Il nome Marianna (Madia) è un omaggio alla Rivoluzione Francese?

marianna

I criteri di reclutamento e selezione dei membri del Governo lasciano attoniti. Non parlo solo delle degenerazioni partitocratiche e del bilancino del farmacista per non scontentare le bande dei ricattatori che scendono in piazza, ma della pochezza del personale che alla fine viene selezionato.

Certo ci dobbiamo porre il quesito principe e cioè chi recluta e chi seleziona tale fauna.

Ho fatto tanti accenni in questi anni ma certamente è materia strategica su cui, nonostante la mia marginalità, mi riservo di tornare. Ad oggi mi vorrei – con leggerezza – intrattenere su questa ultima (l’ennesima) storia di miseria umana della signorina/signora/mamma/fidanzata/moglie Marianna Madia e delle sue menzogne.

Investire nella mente, nell’istruzione, nell’arte, nella tecnologia non è un lusso da alta congiuntura ma è – così sarà sempre di più – un requisito indispensabile per competere nel mondo.

Diceva Carlo Cattaneo, uno dei primi ad aver intuito l’importanza della conoscenza come fattore di sviluppo economico: “Chiuso il circolo delle idee, resta chiuso il circolo della ricchezza” Ma notoriamente questo Cattaneo non solo non capiva un cazzo ma non poteva sapere nulla delle Madia future e tantomeno delle Boschi.

boschi_lorenzin_madia_votazioni_moda_645

Le signorine hanno stroncato, nel tempo, queste teorie da mezze calzette, e stanno dimostrando che idee meno uno ne ha in proprio, meglio gli va la vita sul piano dello sviluppo economico. Ovviamente intendendo quello di tipo personale.  Le sole idee che una di queste dichiara aver elaborato in proprio risultano essere rigorosamente rubate/plagiate.

La cultura hanno scritto in molti (ma io citerò Sergio Romano di cui ricordo una prefazione ad un libro sui cervelli d’Italia di Riccardo Chiaberge) è il nostro petrolio, la sola materia prima di cui disponiamo: se la lasciamo deperire, nessuna riforma istituzionale (avete capitoooooooooooo?) nessuna legge finanziaria (avete capitoooooooooooo?) ci porterà in Europa. Che in realtà è un brutto posto ma questo è tema di altri post.

Comunque, bella o brutta, in Europa se uno plagia, perde il posto.

marianna2

 

Questo governo (Gentiloni vediamo di non far finta di niente!!!!!!) è un guazzabuglio di bugiardi (la Fedeli), cazzafrulloni (Poletti), di arroganti sciupamaschi con tendenza al plagio (Madia), di conigli mono-lingua, nel senso che non spiccicano una parola di inglese (Alfano), di invischiati in una delle più losche (vedrete che non ci sbagliamo su questo record conteso solo dalla maxi tangente per il petrolio nigeriano) e complesse storie tangentiste (CONSIP) degli ultimi anni (Lotti), di figlie di un papa (Boschi) con cattive frequentazioni compreso l’ultra criminale Flavio Carboni e quindi uno potrebbe dire che la Madia Marianna è in felice compagnia. Ma gli altri, diciamo la verità, non hanno un passato burrascoso come la nostra somarella plagiatrice. È una cosa grave quella scoperta! Io posso scopiazzare di qua e di la perché non faccio il ministro di una cazzo di niente e perché, per mio piacere e fierezza, dallo Stato che mi voglio sentire libero di criticare, non percepisco neanche la pensione di invalido che mi spetterebbe da anni.

Ma una che dovrebbe essere d’esempio alla nostra gente, se ha plagiato (e ha plagiato perché le macchine intelligenti non le lasciano scampo) è tassativo che debba lasciare il governo. Subito, effetto domino o meno che si determini. Inoltre la sciupamaschi (spero che non venga ritenuta un’espressione maschilista o offensiva), non è solo una plagiatrice accertata ma crede negli asini che volano, e questo a detta del Santo Padre, papa Bergoglio.

Provate ora a smentirmi su questa credenziale (alla rovescia) e vediamo se una che viene ritenuta da uno come Francesco (altamente attendibile) una credulona, può reggere le sorti della Repubblica. Che già, povera Italia, sta come sta.

La complessità di una ipotesi di ridefinizione della geopolitica mondiale si avvicina (con morti e feriti inevitabili) e sembra invece, in Italia, di stare a ricasco di un mondo tutto fatto di cuori in tumulto (a leggere i giornalacci maligni quanti politici hanno avuto sbalzi di pressione frequentando da vicino la Madia?), di bugiardoni patentati, dei soliti (ma ormai è il meno) corrotti e millantatori.

madia

Si parla apertamente di Minoli che la fece esercitare in tv giovanissima; del freddo (si fa per dire) Enrico Letta, in quella fase ancora nipote di Gianni; poi il figlio del cattivo comunista massone urlogista Giorgio Napolitano; poi, galeotta la morte precoce (49 anni) del padre consigliere comunale con Veltroni sindaco, viene notata dal Walterino nazionale che decide che la giovinetta (più giovane di Nicol Minetti) era pronta a divenire parlamentare della Repubblica (27 anni!). Piazzata quindi dove non poteva non essere eletta (e quindi – non mi offendete – nominata/cooptata) la ragazza non capendo ben dove si trovava andò a piazzarsi, vicina-vicina (di posto), a Massimo D’alema che, se ben ricordo, era quello che si era ammazzato, per venti anni, con Walter Veltroni per chi doveva guidare il partito. Ma la cultura del plagio spinge verso questi movimenti apparentemente inconsulti. In realtà è navigazione con il Meltemi in poppa e dove le rotte per mare non sono, come tutti sapete, lineari. Tra D’Alema e Bersani non ci passa molto e la Madia è stata anche bersaniana (mi sa che la Marianna è andata a prendere ripetizioni da Dorina Bianchi) per poi, alla boa recente, girare e divenire (qui torna la questione della Madonna e degli asini che volano) sotto visione e apparizione, renziana di ferro. Fino a ieri era così.

“Ho sbagliato fino ad oggi, novella Claudia Koll (ndr). Non avevo capito quanto ci fosse bisogno di Renzi (!!!!!!, sic, gulp, caspiterina, cazzo, ganzo, accipicchia  ndr) nel Paese.”

Ma perché una così deve essere messa in discussione solo perché si frega 4.000 parole da qualcuno e non dice niente?

Direi che la signora/signorina/mamma/musa ispiratrice/mancata giornalista Rai/ricercatrice di spinte siderali atte alla navigazione nel profondo, deve essere osservata con la massima attenzione (e rispetto) perché mi sembra una super dottoressa, dottorata, specializzata in paraculagine e derivati. Non tossici ma sanissimi in quanto riguardano le fattezze che da sempre, soprattutto quelle femminili, tirano di più di una copia di buoi. O, ora che i buoi cornuti non si usano più, di un bel trattore Lamborghini.

Ebbri di tanta luce e abilità, sentiamo il dovere di chiedere scusa alla signorina Nicole Minetti per tutti i riferimenti maligni che questo blog le ha rivolto. Alla Minetti chiedo scusa quindi per sfumature volgari dedicate a fattezze (che lato B!) usate, nello stimolare il capo del governo, da lei in modo strumentale. Alla senatrice Dorina Bianchi per i valzer ideologici e le cattive frequentazioni (servizi infedeli). Entrambe delle dilettanti. In fin dei conti quella di Minetti era tutta robba sua e si è presa anche le condanne tacendo. La laurea in medicina della Bianchi è onestamente conseguita dalla intraprendente calabrese quando laurearsi in medicina era tostissimo. La “porterò la mia inesperienza in Parlamento” (vista come si è mossa figurarsi cosa diventava se era esperta in qualcosa!) ha stracciato l’una e l’altra, creando un ibrido che potrebbe fare scuola. Ma non leggi che mi sembra sia il prodotto che si deve produrre in Parlamento. Direi che a fronte della menzogna sul plagio documentato, le dimissioni siano doverose. A prescindere dalle altre indiscutibili specializzazioni ma che non credo debbano continuare a fare curriculum per essere selezionati per guidare la Marianna. A meno che il fatto che una si chiami “Marianna” non alluda a quella della Rivoluzione francese e allora, come siamo soliti fare quando sbagliamo, facciamo un passo indietro, chiediamo scusa a tutti e, in nome dei segni forti e dei poteri fortissimi, delle famiglie allargate che si ergono alle spalle, tacciamo per sempre sulla bella signora, sui suoi limiti/comportamenti spregiudicati e manipolativi (intendendo dei testi altrui) perché per noi, la Rivoluzione Francese e i suoi valori, vengono prima di ogni altra cosa.

Anche prima della decenza perché – è notorio – la Rivoluzione è di per se indecente e, in modo particolare, lo fu quella francese.

Viva la Marianna quindi.

Oreste Grani/Leo Rugens

Annunci