Noam Chomsky: la guerra del Golfo

SENZA COMMENTO

Leo Rugens

IL 6 MARZO 2015, USAMMO IL PENSIERO ALTO DI NOAM CHOMSKY PER NON DIMENTICARE CON CHE LEGGEREZZA/PESANTEZZA SI FOSSERO MOSSI GLI USA.

LA MEMORIA E’ TUTTO, ORA PIU’ CHE MAI.

ORESTE GRANI/LEO RUGENS Guerra-del-Golfo

Questo spiega come opera un sistema di propaganda ben funzionante. La popolazione può credere che quando aggrediamo militarmente l’Iraq lo facciamo perché osserviamo il principio secondo cui l’occupazione illegittima e l’abuso dei diritti umani devono essere contrastati con la forza. Grazie all’effetto della propaganda non ci si accorge di che cosa accadrebbe se quei principi venissero applicati al comportamento degli Stati Uniti.

Consideriamo ora un altro esempio. Se si osservano attentamente i resoconti dei media sulla guerra dall’agosto del 1990 ci si accorge che mancano due voci importanti. In Iraq c’è un’opposizione democratica, molto coraggiosa e concreta. I suoi membri naturalmente agiscono in esilio, perché in patria non potrebbero sopravvivere. Stanno soprattutto in Europa, sono banchieri, ingegneri…

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