Al “povero” Balducci hanno sequestrato 9 milioni di euro

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Si dice, semplificando la complessa arte dell’investigazione, che tre indizi facciano la possibilità che uno sia colpevole di qualcosa.
Dico questo perché ho la sensazione che non sia la prima volta che spunti il nome di Francesco Rutelli nelle ricostruzioni che riguardano ribaldi, i loro ambienti di riferimento, le loro amicizie ed entrature.
Metto da parte questi indizi investigativi ma prometto che un giorno scriverò un post intitolato “Francesco Rutelli”.
Scommetto che diventerà un classico tra i miei articoletti e tra i più visitati.
Il signore, Angelo Balducci, a cui oggi hanno definitivamente sequestrati 9 milioni di beni, è stato, ad esempio, un buon amico di Francesco Rutelli, di Gianni Letta e, ovviamente, per motivi di piccolo/grande calcolo, dell’ex ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. Non gli mancavano, inoltre le solite entrature in un Vaticano affaristico, ante Papa Francesco. Il Balducci, a cui oggi hanno recuperato i nove milioni, è l’ex provveditore ai Lavori Pubblici del Lazio e della Sardegna. È stato anche il braccio operativo nei grandi appalti della Protezione civile guidata, all’epoca dei fatti, dal sottosegretario Guido Bertolaso.
Grandi lavori per centinaia di milioni.
Il giornalista Fabrizio Gatti, già anni addietro (parlo di quasi 10 anni) consumando – come sempre si dovrebbe fare – le suole delle scarpe, se ne era andato a Grottaferrata, vicino Roma, e, al 32 di via IV Novembre, e aveva trovato nell’edificio oltre alla sede di una Società riconducibile a tal (si fa per dire) Luciano Anemone, quella di una casa di produzione cinematografica, la Erretifilm srl, di proprietà al 50% di tale Rosanna Thau (R come Rosanna e T come Thau) che si seppe subito essere la moglie di Angelo Balducci.
La Erretifilm si seppe che era stata costituita con 25 mila euro versati da tale Vanessa Pascucci, amministratore unico di un’altra società legata alla famiglia Anemone, la Redim 2002, socia dell’Arsenale Scarl, società costituita appositamente per fare lavori di trasformazione dell’ex arsenale Militare della Maddalena.
Intrecci.
Quel giornalismo investigativo (che si va rarefacendo) interpretato da Fabrizio Gatti, era riuscito a chiudere un cerchio, spiegando come, in questo nostro Paese, si accumula denaro legando affari e politica. Da quel momento in poi i carabinieri del ROS seguirono, se ben ricordo, questi indizi che portarono alla cattedrale nel deserto (alla Maddalena) che non si capisce ancora, ad anni di distanza, quanto sia costata alla collettività. Parlo di tutto il biscottone che girò intorno al G8 di Berlusconi. Di queste cose e di questi figuri (a cui, alla fine, si trovano sempre – se li si cerca – veri e propri tesori) vi abbiamo parlato, in altri post, che oggi vi ri-pubblichiamo per farci belli.
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Oreste Grani/Leo Rugens

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