Il Foglio contro Angelo Tofalo? Perché e a che pro?

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Il giornalista Daniele Ranieri, persona che ritengo per bene, scrive, gli va ricordato, per la testata Il Foglio, ideata, fondata, diretta – per anni – da Giuliano Ferrara, reo confesso (all’epoca vil comportamento fu ammesso con vanto dissacrante indirizzato sostanzialmente agli italiani che tra l’altro, ritengo, gli paghino, o gli stiano per pagare, un vitalizio per essere stato ministro del Repubblica) di aver “tradito” l’Italia, fornendo, per denaro, informazioni relative alle attività di Bettino Craxi, esponente di spicco (ladro o non ladro che fosse), della classe politica dirigente del Paese, svolgendo quindi, per tutti i canoni tradizionali applicabili al settore, l’attività di spia.

Un po’ di pudore quindi e di limiti nell’accusare, sostanzialmente, qualcuno di svolgere attività anti-italiana o indirizzata verso complessi scenari euroasiatici. Ranieri, forse, è troppo giovane per sapere chi siano stati i Ferrara e come siano stati allevati e formati in quella Mosca (dovrebbe essere la stessa città in cui ha frequentato le scuole Giuliano) di cui leggo nel sommario del pezzullo. Troppo giovane (e per bene) quindi il detrattore, come altrettanto appare, in questa losca vicenda, “troppo giovane” il pentastellato Angelo Tofalo che sembra, ad onor del vero e ad un vecchio delinquente come me, più vittima di disattenzioni (o attenzioni?) da parte di chi dovrebbe vigilare sui parlamentari della Repubblica e in particolar modo su quei cittadini che, per volontà popolare, sono preposti ad attività delicatissime come fare parte della Commissione Difesa o il COPASIR.

O bisogna ritenere che, ancora, come ebbe a chiedere Lamberto Dini, quattro anni addietro di questi giorni, di COPASIR, quegli eversori del M5S non debbano interessarsene? Lamberto Dini, che è come dire USA, cioè l’ufficiale pagatore, in dollari, dell’ex fondatore del quotidiano Il Foglio. Forse Craxi, che anni addietro si fidava di Ferrara, e che nella sua attività politica presumeva di rivendicare una qualche sovranità nazionale, ancora, a sentire di queste posizioni appecoronate, si rivolta scomodo nella tomba.

Vediamo di darci una calmata e se si hanno a cuore le sorti degli avanzi della Repubblica (come ritengo li abbia il giovane e onesto Ranieri) indirizziamo le curiosità investigative giornalistiche (ormai un po’ ammoscite in questa nostra bella Italia) verso chi siano gli atipici protagonisti/e della vicenda che si è “orchestrata” intorno a Tofalo e le sue legittime attività istituzionali.

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Direi che sarebbe un buon e onesto scoop, anche per Il Foglio, se in redazione si avesse il coraggio civile, politico di svolgere (come sussidiariamente è doveroso fare) un’attività di intelligence per capire chi, seguendo una tradizione radicata nei doppi fondi dei nostri servizievoli servizi, ha artatamente costruito questo tentativo di messa in mezzo. Per fortuna, non pienamente riuscito.

In questa loschissima (ora l’ho detto) storia, direi che sarebbe più interessante andare a vedere “chi” ha preparato il pacco e “chi” ha pensato che fosse necessario preparare la misura attiva contro il giovane Tofalo, mettendo in campo la matrioska (ancora a Mosca siamo!) Annamaria Fontana, figura rodata e certamente organica all’ambiente (quell’ambiente, intendo dire) da quando il M5S ancora doveva vedere, con il cannocchiale rovesciato, il portone di Montecitorio.

La signora Fontana (e suo marito), a chiunque fosse in buona fede, appare sostanzialmente, una figura ibrida di “agente provocatore” e di “agente doppio”, simulatore di svolgere attività per un’agenzia e invece serve altre finalità. Comunque, non si entra e non si esce, da quei territori, “fìsici” e “mentali”, per anni, senza addestramento o coperture efficaci. A cosa e a chi servissero i soldi che la Fontana e suo marito facevano girare, è altro discorso e non sta certamente a questo marginale e ininfluente blog appurarlo. Forse è più missione per l’autorevole Il Foglio. Che facessero girare soldi svuotando conti di persone attirate nel loro vortice simulativo, mi sembra che alle autorità competenti fosse da anni notorio.    

A tal proposito però non sarebbe la prima volta che – meritevolmente – Arma, GdF, Polizia di Stato (questa volta la GdF) si trovassero, inconsapevolmente (?), a mandare per aria, trame oscure o attività ideate a discapito di onesti servitori dello Stato. Quale è certamente il pentastellato Tofalo. Ma, altrettanto certamente, questa storia è un groviglio bituminoso e chi pensasse a Tofalo come il regista o il protagonista consapevole di questa vicenda, farebbe la figura dell’utile idiota o della sponda complice del gravissimo tentativo di messa in mezzo di cui sopra. La signora era notoria, lei e la sua amica Aurora Bolici, per la scaltrezza con cui operava, da anni. Così come erano note le inclinazioni ad entrare nei servizi, per servire qualcuno, di Raffaele Marra. Di queste trame e di queste velleità, evidentemente, troppi esponenti del M5S (ma forse è meglio così), quando la grande roulette li ha fatti uscire eletti al Parlamento o nei consigli comunali, erano a digiuno. E questo, chiunque, tra gli addetti ai lavori o tra i giornalisti in buona fede, lo dovrebbe sapere.

Teniamoceli cari-cari questi “Candidi”. Anzi, con senso di responsabilità e in spirito di servizio, guardiamogli le spalle. Perché se ci perdiamo anche questi rimarranno solo i Sergio Lavitola, i Lele Mora, i Giuliano Ferrara, i Marco Carrai, i Tiziano Renzi.

Oreste Grani/Leo Rugens che quest’anno, se Dio vuole, non ha ancora avuto un raffreddore e, pulce come è, non aveva ancora potuto tossire.

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P.S.

Sono consapevole che tra pulce e elefante, se pure “ino”, non sarebbe un match. Con questo mio colpo di tosse (artificioso e voluto), quindi, mi preparo a soccombere, schiacciato da una sola delle zampe dell’Elefantino.

Ma come si dice “di qualcosa si deve pur morire”.

P.S. al P.S.

ENI, sempre ENI, fortissimamente ENI (come casualmente avvolge con la sua pubblicità la testata in oggetto) il solo “ente” autorizzato a fare politica estera in questo nostro una volta amabile e amato Paese?


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