Traffico di influenze, un reato gravissimo. Le termiti vanno fermate appena provano a muovere le mascelle

ROMA, TAXI MANIFESTANO A P.ZA VENEZIA

Secondo voi cosa vuole dire, in italiano, se uno dice “Ormai siamo una cosa. Tutti allineatissimi”?

Questo è quanto viene sentito dire, dieci anni addietro, da Italo Bocchino mentre parla a telefono con Alfredo Romeo, la cui moglie, in quel momento, era socia, nella casa editrice del quotidiano “Roma”, proprio della moglie di Bocchino. Legami fortissimi quindi. Sempre in una santa intercettazione, l’uomo d’affari partenopeo, invece di parlare di business con l’interlocutore di turno (questa volta è tale Renzo Lusetti, figlioccio di Ciriaco De Mita, margheritino rutelliano del Pd) lo rimprovera in questi termini: “Mi hai bruciato il congresso a Firenze, mi hai bruciato il congresso a Bari; tutti i congressi – fino adesso – me li hai fatti perdere tutti. Mo’ cambio partito”.

Romeo chiede di mettere a posto quelli che nei partiti non sono ai suoi ordini?

Avete capito? Romeo non parla di prezzi o di quanto sia opportuno remunerare i dipendenti per essere competitivi nelle gare e per decidere chi pulisce i cessi della P.A. ma, esclusivamente, di come fare o non fare per controllare i partiti o quello che ne avanzava a quella data.

Queste sono le “accuse gravi” (altro che le solite tangenti o passi corruttivi) da saper rivolgere agli imputati, nella mia logica semplicistica di giacobino frustrato e di ritorno.

Le accuse gravi sono queste, punto. Se sono stati versati denari (ma certo che sono stati versati) tanto la legge pre-apparecchiata nelle sedi legislative da quelli stessi che si candidano a farsi corrompere CONSENTE, A CHI HA SOLDI, DI CAVILLARE, PARACULEGGIARE, DILATARE NEL TEMPO, FINO AD ARRIVARE ALLE PRESCRIZIONI.

Scordatevi che gli assolti siano innocenti quando stiamo parlando di corruzione. Sono solo scaltri, ben difesi E ASPETTANO LA PRESCRIZIONE.

Punto!

original

Passiamo alle cose serie.

“Fu Luca Lotti a dirmi che c’era un’indagine su CONSIP e di stare attento. Matteo Renzi mi diceva di solo di stare attento a CONSIP.” Parole che sembra siano state pronunciate da Filippo Vannoni.

Luigi Marroni, a sua volta, dice: “Ho fatto effettuare la bonifica del mio ufficio (da chi, quando e con che esito? mi diletterei a domandare ndr) perché ho appreso da Lotti, Vannoni, Ferrara e Saltalamacchia di essere intercettato”.

Stiamo riferendo indizi investigativi (alcuni forniti sotto giuramento) da parte dell’amministratore delegato di CONSIP (Luigi Marroni, appunto) e non di un cazzo e mezzo qualunque. Comunque vada a finire questa storia, queste affermazioni sono l’ennesima prova lampante di come viene trattata la cosa pubblica. Ecco perché questo marginale ed ininfluente blog, sin dal 28 febbraio 2013 (CONSIP CONSIP FORTISSIMAMENTE CONSIP. I PATRIOTI DEL M5S SI MERITANO DI POTER VIGILARE SU CONSIP. PER COMINCIARE) oltre quattro anni addietro, invitava i neo eletti parlamentari del M5S a stare in campana su tutto quello che si sarebbe mosso intorno a CONSIP. Ma se lo sapeva un cazzone paranoico, inaffidabile, come il vostro affezionato Leo Rugens, mi dite perché non si è vigilato, anche in sede politica, perché tutto questo non accadesse?

Ma se a capo di CONSIP lo hanno “piazzato” proprio Matteo Renzi e Luca Lotti, perché ora questo manager fichissimo diventa – improvvisamente – inattendibile proprio a loro dire?

O una o l’altra: o ci avete piazzato un coglione a controllare che lo Stato non venga spennato dai troppi Romeo, Bigotti, con i rispettivi sottopanza Bocchino/ Voarino, o questo signore (Luigi Marroni), per motivi che si appureranno, dice la verità.

Ci penseranno i magistrati pagati per questo.

Direi che è più interessante, per la sicurezza della Repubblica, appurare se, ad esempio, nella nostra marginalità e ininfluenza, il Gen. C.A. (sono tante stelle!) CC, Emanuele Saltalamacchia (con un passaggio, in carriera, in AISI e destinato, prima dello sputtanamento, ad assumere ruolo determinante nel complesso mondo dell’Intelligence) ha realmente informato qualcuno di qualcosa inerente la delicatissima indagine. Spero che nessuno dubiti (garantisti o meno) che si trattava di indagine delicatissima e di ingenti somme (2.700.000.000,00 euro!!!!!!!) e che la riservatezza era consegna tassativa per evitare la vanificazione dell’eventuale accertamento dei fatti.

img_resizer

Ve lo dice uno che del dire o non dire, del vero, del falso e dell’autentico ha fatto una vera religione di vita.

Siamo di fronte ad una storia affascinante ma non per le solite annoianti mazzette che non possiamo neanche immaginare non siano girate sentendo i nomi degli attenzionati.

E a queste implicazioni deve essere rivolta la nostra attenzione per porci domande (e darci tassativamente risposte) sui criteri di reclutamento, selezione, formazione del personale adibito alla sicurezza dello Stato e del popolo italiano. Ma quanto mi sento “populista” quando mi incazzo ancora a pensare chi cazzo fa carriera in questo Paese di raccomandati di merda!

Finalmente, su questi punti delicatissimi (assenza di meritocrazia e criteri pagliacceschi di reclutamento selezione e valutazione del personale), in queste ore, il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, è stato illuminante. Grazie, signor prefetto. A questa sua onesta presa di posizione dedicheremo un apposito post. La condizione di inadeguatezza di alcune istituzione poste a salvaguardia della sicurezza nazionale, non è determinata solo da parametri oscenamente utilizzati (cioè non utilizzati in alcun modo) ma, certamente, Lei ha cominciato a mettere  a fuoco il tema: meritocrazia assente, come dice, inascoltato, da anni, Roger Abravanel. E, nella nostra assoluta marginalità ed ininfluenza, anche noi, da quando ci interessiamo, sussidiariamente, di queste stesse problematiche.

Come si dice, infatti anche le Formiche, nel loro piccolo, si possono incazzare e su questo tema gravosissimo, non ci sentiamo certo di più di una formicuzza. Operaia, per giunta.

A prescindere da noi, a dire come ci si deve comportare e come si deve agire negli interessi della Nazione, da troppi anni bastano i generali alla Emanuele Saltalamacchia e con lui altri ufficiali e funzionari colti in fallo, in passato. Pochi traditori ma doppiamente responsabili davanti a migliaia di uomini e donne fedeli al giuramento al Tricolore che realmente, ogni giorno, senza le buste paghe gonfie dei superiori, corrono i rischi del vero contrasto alla criminalità e alla corruzione dilagante. E ci rimettono le penne, a decine.

traffico-in-citta

Traffico di influenze e avvertimenti a chi dovesse fare attività preparatorie rispetto agli atti di corruzione mediante la propria influenza prima che l’accordo illecito vada in porto, sono, per noi, quindi, reati gravissimi e come tali vanno sanzionati.

Quello che aleggia intorno a questo groviglio bituminoso CONSIP è un reato sofisticato e le investigazioni nel merito sono estremamente stimolanti ai fini di un vero contrasto alla corruzione: si lavora investigativamente “prima” che l’accordo illecito vada in porto. Se si ha sentore, si attenziona. E quando, se non prima? Finalmente una norma intelligente che l’esito di questo ennesimo “scandalo” (“ma che hanno fatto in fin dei conti!”, si sente dire) non deve in alcun modo invalidare questa evoluzione, giuridicamente e culturalmente, importantissima.

Queste termiti onnivore vanno disinfestate appena provano a creare le condizioni per arrivare a muovere le mascelle. Dopo, come sappiamo, se le lasciamo arricchire, possono pagare gli avvocati (a volte, non solo quelli) e farla franca.

Oreste Grani/Leo Rugens

Advertisements