Ma questo carbone (voluto da Trump) è quello che si porta ai bambini quando fanno i cattivi?

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Ogni essere vivente è una specie imperialista, che cerca di trasformare la maggior parte possibile del suo ambiente in se stesso e nel suo seme. La politica – ma il biondastro da poco insediatosi alla Casa Bianca non sembra proprio saperlo – ha il compito di mettere un limite all’egoismo e alla distruzione. E aggiungiamo all’inquinamento. Non so capire quanto questa scelta del ridare spazio (ma non ha mai cessato di averne) ai combustibili solidi possa essere riprovevole. So che i combustibili solidi (ma per reminiscenze superficiali), si presentano abbondanti in natura sotto forma di carboni bituminosi e antraciti (caratterizzato da elevato potere calorico) e di carboni sub-bituminosi e ligniti (caratterizzati da basso potere calorico). I combustibili solidi sono diffusi in tutto il mondo non dico in modo equo ma sicuramente diffusi. E a causa degli elevati costi per il trasporto (così mi ricordavo), carico e movimentazione, che il vari carboni sono soggetti a minore commercializzazione planetaria e il carbone oggi prodotto viene prevalentemente utilizzato per usi industriali ed energetici nei confini dagli stessi paesi produttori. Chissà quando i media dicono carbone cosa vogliano dire? O lui stesso che non mi sembra un genio dopo che ha mostrato difficoltà con il pallottoliere per sradicare la riforma sanitaria di Obama, considerata sbagliata e dannosa solo perché pensata e voluta da un nero!

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Parla di lignite picea? Di lignite xiloide e torbosa? Di carbon fossile vero è proprio? Carbone di legna? Coke di cokeria? Coke di officina? Coke di petrolio? E chissà quanti altri combustibili di origine vegetale ci sono. Già così mi scuso per le semplificazioni in un mondo in cui sono certo debbano parlare solo gli specialisti. Rimane il fatto che nel frastuono dell’informazione che ci perseguita quotidianamente sarebbe necessario distinguersi per il fatto di diffondere  in profondità e chiarezza i temi su cui si giocherà il nostro prossimo futuro. Io, come vedete, di queste cose orecchio ma ne so veramente scientificamente pochissimo. Pronto – viceversa – ad accogliere contributi di lettori che volessero partendo ad esempio da questo amore per il “nero carbone” (una volta odia i “neri”, una volta gli piacciono!) di Trump aiutarmi a dare un contributo per provare a capire i nodi centrali del nostro tempo che sono certamente le ondate immigratorie ma sicuramente anche (e non solo) le questioni dell’ambiente e dell’energia, dello sviluppo quindi e dei rifiuti (do you know “rifiuti”?) che si generano intorno a queste problematiche.

Nulla come la scelta di cosa “bruciare” per produrre  l’energia contraddistingue la fase attuale del super affollamento del Pianeta. Di cosa e di come, “bruciare”. Per provare a fare scelte che abbiano dentro, anche e soprattutto, coerenza etica ed ecologia (CERCANDO INOLTRE DI SAPERE COSA ESSA SIA) bisogna aver studiato e studiato e studiato la materia/le materie che emergono da questo groviglio. Di energia certamente parlano in tanti: dietro l’energia ci sono troppi e troppo potenti interessi. Vedi solo quale sia la più grande mazzetta/stecca/tangente della storia conosciuta dei fenomeni corruttivi e mi riferisco a quella di cui si indaga relativamente al petrolio (energia quindi) nigeriano “acquistato/dato in concessione/ venduto”, con un ricarico di 1 miliardo e 300 milioni di dollari/euro, poco più poco meno. La tangente di cui si parla ammonta a tale montagna di soldi, non il valore della merce “energetica”.

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Rimane la domanda dalle 100.000 (se bastano) pistole: di quanta e di quale energia ha bisogno il mondo? E per farne che cosa? Quale qualità della vita andiamo cercando? Certamente sotto sotto, la questione energetica segna il discrimine (questo lo capisce anche un marginale ed ininfluente animatore di blog) tra padroni e servi (ora l’ho scritto quello che penso) e appartiene quindi alla storia dello sfruttamento e che se non dovesse essere sottoposta questa storia infinita ad una severissima critica (e azione di contrasto consone), l’energia, fatta oggetto di uso selvaggio e di saccheggio (o solo banalmente di semplificazioni e stereotipi), invece di essere fattore di liberalizzazione dell’uomo, divenga lo strumento e la causa del suo imprigionamento e addirittura, attraverso il disastro ecologico, della sua fine? Di intelligence abbiamo saputo dire – dicono – cose intelligente che oggi sono indicizzate ai primissimi posti nei motori di ricerca. E chiedere troppo di cominciare, su questo marginale ed ininfluente blog, a dire cose altrettanto credibili su carbone, acqua, rifiuti, energia senza retorica, senza propaganda per questo o per quell’altro, ma lavorando esclusivamente per aumentare il livello di consapevolezza individuale e quindi di fatto per una cultura ecopacifista.

Perché anche in questo campo se non “scoppia” la pace serviremo solo gli interessi dei guerrafondai che non sono solo crudeli ma spesso anche stupidi e ignorantissimi.

Rimango  – come sempre –  in fiduciosa attesa che le infinite risorse della rete mi soccorrano.

Oreste Grani/Leo Rugens

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