Lettera aperta a Ezio Bigotti (STI/EXITONE/CONSIP/ROMEO) che sono certo si ricordi di me…

spiaggine-10

Chissà se lei, gentile Bigotti, tra una perquisizione e l’altra (la prossima) della GdF, ha tempo di leggere questo blog che, in solitudine, da anni, le dedica quell’attenzione che, fino a queste giornate roventi (per lei e per i suoi collaboratori), nessuno le concedeva?

Spero (è il mio narcisismo che mi spinge a questo sentimento), che mi  abbia letto e che continui a leggermi. E nel leggermi spero che sia ancora tanto lucido e presente a se stesso da ricordare che nell’ultimo incontro avvenuto presso i suoi uffici romani di via Bissolati 20, mi ero permesso di apostrofarla dandole del “biricchino”.

Per l’esattezza, le chiesi, con i miei modi atipici, se mi autorizzava a darle del “biricchino”. Erano le giornate in cui oggi sappiamo lei si dava da fare per vincere le gare CONSIP.

Ho ricordo che lei capì poco o niente di quanto in realtà le stessi dicendo. Ora che ho avuto ragione (sul fatto che facesse il biricchino), mi posso permettere di richiamare alla sua memoria l’episodio: le stavo dicendo, con le note capacità preveggenti che mi contraddistinguono e davanti al suo tremebondo leccaculo Aurelio Voarino che era seduto antistante me e la persona che mi accompagnava, che era bene che lei, se non voleva finire male, cambiasse approccio al business. Anzi, mi spinsi a dire che intelligente (in realtà è uno spregiudicato furbo patentato) come sembra essere, poteva lasciare l’arte di far pulire i cessi per un tozzo di pane, o di non cambiare le lampadine delle case popolari che per gare vinte (!!!) ha in gestione e che poteva cogliere l’occasione per dedicarsi a quanto le stavo suggerendo in quel momento. Nei giorni precedenti il nostro ultimo incontro, ricordo che le avevo lasciato da leggere dei documenti dopo che, per oltre un anno, le avevo “cucito su misura” un percorso imprenditoriale che le consentisse di smetterla di fare il furbo con la cosa pubblica italiana, spacciandosi per un facilitatore e un ottimizzatore dei costi e della gestione dei patrimoni immobiliare o gli edifici pubblici. Oltre della solita pulitura dei cessi. Che avessi ragione io a considerarla un “biricchino”, oggi è chiaro a tutti. E a me questo basta. In quel momento, e questo accresce la mia vanità, lo sapevamo in pochi.

500fi

Ho il ricordo, inoltre, che per dare un senso a quella cosa oscura rappresentata dal suo essere stato, per anni ed anni, il console onorario di un paese (il Kazahkstan) che non solo non conosceva ma in cui, in sostanza, non aveva mai fatto un cazzo di niente, le avevo preparato la presentazione di cinque (ricorda il pentagono che le avevo fatto disegnare per facilitarle la comprensione dell’architettura ideativa?) progettini tutti indirizzati verso il trasferimento, in vista di Astana 2017, di tecnologie made in Italy, ancora oggi esempi di straordinaria qualità innovativa. Ciuccio presuntuoso (se ben ricordo, con spese astronomiche, le vacanze se le va a godere nel Salento, terra dove l’espressione, se volesse, le possono spiegare bene cosa significhi) quindi, certamente sottovalutatore di chi avesse dinanzi. E questo, se si vuole fare i corsaro e il malandrino rampante nel business, è un limite che, alla lunga, non ci si può permettere. Quando è sparito, pensando evidentemente “tanto che cazzo mi può fare questo poveraccio lui e quell’altro che va in giro in bicicletta” (io viceversa prendo gli autobus, i treni, la metropolitana e vado a piedi), ho dato della sua scelta vile l’interpretazione che avesse commesso la leggerezza (per lei) di riferire della nostra frequentazione a quei tipi che dirigono le nostre agenzie di Intelligence e che per motivi oscuri la frequentano. Dico oscuri perché non trovo, dopo lunga riflessione, il nesso tra pulire i cessi (lei quello fa fare a dei poveracci per un tozzo di pane) e la sicurezza della Repubblica. Se non quella igenico-sanitaria.  In realtà ho anche pensato che lei frequentasse ambienti dei “servizi” (non provi cortesemente a smentirmi se non vuole aggravare la sua situazione che, dopo quanto, per ora non creduto, Alfredo Romeo, sta raccontando e dopo la perquisizione della GdF di giovedì u.s., ritengo sia sempre più complessa) e che quella gentarella, avvezza a disinformare, la avessero messa in allarme sui pericoli che si corrono a frequentarmi soprattutto se uno aspira a fare il “biricchino”. Gentarella a tempo determinato, se ben ricordo il calendario delle nomine. Capisco che discernere (come dice bene papa Francesco) è il top del pensiero complesso e lei più che immaginarsi “fico” per aver affittato cinquanta Fiat 500 d’epoca per il suo 50°compleanno non riesce a fare.

Fiat-500-1-milione-di-esemplari-prodotti1

Quello o come si faccia a fottere Siram/Veolia/Pontrelli/Romeo/CONSIP/lo Stato o i cittadini delle estreme periferie delle grandi città.  O, più ingenuamente, gente come Grani e i suoi. Più ingenuamente o, tornando agli asinelli pugliesi, da presuntuoso arrogante. Palestrato come è, abituato a menare chi non la pensa come lei (la testata da bullo, data a suo tempo, fa testo), non le rimane che, con l’aiuto della Provvidenza, incontrarmi e darmi un carico di botte.  Perché, viceversa, usando avvocati, anche di grande qualità e ferrati nel campo, o facendomi avvicinare in modo maldestro da appartenenti ai nostri servizi di intelligence, lei e quel geco malato di Voarino, avete fatto un bel buco nell’acqua. Io continuo a scrivere di voi e, con i miei scritti, onesti e veritieri, ad indicizzare i vostri nomi nelle classifiche Google. Siete primi e questo primato è indissolubilmente legato alla mia capacità di “dialogare” con la rete. Primi e tali rimarrete a vita. Forse, quel giorno, quando le ho offerto una via d’uscita, di grande qualità e ben ragionata, anche a suo vantaggio e soprattutto del mio datore di lavoro che è l’Italia, dal vicolo cieco in cui si stava mettendo con questa nevrosi di diventare il primo pulitore di cessi d’Italia, era meglio che mi ascoltasse e che non si fidasse dei suoi amici dei “servizi”. Invece neanche mi ha degnato di una risposta alla lettera accorata che le scrissi successivamente. Le auguro di vivere molti anni in modo che abbia moltissimo tempo per pentirsi per come mi ebbe a trattare (me ed i miei collaboratori) e per ripensare a come sarebbe andata se mi avesse ascoltato, preveggente come dicono che sia.

Come vi ha delineato il vostro avvocato (dica a quel piccolo stupido del suo servetto Voarino che io ho orecchie da per tutto e a differenza vostra non devo neanche pagarle) “questo (intendendo Leo Rugens) può solo che aumentare la pressione e il racconto veritiero mettendovi in maggiore difficoltà”. Professionista serio, che ringrazio a distanza per la capacità di intellegere cosa ormai vi sta per capitare e quali siano le mie reali finalità.

Dicevo che le rimane, a lei e a quel geco malato (così lo chiamavano i miei che lo avevano intravisto) di Voarino, solo la possibilità di fermarmi con la forza. Ma anche li potreste essere presi alla sprovvista dalla reazione di un vecchio signore, stanco, malato che qualora non riusciste a prendere di sorpresa, potrebbe rifilarvi (a voi o chi decideste di ingaggiare) un carico di pacchere, come già capitato al vostro complice (il primo maldestro sabotatore del Progetto Energie Superiori), il romagnolo Paolo Pasi. A voi, dal momento che sono passati nel frattempo un paio di anni ed io sono sempre più vecchio e stanco potrei, per difendermi, potrei avere anche la necessità di rifilarvi una martellata in faccia cambiandovi, a tutti e due, i connotati.

geco_web.900x600

Minacce gravi che varrebbe la pena di perseguire nelle sedi opportune.  Ma quando doveste decidere di farlo, sarò pronto a far rileggere, con la dovuta attenzione, ciò che ho scritto: per difendermi, da una vostra eventuale ingiustificata aggressione, potrei anche, reagendo, spostarvi ad entrambi le mascelle. Con due colpi (per uno) ben assestati di mazzetta.  Do you know “mazzetta”?  Non “mazzetta di soldi” ma di ferro, con il manico di legno, corto.

Torniamo al gap esistente fra voi e me e che entrambi avete sottovalutato: quando lei, caro Bigotti, nasceva (1964!), io già mi interessavo di cosa facesse il generale Giovanni de Lorenzo, a via Archimede 14, recandovisi in borghese, per non farsi riconoscere, ma con una vistosa caramella all’occhio che lo rendeva unico. Avevo 17 anni e già conoscevo e frequentavo, attenzionandoli, quelli che, negli anni successivi, inventarono ciò che i tipi come lei e alla Romeo ancora sognano di fare: corrompere tutti avendo i servizi che gli guardano le spalle. A me, viceversa, non mi mai dovuto guardare le spalle nessuno. Chiedetevi perché, cretinetti. È un rato dare del cretinetto ad un cretino? Per questo, mio caro biricchino e un po’ somarello, Ezio Bigotti, era meglio, molto, molto, molto  meglio rispondere, con forma e sostanza, a quella mia lettera. Era meglio, per voi certamente. Questa di lettera, si interrompe perché ormai è andata come è andata.

Ma, come ho scritto, si interrompe. Ma non finisce qui.

ORESTE GRANI, LEONE RUGGENTE FINO A QUANDO GLI SARÀ DATO DI VIVERE

il-geco-tokay-come-pet

P.S.

Secondo me la volpe di Posillipo, avvocato, sa quello che dice quando accusa Bigotti di aver tramato contro di lui per aggiudicarsi la parte nodale dell’appaltone da 2,7 miliardi. L’obiettivo erano i palazzi (e il oro cessi) delle Istituzioni. Tutti spazi “sensibili”. Pulirli, averne le chiavi, entrare per primi e uscirne per ultimi, svuotare cestini, favorire ascolti tecnologici, poteva essere un’obbiettivo.

Pronto a scusarmi se mi sto sbagliando.

Prima di archiviare o passare oltre, sarebbe opportuno approfondire su quali amicizie contava/conta Ezio Bigotti. Amicizie a cui avrebbe potuto fare piacere che fosse lui e non altri a vincere quel lotto e non un altro. Sarebbe finalmente una lieta sorpresa, da fine di un film genere spy story,  scoprire che Bigotti è in realtà un agente d’ambiente in forza ai nostri servizi e che tutto quello che ha fatto in questi anni (compreso il Console Onorario del Kazakhstan) lo ha fatto per interesse superiore della Nazione e per servire l’Italia. Mi farebbe piacere scoprirlo e finalmente dover ammettere che mi ero sbagliato considerandolo tutt’altro. Sarei pronto a scusarmi pubblicamente e azzerare tutti i post dedicati a lui e a quel geco malato di Voarino.

P.S. al P.S.

È un reato dare del “geco malato” a un “verme”?

Annunci