Torno a ridere e ridendo mi tornano le forze e la salute. Un grazie a Travaglio e a quel cazzone di Renzi!

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Che mi succede? Torno a ridere e, come succedeva a mio padre quando mi iniziava al culto di Totò, lo faccio con le lacrime agli occhi.

Torno a ridere e più rido e più sento che comincio a guarire di tutti gli acciacchi/strascichi che il tumore mi ha lasciato. Il tumore e l’idiozia di alcuni “cancri-umanoidi” che la sorte mi ha messo sulla via.

Devo la mia allegria (e quindi la mia miracolosa guarigione) a due persone, tra loro diversissime, ma a cui voglio, ad entrambe, esprimere la mia gratitudine: Matteo Renzi, per quello che fa, e a Marco Travaglio, per come racconta quello che Matteo Renzi fa.

Esilarante la prosa del direttore del Il Fatto Quotidiano ma che non sarebbe nessuno (si fa per dire e spero che mi perdoni) senza lo scompisciante agire del toscanello (e della sua banda di malfattori) dalle mille risorse.

Leggete il pazzo di ieri (I supercàzzoli), con l’augurio che faccia bene anche a voi. Io, dopo ogni editoriale dedicato al nuovo materassaio (Licio Gelli era il vecchio piazzista della Permaflex), ringiovanisco di qualche anno, quasi fossi andato a Lourdes e l’acqua avesse funzionato facendo, proprio a me, il miracolo.

È proprio vero che una risata (o una mela?) al giorno, leva il medico di torno e che “una risata vi seppellirà”. Veri entrambi i detti.

Particolarmente il secondo.

Oreste Grani/Leo Rugens


GRAZIE INFOSANNIO! 

Un sannita


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