Si avvicina l’ennesimo 8 marzo e nella borsetta di una ragazza nigeriana viene trovato un feto!

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Il macabro ritrovamento nella borsa di una ragazza nigeriana di un feto, descrive, senza se e senza ma, la condizione di disperazione in cui vivono alcune persone provenienti da quel grande paese, persone fatte di carne e di ossa come voi, come le vostre mogli, come le vostre sorelle, come le vostre figlie, come le vostre amiche.

In queste ore mi chiedo quanta accoglienza e assistenza si potrebbe viceversa offrire, a tante donne disperate e ai loro piccolini destinati a morte atroce prima ancora di nascere, con un decimo della tangente prevista dovesse circolare tra Scaroni, Bisignani, Descalzi, Etete?

E sempre li vado a parare. Senza equità, non ci sarà pace.

Forse è ora che invece di dissertare di nuovo femminismo si ragioni fattivamente di come aiutare le donne di tutto il pianeta ad vedere riconosciuto il loro diritto ad essere ciò che vogliono essere è cioè anche madri senza bisogno di dover nascondere il proprio figlio, ormai morto, in una borsetta.

Si avvicina l’ennesimo 8 marzo e questo tragico episodio (la donna è svenuta in strada altrimenti nessuno avrebbe saputo nulla!) la dice lunga su come sono costrette a vivere la maternità milioni di donne. Gli uomini le fottono (anche italiani nel caso della ragazza di Biella) e loro devo risolvere il problema. Forse è ora di aprire un ragionamento strategico sul femminile e non sul femminismo di facciata. L’uguaglianza, l’equità e la loro amica sicurezza, a queste condizioni di indifferenza, temo rimanga una chimera. Testimonianza macabra della viltà e dell’indifferenza di troppi. Maschi che rimuovono da “dove” siano venuti al mondo, da chi siano stati allattati, lavati, aiutati a fare i primi passi e a dire le prime parole. Vili, indifferenti e, soprattutto, senza memoria.   

Oreste Grani/Leo Rugens


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NIGERIA-BRISIN-ANAGRAFE E NON SOLO. AD ESEMPIO ENI, SCARONI, DESCALZI, ETETE, BISIGNANI

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Sul un numero recente de Il Fatto Quotidiano si afferma che nessuno, sostanzialmente, parla della questione Nigeria, Scaroni, Descalzi e, soprattutto, Luigi Bisignani, per i più diversi motivi. Addirittura, la direzione del giornale (che tanto comunque ci piace) allude a pressioni che Descalzi ha dato ordine di fare minacciando di ritirare i budget pubblicitari dell’ENI, a chi rompe il cazzo, che, pur dimezzati rispetto alle passate gestioni, sempre un bel mucchietto di soldi sono. Approccio, per intendersi, Giuseppe Mussari/David Rossi/Stefano Bisi per il MPS. Ricordando come, alla fine, sia andata a finire. Cioè con il “cassiere” spinto giù dalla finestra dopo aver elargito centinaia di milioni di pubblicità “regresso” agli amici degli amici o a chi, appunto, non rompeva il cazzo.

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Capisco che un marginale e ininfluente blog, animato da un tipaccio come il sottoscritto, non venga tenuto in nessuna considerazione ma che proprio nessuno parli delle complessità implicite in quel grande (grandissimo) paese non è proprio vero.  Tanto è vero che se uno digita nel web “Nigeria – Anagrafe” (provateci), al primo posto, nei motori di ricerca, esce quanto da noi scritto in merito al tema posto. Al primo posto, non al secondo. Abbiamo scelto “anagrafe” da abbinare al più grande e più complesso paese dell’Africa perché riteniamo che lo stesso sia destinato a divenire uno dei più popolosi del Mondo e quindi ad avere un problema demografico. Nei nostri post (sono più di uno) troverete altro e soprattutto la denuncia della sottovalutazione, in Italia e in Nigeria, di quanto un gruppo di italiani/nigeriani preveggenti aveva posto all’ordine del giorno, ben dieci (10!) anni addietro, con il Progetto Brisin di cui potete leggere sempre nel nostro post digitando, ad esempio, Leo Rugens-Brisin.

Nessuno quindi si è interessato, per un decennio (!), alle complessità implicite in quella intuizione (anche di tipo imprenditoriale) denominata BRISIN perché la verità e che ai nostri governanti la Nigeria è apparsa solo un luogo dove gli oligarchi dell’ENI potessero fare quello che ritenevano opportuno di fare trattando, per proprio tornaconto personale, cose che invece sono di interesse nazionale e quindi di tutti gli italiani. Di quel popolo che improvvisamente tutti stanno scoprendo anche solo per usare il termine “populismo”. Come si vede dall’inchiesta in corso sulle tangenti e gli intrighi di malaffare che stanno emergendo, a Luigi Bisignani (ma è anche ministro degli Esteri oltre che dell’Interno?) interessa la Nigeria non per quel bellissimo e martoriato Paese dove è morto ingiustamente l’ingegnere Franco Lamolinara, l’8 marzo 2012, per mano di sciagurati operatori inglesi che, viceversa, avrebbero dovuto essere “sicuri” nella loro azione intelligente, ma solo per trarre un fottio di denaro (ma che cazzo ci fanno questi con tutti questi soldi?) utili a soddisfare il proprio tenore di vita.

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Scaroni (ma è sempre quello o un suo cugino, o uno zio, un omonimo?), che prudentemente sta a Londra, me lo ricordo quando cadde Gheddafi sproloquiare di previsioni fatte a 70 dollari al barile e idiozie del genere. Eppure, avendo solo servito, per decenni, il malaffare politico, che si chiamasse Craxi o Berlusconi, è andato in pensione, con tonnellate di denaro “pubblico” e continuando, da lontano, a tramare, anche tramite vecchi sodali (bei tempi pre tangentopoli) alla Giuseppe Gotti ma sempre, rigorosamente, contro l’interesse del popolo italiano.

Gente solo dannosa per il Paese e che i troppo per bene ragazzi e ragazze del M5S, non hanno saputo andare a prendere a casa, casa per casa, ufficio per ufficio, fino a costringerli, tutti, ad una precipitosa fuga ad Hammamet.

Questa è la vera inadeguatezza dei pentastellati: aver fatto passare tempo, dopo il mandato inequivocabile ricevuto, e aver quindi consentito a questi farabutti di riorganizzarsi e di continuare a tramare, viziosi dell’oscuro, contro milioni di italiani e, in questo caso, decine di milioni di onesti nigeriani. Che altrettanto (tranne la fisiologica percentuale di criminali presente ovunque nel mondo) non si meritano gli Chief Dan Etete, complici dei Luigi Bisignani e del suo ottimo amico Paolo Scaroni.

La Nigeria è il paese più importante dell’Africa e ha bisogno di potersi contare (ecco il Progetto Brisin fermo da 10 anni) per poter contare. Altrimenti, se non si modernizza grazie all’amica tecnologia, la Nigeria sarà sempre vittima dei parassiti dello “stupido” petrolio che, se si sa “solo estrarre” a vantaggio dei corrotti, non libera certo dalla povertà e dalla sudditanza a quel sanguinario neo-colonialismo interpretato da gentaccia come Paolo Scaroni e i suo puparo Luigi Bisignani. Che, badate, è sempre lui e non suo cugino, zio, nipote o un omonimo.

Lo scandalo del Petrolio Nigeriano apre quindi un ragionamento sulla distanza tra le imprese e i governi (nostri e loro) perché in un mercato dove gli avanzamenti tecnologici diventano sempre più veloci e le macchine sempre più intelligenti, le politiche della corruzione e della compartimentazione strumentale della sofferenza e dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, devono essere spazzate via. Altro che pregiudizi contro il colore della pelle e paura del bau-bau rappresentato dalla diaspora dei nigeriani sfruttati! Riportare a casa i fratelli in sfruttamento e consentire loro di vivere dignitosamente nella loro bellissima Patria vuol dire, prima di tutto, fare fuori i mostri, qui e lì, che consentono, favoriscono, lucrano sulla svendita delle ricchezze locali. Si deve operare sinergicamente, italiani e nigeriani, per la nascita di una civiltà delle macchine intelligenti e il ritorno della utilizzabilità delle terre, dell’acqua, delle foreste che gentaccia come Bisignani, Etete, Scaroni, in associazione a delinquere e al fine di generare lotte fratricide (fino alle stragi che ciclicamente vengono perpetuate), non sanno neanche cosa siano.

Che i nigeriani, quanto prima, si sappiano attrezzare culturalmente per cominciare a fare i conti non solo con la solita organizzazione terroristica Boko Haram (che pure opera drammaticamente e che va stroncata) ma anche organizzando la giusta interdizione dei loro ladri di Stato. A quelli di qui, ve lo promettiamo, pensiamo noi, quanto prima.

Questo sarebbe il primo passo per cominciare a ragionare su cosa dobbiamo intendere per sicurezza e su come i nigeriani non debbano cercare di lasciare la loro terra e venire in Europa, fosse anche a nuoto, pur di non vivere in una terra resa povera, pericolosa da quella arretratezza che delinquenti (si può dire di chi è stato più volte condannato definitivo?) come i nostri cabbaleros, bianchi o neri che siano, hanno programmato con cinismo e alimentato con la corruzione, attiva e passiva. E tutto qui: che ognuno possa avere la libertà di poter rimanere, o meno, nella propria terra d’origine. Punto. Il resto è OPL 245 (concessione di sfruttamento), pagato a Londra, su un conto JP Morgan Chase, 1,3 miliardi di dollari.  Il rsto è poi un click per girare quei dollari in Svizzera alla BSI che, però, si insospettisce vista la dimensione della mancetta. Altre tonnellate di dollari (801,5 milioni!) vengono versati su un conto riconducibile direttamente all’ex ministro del petrolio (dove sei Pasolini?) nigeriano Dan Etete. Etete trattiene 250 milioni per se e compra case, auto blindate (giustamente!), aerei e altro. 54,4 milioni li ottiene tale Aliyu Abubaker a  nome del presidente in carica Jonathan Goodluck (un nome un programma), poi 50 milioni (sempre di dollari, amici cari e non di vecchie lire!) vanno ad un dirigente sconosciuto all’Italietta che si siede al bar a parlare della Juventus e dei suoi legami con le n’drine calabresi, tale Roberto Casula apparentemente anello basso della catena ma che gli investigatori italiani ritengono sodale e in cordata, nell’Ente Nazionale Idrocarburi, dei più noti Claudio Descalzi e Paolo Scaroni, cioè di Luigi Bisignani.

Quanta gente sa come arrivare alla terza settimana del mese. Ad esempio anche un tale sconosciutissimo Vincenzo Armanna a cui, per non farlo parlare (lo dico io e me ne assumo la responsabilità), vengono girati 917.852 dollari. Cioè, amico a cinque stelle, Angelo Tofalo, quanto non guadagnerà, per tutta la vita, un onesto carabiniere, o una guardia di finanza o un poliziotto di Stato. Non ti dico poi se cade in servizio, da giovane!

Oreste Grani/Leo Rugens

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