Scorre il sangue nei luoghi di culto cristiano, in tutto l’Egitto

Ipazia

Ho fatto riferimento in altri post alla tragedia di Ipazia, filosofa e scienziata, trucidata ad Alessandria d’Egitto, per volontà del vescovo Cirillo, nel 415 dopo Cristo.

Ne ho parlato altre volte citandola per la statura intellettuale, la saggezza e la visione culturale, donna sempre pronta al dialogo, alla tolleranza che il fanatismo cristiano in quei tempi considerava pericoloso e destabilizzante gli assetti di potere che la Chiesa di Roma cominciava a ipotizzare per se e per il Mondo allora conosciuto.

Oggi, in quella terra, scorre ancora sangue nelle chiese, per trucidarne i frequentatori.

45 morti, ma potevano essere centinaia. E il fatto avviene, non a caso, nel giorno di pace della Domenica delle Palme o dei rami di ulivo.

Ho scritto, tempo addietro, con la speranza che mi leggesse che il Santo Padre, colto e saggio come sembra essere, avrebbe dovuto, nel nome di Ipazia alessandrina, lanciare una vera e propria offensiva per provare a far scoppiare, in quelle terre, la convivenza civile.

PAPA FRANCESCO, NEL NOME “GENTILE” DI IPAZIA D’ALESSANDRIA, SAREBBE OPPORTUNO CHE LEI CONVOCASSE UNA CONFERENZA MONDIALE PER LA PACE NEL MEDITERRANEO;

PAPA FRANCESCO, PROVI, NEL NOME DI IPAZIA, MARTIRE ALESSANDRINA, A LANCIARE UN GIORNATA MONDIALE DI DIGIUNO PER LA PACE NEL MEDITERRANEO E IN EGITTO IN PARTICOLARE;

GRAZIE A PAPA FRANCESCO ARRIVA IL TEMPO DEL “FEMMINILE” E SPERIAMO DELLE SCUSE PER LA SCARNIFICAZIONE DI IPAZIA D’ALESSANDRIA

Senza evocare una figura taumaturgica, lei per prima martire ad opera dei cristiani fanatici, nulla sarà possibile.

Maometto arriva dopo. Nasce infatti nel 622, e ad Ipazia vengono tolti gli occhi, da viva, più di due secoli prima. E il rito violento avvenne, non a caso, davanti alla Biblioteca, luogo di scienza e di confronto.

Oreste Grani/Leo Rugens

Advertisements