E poi dicono che il pool di Mani Pulite aveva esagerato! Troppo poco, troppo poco!

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Vivete nel paese dove se qualcuno avesse utilizzato semplicemente i criteri giuridici e culturali del buon padre di famiglia (la saggezza dell’Arma dei Carabinieri di una volta!) oggi non avreste una mummia ottantenne plurioperata (non solo epidermicamente) che si candida a delineare il futuro dell’Italia.

Mi riferisco a quando nel lontanissimo (oltre venti anni!) 1996, qualcuno ha consentito di quotare in Borsa e quindi di rastrellare soldi dei gonzi e della criminalità che attraverso i suoi delegati all’uopo investì nella Mediaset, nonostante pochi giorni prima del debutto azionario fossero stati arrestati ben sette dirigenti Fininvest (dimenticate tutto!). Era il 15 maggio del ’96 e se la legge fosse stata applicata con un po’ di buon senso e di preveggenza, un luogo di business dove i veri boss erano Marcello e Alberto Dell’Utri, non avrebbe mai potuto rastrellare e quindi, da quel momento in poi, inquinare, in modo determinante, la vita politica culturale e soprattutto valoriale del Paese.

Ma questo è un ragionamento che ci possiamo permettere di fare in pochi che possediamo un modello semiesclusivo di “macchina del tempo”.

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Andiamo quindi a quei giorni e ditemi se non era meglio, dopo aver emessi gli ordini di cattura, impedire che qualunque scemo, infatuato dalla suggestione dei messaggi delle  televendite spacciate come indice di progresso, così come i culi e le tette delle donne super oggetto, potesse divenire socio di Silvio Berlusconi (e dei criminali che lo sostenevano) alla modica cifra di 3 milioni e 600 mila lire (1800 euro di oggi)!

Poco per sentirsi soci del Padrone di Forza Italia. Non a caso si trovarono molti adoratori di “Drive In” che finanziarono il loro stesso rincoglionimento. Tutti ricchi, da quel momento, con Berlusca e con le sue puttanelle, di ieri, di oggi, di domani. Perché sappiate che Berlusconi, non solo ora è immortale (si è potuto comprare le trasfusioni di sangue fresco ogni volta che ne ha avuto bisogno) ma, da quel giorno, è diventato ricchissimo e voi, invece, tranne alcuni suoi servi fedelissimi, sempre più poveri. Tranne i servi (non tutti perché qualcuno è andato al posto suo in galera) quindi e le puttanelle che, per una/due/tre prestazioni sessuali, si sono sistemate “a vita”.

Equità dove sei?

Oreste Grani/Leo Rugens

P. S.

Titolo profetico quello di “Prima Comunicazione” del Giugno 1996: “O la borsa o la vita“.

Riletto e meditato, lascia quasi sconcertati. Voleva essere un gioco di parole ricalcante le tecniche criminali intimidatorie, e questo in realtà è stato, ma per l’intero Paese.

Pessimo chi denigra quel poco che fu fatto nella stagione di Mani Pulite. Troppo poco e non bene indirizzato, dico io! Altro che complotto estero.

Debolezza di intendimenti e non sufficiente determinazione a proseguire, nel tempo, l’attività di contrasto alla criminalità politica e culturale di questa teppaglia. Troppo poco organizzati e, in fin dei conti, troppo cuore di mamma, siano stati.  Altro che giustizialismo feroce! Altrimenti non finiva così, con gentaccia che scorrazza ancora per il Paese e ci spiega cosa dobbiamo fare per il futuro dopo che, da quel 15 maggio 1996, ha continuato a fare come cazzo ha voluto.

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