Quattro paesi (tre africani e uno mediorientale) stanno per essere colpiti dalla fame e dalla sete

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Lo annuncia, dalla prima pagina, il 21 marzo, un giornaluncolo come il New York Times. Si tratterebbe del Sud Sudan (prevedibile), della Somalia (era certo), della Nigeria (inaspettatamente?) e dello Yemen (cosa notoria).

L’effetto domino è prevedibile in tutte le aree confinanti questi paesi e ci obbligano (se non vogliamo chiudere occhi, orecchie e bocca) ad approfondire cause e dinamiche di tali eventi drammatici che sembrano imminenti.

Nella nostra semplicità, ininfluenza, marginalità, da mesi, in quasi splendida solitudine, ci interessiamo di Nigeria (vedi: LA QUESTIONE DEL CONTARSI IN NIGERIA (PROGETTO BRISIN) COMINCIA A DIVENIRE TEMA FORTEMENTE CONDIVISO IN RETE • NIGERIA-BRISIN-ANAGRAFE E NON SOLO. AD ESEMPIO ENI, SCARONI, DESCALZI, ETETE, BISIGNANI • CONTARSI IN NIGERIA PER CONTARE IN AFRICA E NEL MONDO: NON SONO PIÙ IL SOLO A DARE QUESTO CONSIGLIO! • NIGERIA: CONTARCI PER CONTARE, IN AFRICA E NEL MONDO • IN NIGERIA BOKO HARAM – ALL’ATTACCO – BRUCIA INTERI VILLAGGI. IO PIÙ CHE DENUNCIARE L’ASSENZA IN QUEL PAESE DI UNA ANAGRAFE NON POSSO FARE • NIGERIA, QUESTIONE DEMOGRAFICA, ASSENZA DI UN’ANAGRAFE E L’AUTOREVOLE RIVISTA LE SCIENZE • DELLA NIGERIA – CUORE STRATEGICO DELL’AFRICA – E DEI NIGERIANI A CHI VERAMENTE INTERESSA? • MA È MAI POSSIBILE CHE UN TALE PARADOSSO (ACCOGLIAMO DEI NIGERIANI QUANDO IN NIGERIA NON RISULTA ESSERCI L’ANAGRAFE) NON ABBIA RISPOSTA?).

Ora, se ci conoscete, cominciate a capire perché e dove volevamo andare a parare quando ci incaponivamo denunciando lo stato di arretratezza in cui si vuole lasciare la Nigeria.  Rimaniamo inoltre basiti che gli uomini e le donne che nulla hanno fatto perché questo fenomeno imminente non si verificasse, vengano addirittura premiati confermandoli alla guida delle realtà economicamente complesse come l’ENI.

PERCHÈ – SIGNORI LETTORI – NESSUNO MI POTRÀ CONVINCERE CHE ORGANISMI FINANZIARIAMENTE IMPORTANTI COME L’ENI LI POSSIAMO CONSIDERARE SENZA RESPONSABILITÀ RISPETTO A CIÒ CHE SI PREPARA AD AVVENIRE IN NIGERIA. NEL GIOCO DELLA RESTITUZIONE SOCIALE, POMPIAMO PETROLIO E LASCIAMO IN CAMBIO ESCLUSIVAMENTE TANGENTI AGLI OLIGARCHI CHE DELLA FAME IN CUI VERSERANNO I NIGERIANI SE NE SBATTONO I COGLIONI. COGLIONI NERISSIMI MA SEMPRE COGLIONI.

Su territori piagati da guerre e persecuzioni (lo Yemen è bombardato quotidianamente per ordine di quei signori per bene che governano l’Arabia Saudita, il Sudan perseguita il suo Sud con stragi ricorrenti di donne e bambini, in Somalia – spero che lo sappiate – non entrano più diplomatici perché rischiano di essere rapiti o banalmente passati per le armi e nella a me cara Nigeria scorrazza il jihadismo di Boko Haram ) sta cadendo lo spettro della fame e della sete che per come stanno le cose in quei territori hanno poi stagioni lunghe e foriere di crudeltà senza limiti.

Trump a fronte di queste complessità ha, da par suo, tagliato quasi del tutto gli aiuti.

Nella sua semplicità e dimensione il nostro Domenico Minniti, detto Marco, impossibilitato per motivi complessi (ma intellettualmente investigabili) a scuotere l’ENI richiamandolo almeno ai suoi doveri “sociali” in Nigeria, si sta dedicando alla teoria (debolissima!!!) del tappo libico.

Un mare di soldi (ma va là!) ai libici (ma a chi?) in una situazione di un paese (ma esiste la Libia?) confuso, diviso ma deciso a sfruttare l’occasione che lo fa “pontile” degli imbarchi/sbarchi di migliaia di disgraziati che dovrebbero involontariamente “aggredire” l’Italia.

Vediamo (con l’augurio di sbagliarci) che fine farà la politica del “tappo libico” sotto la pressione dei nigeriani in fuga dalla fame, dalla sete, dai massacratoti di Boko Haram.  La Nigeria è il più popoloso paese dell’Africa e da mesi, nella nostra già citata marginalità, proviamo a richiamare l’attenzione sulla sua centralità e valore geopolitico.

In risposta prendiamo atto che quelli che, da ciechi ed avidi trattano la Nigeria da anni,  vengono riconfermati alla guida dell’ENI. Ciechi, muti e sordi che danneggiano con il loro atteggiamento di rapina il nostro Pese (che li mantiene perché li danneggi) e con il nostro Paese l’Europa tutta.

E se il tappo salta? Non avete mai saputo che i tappi saltano? A volte basta scuotere le bottiglie, riempite appositamente prima di gas.

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E qui di questo stiamo parlando e non più metaforicamente. Vediamo di approfondire questa questione della fame e della sete in Nigeria e vediamo di capire come fare a varare un grande piano (ragionato con i nigeriani sensibili e patrioti) che contrasti la catastrofe imminente. Ve lo dice, nella sua marginalità e ininfluenza, lo stesso che venti anni addietro intitolava il suo documento inviato (richiesto) al Ministero dell’Interno “Verranno anche a nuoto”. Parlavo degli stessi che oggi premono per “stappare” la bottiglia che l’ingenuo volitivo Marco Minniti  ritiene di riuscire a contenere (restringere in campi di concentramento?) in Libia.

È urgente che altri siano posti alla guida dell’Italia anche e sopratutto per questi motivi. Motivi di vita e di morte. Non solo dei nigeriani, dei solami, dei sudanesi, degli yemeniti. È urgente.

Oreste Grani/Leo Rugens

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