Ode a Napoli e all’operato, per ora, del suo sindaco Luigi De Magistris

p1asffdmdb1kgo14ht1aoq1f2e128fc

È ora di evidenziare come il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, abbia stroncato, senza se e senza ma, nella sua area di competenza politica e amministrativa, ogni attività imprenditoriale riconducibile alla Volpe di Posillipo, Alfredo Romeo.

L’ho ha fatto perché sapeva bene, da magistrato competente ed esperto di loschi intrighi, che razza di spregiudicato affarista avrebbe avuro di fronte.

Non è una Napoli da cannibalizzare, condizionata dai troppi Romeo, dai Velardi, dai Bocchino di cui abbiamo nostalgia per cui, evviva De Magistris e il suo polso fermo. Polso ferreo che bisogna saper tenere con i Romeo e con i De Luca.

Abbiamo amore (ci siamo vissuti per un tempo felice) per una Napoli che, con gli ovvi ritardi dovuti ad anni ed anni di incuria e di sfruttamento criminale, comincia a presentarsi più bella (ma questo in realtà ha continuato sempre ad esserlo) ed accogliente.

Sentivamo bisogno di ritrovare una capitale del nostro sud mediterraneo che l’Italia intera si merita.

Napoli, per stereotipi e deteriori luoghi comuni, è una città caotica e spossante, rumorosa e sporca. Chi da qualche tempo la frequenta sistematicamente mi riferisce che è meno caotica, meno spossante, meno rumorosa, molto meno sporca. Anzi, sembra un luogo che comincia a ricordare altre stagioni e che mostra di saper offrire angoli dolcissimi, appartati, silenti e preziosi.

chiostro-di-santa-chiara

Un insieme che rappresenta, in sostanza, uno dei motivi del suo fascino unitamente alle scontate luci mediterranee, alle voci, ai profumi e alla carica umana che non smette di sprigionare tra i mille non del tutto, ovviamente, risolti problemi.

Napoli è già stata più volte, nella sua millenaria storia, vista dai viaggiatori (i turisti, cioè quelli che fanno i tour) quale affascinante sintesi autentica di tutto quello che per gli uomini del nord significava meridionalità.

Questo avveniva in presenza di situazioni deteriorate quasi a testimonianza di un amore cieco e una certa impotenza a cambiare.

Questa è la novità: si respira la stessa meravigliosa aria da pezzo unico ma in un clima complessivo di vivibilità e di possibilità pervenire ad un cambiamento intelligentemente controllato.

Napoli ha saputo già in passato elaborare una propria civiltà urbana ma questa sua parte migliore sembrava impossibile rivederla proposta in tempi brevi.

santachiara_mini

E invece non si dissipa più a Napoli. Si agisce e si reagisce, allontanando fatalismi e autocommiserazioni. Se come mi raccontano, il cambiamento sta realmente avvenendo, non solo non vedo l’ora di vedere questo fenomeno culturale ma un tale miracolo si dovrà onestamente attribuire al sindaco Luigi De Magistris e alla sua squadra di governo. In attesa che questa attività di cambiamento dei paradigmi culturali si consolidi, godiamoci le immagini che ho scelto per ricordare, a tutti voi, il Chiostro di Santa Chiara con i suoi pilastri e i sedili di piastrelle maiolicate, belle come nessuna al mondo.

Oreste Grani/Leo Rugens

Annunci