Cosa lega Aurora Bolici (viva) a Fernando Masone (deceduto) a Ilaria Alpi (deceduta) a Annamaria Fontana (in carcere)?

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“Cosa lega, se le lega, Aurora Bolici e Annamaria Fontana?” si chiede il Leone Ruggente in un post apparso su questo blog il 24 febbraio 2017. Per rispondere non basta certo la rete che, però, è uno strumento abbastanza utile nel tentativo di conoscere qualcosa in più dell’una e dell’altra, cercando di mettere insieme pezzi di vite complesse e provando a “estrarre dalla realtà ciò che c’è ma non si vede” .

Di Annamaria Fontana si è già occupato il blog, ma anche l’autorità giudiziaria. La vicenda più recente che la riguarda l’ha costringe tutt’ora in custodia in attesa del processo e ha coinvolto, marginalmente e in veste di possibile vittima di una “misura attiva” anche il bravo Angelo Tofalo, parlamentare del M5S membro della commissione difesa e del COPASIR.

Ma, come si legge nel pezzo in questione ribadiamo che “Non è certamente il parlamentare a cinque stelle (che si deve immaginare fresco e un po’ inesperto nella posizione istituzionale) che deve guardarsi le spalle da solo ma questo compito discreto lo deve assolutamente svolgere chi prende soldi dalla Repubblica, chi è stato selezionato a tal fine, chi è addestrato, con grande dispendio di risorse, proprio per fare questo. Punto.”

Anche il nome di Aurora Bolici è già stato citato su Leo Rugens. Allora si trattava di una singolare vicenda salernitana che interessò alcuni abusi edilizi e il fatto che la signora, piccata, aveva preso contatto con la redazione per capire il perché di tanto interesse nei suoi confronti. Oggi possiamo dire senza imbarazzo perché è un luogo frequentato da pre-veggenti. È un commento a questo post ad aver suggerito la rizomica liaison tra le due donne. A scriverlo è stato un nostro (evidentemente) affezionato lettore, inguaiato, come sostiene, dai due personaggi in questione e dalle “loro connessioni – così scrive – con Ndrangheta, Camorra, Cosa Nostra, una leggera farcitura di servizi cosiddetti segreti e sbirraglia prezzolata”.

Gli crediamo? Non è importante. Conta invece aggiungere qualche tessera per vedere se poi, alla fine, ne uscirà fuori un mosaico di senso compiuto.

Il personaggio autore del post non nasconde dietro l’anonimato il suo livore nei confronti delle signore: si chiama Fabio Aschei e al momento, ci fa sapere, si trova ai domiciliari per un’inchiesta che non sembra interessare a nessuno. Provate a digitare su Google “Operazione Lex”. Scoprirete che ne hanno scritto quasi esclusivamente siti locali (calabresi) di informazione, in articoli godibili quanto la denuncia di smarrimento di un portafogli redatta da un appuntato. E infatti i pezzi di cronaca sembrano dedotti e copiaincollati semplicemente da una velina passata (riteniamo grazie a Dio!) dalle procure interessate. Nel caso specifico si parla di spaccio internazionale, intestazione fittizia e associazione mafiosa. Le accuse delle quali ha dovuto rispondere il nostro lettore al quale ormai è contestata solo l’intestazione fittizia. La vicenda è legata alla sua azienda di esportazione di riso, commercio che avveniva attraverso contatti con Siria (!), Iran (doppio!) e altri paesi non proprio accessibili al primo che passa. Nella faccenda non compare il nome né dell’una né dell’altra donna ma, a sentire Aschei, i suoi guai cominciano proprio con la conoscenza della Bolici prima e poi della Fontana.

Gli crediamo? Non è importante. Ma ricordiamo che Annamaria Fontana è stata arrestata per traffico di armi o con imputazioni similari con l’ISIS … Rammentiamo che esistono prove inconfutabili della fontana nei palazzi che contano in Iran.

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Torniamo alla nostra tessera del mosaico che riguarda invece Aurora Bolici. C’è un’interessante connessione, nel caso in cui (è doveroso precisare) non si trattasse di omonimia, con un processo che dovrebbe stare a cuore a tutti gli italiani animati da un po’ di patriottismo. Parliamo niente meno che del procedimento per la morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, nel quale la Bolici viene sentita come teste. Chi avesse voglia di ascoltare la deposizione, risalente al ’99, può trovarla sul sito di Radio Radicale.

Dalla viva voce dell’interessata sappiamo che è nata nel ’55 in provincia di Siena e di professione fa la consulente bancaria. Riguardo a questa sua occupazione, più di un sito in inglese riporta della sua inaffidabilità – diciamo per ora così – come professionista. Ma questa è un’altra tessera. Un’altra ma non di poco conto per capire complessità/pericolosità e rapporti paraistituzionali nelle corde della signora senese. Millantati o meno che fossero. Più interessante è chiedersi come mai sia stata chiamata a deporre e perché, come lei stessa racconta, sia stata contattata dai servizi per registrare una dichiarazione, scritta dagli uomini del Sisde, in cui si sostiene che i traffici scoperti da Ilaria Alpi erano in realtà orchestrati dall’allora capo della Polizia di Stato Masone (non viene fatto il nome e non vengono fatte domande nel merito, ma verosimilmente si tratta di Fernando, morto nel 2003).

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La domanda, in attesa di nuovi riscontri, sorge spontanea e, parafrasando ancora una volta Leo Rugens, vale la pena chiedersi che minchia c’entra Aurora Bolici con i servizi e con Ilaria Alpi.

È una storia che merita un certo approfondimento anche e soprattutto alla luce della conclusione (?) di quell’importante processo. E che, comunque la si voglia pensare, testimonia una certa vicinanza dell’interessata a una delle tante vicende annoverabili tra i vari misteri italiani irrisolti.

Ci lavoreremo sopra.

Ci lavoreremo sopra sempre domandandoci chi custodisce i custodi e chi veglia sui Palazzi del Potere quando gli italiani dormono.

Private Nemecek

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