Tornare nelle piazze del popolo e rientrare a “furor di popolo” nel parlamento repubblicano

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Direi che nel circuito ricorsivo “azione-repressione-reazione-smascheramento”, quanto è stato stabilito per cercare di “punire”, quasi fossero degli “scolaretti indisciplinati”, i 42 cittadini-parlamentari del M5S, colpevoli di lesa maestà, non di un luogo (il Parlamento) che deve e rimarrà nella massima considerazione del MoVimento, ma di chi, impadronitosene proditoriamente con leggi che falsano la volontà del popolo sovrano, lo usa e consuma a suo piacimento, facendo e disfacendo regolamenti, attuando simulacri di attività trasparenti e democratiche, al solo fine di mantenere una condizione di privilegio ad una casta di oligarchi sostanzialmente tirannelli. E contro il tiranno, come si sa , tutto è lecito. Figurarsi quello che i 42 hanno fatto! Mi sembra che sia cosa buona e giusta che ora, svelata la natura tirannica, si torni nelle piazze, in giro per l’Italia, a restituire non solo parte dell’appannaggio ma la presenza e il racconto delle nudità con qualche limite che vi autoimporrete altrimenti vi beccherete anche oltraggio al nostro buon gusto e sensibilità.

Direi che si è chiusa semplicemente la porta del Palazzo (ma quando mai è stata veramente aperta per voi, ragazze e ragazzi, dal momento che quelli vi odiano e vi temono dal profondo della loro “paura”?) e si è riaperto il Portone del Popolo. Di Piazza del Popolo. Scenderei quindi in piazza, in ogni città dove potrete e attuerei un road show, scegliendo simbolicamente per l’appuntamento, città per città, la piazza intitolata al Popolo. La partita ora si gioca sul piano della legalità sostanziale (La nostra Costituzione e il potere del Popolo sovrano) non dimenticando che “con i bari non si gioca”. Ne a dadi (truccati) ne, tantomeno a rubamazzo, perché a rubbbbà, quelli battono chiunque. Soprattutto Verità, Uguaglianza, Libertà, Fraternità.

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Ma come fate a continuare a pensare che degli oligarchi/tiranni possano accettare che si dia dignità a tutti attraverso il reddito di cittadinanza? Loro si sentono stò cazzo e non vogliono che gli altri facciano altro che portargli l’acqua con le orecchie! Ma se qualcuno vi obbligasse a portare l’acqua con le orecchie al tiranno, considereste giusto ribellarvi? Questa gentarella, tale è ad esempio un Giachetti (me lo ricordo personalmente servo acquiescente nel Partito radicale di Rutellik e Pannellik ad apprendere l’arte del politicante di professione), vorrebbe che lasciaste portare acqua con le orecchie a loro poveri assettati dalla maggioranza del popolo asservito.

Voi state vivendo una stagione (quella della frequentazione di questa gentaccia) che era e deve rimanere puramente strumentale in funzione di ben altro collasso.

Che atti repressivi e violenti (i loro) fanno avvicinare “a spron battuto”.

In piazza, quindi, a raccontare e a raccogliere altro affetto, stima, coraggio.

I tempi si fanno duri a prescindere da Parma, Genova, Palermo.

Ma un po’ meglio non si potevano mettere le cose per questo 11 di giugno?

Ma questo è un altro discorso.

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Concludo con un suggerimento: finito il Road Show ci si potrebbe rivedere tutti a Piazza del Popolo, a Roma, il giorno del rientro (che farei coincidere, per tutti, nella stessa data) e pretenderei di essere accompagnato, dal mio popolo festante, fino al portone del Palazzo. Minniti o non Minniti. Per ribadire “chi” deve comandare in Repubblica. A meno che, distratti come siamo, non si sia tornati sotto il re e il fascio. Ma se la maschera fosse strappata, a quel punto sarebbe tutto più facile.

Scusate l’espressione crudele ma la “sospensione punitiva” mi sembra un auto-incaprettamento autolesionistico e asfissiante. Direi di fornigli corda.

Oreste Grani/Leo Rugens che è pronto a venire a Piazza del Popolo e a tornare, tutti insieme, sotto il Palazzo, come la sera indimenticabile di “Rodotà-Rodotà-Rodotà”.

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