paolo Pasi.

A cui, provate a non dimenticarlo, questo vecchietto settantenne, davanti ad un decina di testimoni allibiti, ha dato un carico di botte, parlando a nuora, perché suocera intendesse.

Un carico di botte per cui ancora aspetto querela.

Carico di botte somministrato in presenza, tra gli altri, di un attendibilissimo testimone, Fulvio Guatteri, figura professionale (Servizi Segreti francesi) presentatomi proprio da Aurelio Voarino. Che, lo ripeto fino alla nausea, invece di attivarsi per pulire i cessi della pubblica amministrazione, frequenta gente che fa la spia, spia gente, cerca informazioni, vende informazioni, serve Paesi terzi. Come il buon ingattabuiato Nurlan Khassen o l’ex ingattabuiato Giuliano Tavaroli o, appunto, Fulvio Guatteri, anch’esso a suo tempo arrestato. Sempre tutti investigati, negli anni, per attività che, con semplicità, potremmo definire “antitaliane”. Fosse che alla fine scopriamo che il buon Voarino non è un “italiano vero”, come ci ricordava Toto Cotugno e che il sabotaggio del Progetto “Energie superiori”, ideato per Astana 2017, lo ha attuato per “ordini superiori”?  Quasi fosse un “qualunque” Carlo Volontè. Per soldi o per ordini dei suoi veri padroni.

Chi vivrà, vedrà e io spero di vivere e di non finire ammazzato (come mi dicono temano i suoi ex affetti più cari) per mano (o per ordine) di questo antitaliano.

Ri-firmo a scanso equivoci.

Oreste Grani

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