Caro Bigotti ti scrivo… così mi ci incazzo un po’

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Caro Ezio Bigotti, sei di nuovo sui giornali.

E non per annunciare successi ma perché il magistrato pensa che tu sia un po’ birichino. Quindi, caro Bigotti, l’averti chiamato “birichino” (ti posso dare del tu?), anticipava quello che oggi, su più fronti, in un ritmo incalzante che chissà quali altri infortuni potrebbe prefigurare, ti sta capitando.
Chissà se sono (come dicono) solo ben informato o se, oltre alla preveggenza e alle orecchie grandi, mi si può attribuire anche una certa dose di capacità iettatoria?
Miscela (informato e iettatore) che mi renderebbe pericoloso anche per i gradassi tiratori di testate come dicono che tu sia.
Comunque, se si dovesse tenere, sarà un match non da poco.
Un vecchietto dotato di super poteri iettatori e un bullo tira testate. Chissà come andrà a finire. Per ora, Grani/Giona lo iettatore, ti sta prendendo una pista. E non di coca. Per ora, non di coca.. Comunque, era meglio non presumere di poter svolgere il ruolo del sabotatore del progetto “Energie Superiori” a gratisssssse. E non parlo ovviamente di soldi.
Tu e il tuo tirapiedi, tutto dovevate fare meno che sottovalutare  quei signori che erano venuti, mandati a chiamare dal “Radiologo”,  uno in autobus e l’altro in bicicletta, per 56 riunioni. Questa bizzarria, quel mantenuto del tuo impiegato Aurelio Voarino, te la doveva almeno riferire.

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Io, senti a me, una strana coppia come quella che arrivava agli appuntamenti di lavoro, che fossero a via Veneto o a via Bissolati, con quelle modalità di trasporto, sempre preparati sulla materia di cui si ragionava, puntuali, documentati, sobri e in grado di scrivere, nel merito, rispettosamente, anche al Capo dello Stato (ed essere esauditi nelle richieste) io non l’avrei sottovalutata, ne tantomeno trattata sprezzantemente come se fosse stata  composta da due dei tuoi tanti lacchè/leccaculo.
Biricchino e un po’ stronzo arrogante, quindi. Mi chiedo, mentre lo scrivo, se sia  un reato diffamatorio dare dello “stronzo arrogante” a qualcuno? Se sì, aspetto la convocazione nelle sedi di legge, stronzo arrogante!
Alla prossima notizia stampa.

Oreste Grani

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Roma, concessioni e finanziamenti pubblici: 30 indagati. Tra loro anche Venafro

L’ex braccio destro di Nicola Zingaretti al centro delle indagini per una consulenza da 70mila euro prestata per conto di società di servizi idroelettrici dopo essersi dimesso da capo di gabinetto del governatore della Regione Lazio

di MARIA ELENA VINCENZI
06 aprile 2017
Ruota attorno ad alcuni soggetti, vicini al Governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti, la nuova inchiesta della Procura di Roma che, coinvolgendo trenta persone ed altrettante societa’, sta indagando sulla regolarita’ di concessioni e finanziamenti pubblici, su alcuni episodi corruttivi e su una serie di violazioni tributarie.

Tra i nomi che spiccano di piu’ ci sono quelli di Maurizio Venafro, ex braccio destro di Zingaretti, assolto in primo grado la scorsa estate dalla turbativa d’asta legata alla gara Cup, bandita dalla Regione Lazio e poi annullata con i primi arresti di Mafia Capitale nel dicembre del 2014. In questo caso, gli accertamenti avviati dalla Finanza, su input del procuratore aggiunto Paolo Ielo e dei pm Luca Tescaroli, Giuseppe Cascini e Stefano Rocco Fava, riguardano il prezzo per una consulenza (70mila euro circa), che Venafro ha prestato per conto di una societa’ di servizi idroelettrici, successivamente alle sue dimissioni dal capo di gabinetto di Zingaretti, e che i pm ritengono sia la corruzione di una concessione che la stessa societa’ ebbe con la Regione Lazio anni prima. In pratica lui avrebbe ottenuto quella consulenza
perché negli anni in cui Venafro era alla Pisana questa società, la Energie Nuove di Fabrizio Centofanti (anche lui indagato), sarebbe stata agevolata in alcune gare.

Tra gli indagati anche l’imprenditore ed editore Giuseppe Cionci (archiviato in Mafia Capitale per il suo ruolo di supervisore delle erogazioni fatte a beneficio del comitato elettorale), l’imprenditore Ezio Bigotti e l’ex assessore capitolino alla Cultura, Umberto Croppi.

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