Tutti appassionatamente contro i pentastellati! “Contrordine compagni”, anche il Corriere pensa che state esagerando

Roma. Grillo in Piazza del Popolo

Ho conosciuto da vicino Massimo Franco, intrattenendomi con lui prima e dopo un incontro con Giulio Andreotti, episodio datato ormai dieci anni addietro. Proprio quell’Andreotti. Franco, ne sono certo, è tutto meno che uno prestato, con superficialità, al mondo dei media. È viceversa persona che sa interpretare i segnali che la politica (anche quella degenerata) lancia. Se dice pertanto (come dice ieri mattina sul Corriere della Sera) che c’è qualcuno che (da vero mentecatto e un po’ malandrino aggiungiamo noi che ci possiamo permettere di offendere chi vogliamo visto ormai come ci hanno ridotto) sta esagerando a evocare fronti (quasi ci fossero i nazifascisti o i brigatisti rossi/neri dall’altra parte) anti M5S, penso che sappia cosa dice.

Aggiungo di mio. Tutto questo attaccare a testa bassa il drappo rosso a cinque stelle, testimonia l’ansia che sale nei Palazzi alla sola idea che vincano i cittadini pentastellati autorganizzatisi sotto lo stimolo creativo di Giuseppe Grillo da Genova.

Ma a questa facilissima constatazione, ne aggiungo un altra: questa gentaccia (e parlo di quella evocata dal “postino” Luigi Zanda per fare diga anti pentastellati), deve a Grillo la salvezza da una montante ira popolare che prese sostanza e slancio nel momento in cui Rodotà avrebbe dovuto divenire presidente della Repubblica e Grillo, “pompiere”, costrinse, di fatto, le piazze ad abbassare i toni, salvando, in quel momento, il potere e il culo della classe oligarchica partitocratica.

Fu eletto Giorgio Napolitano e, ancora, la libertà di questo già stanco e offeso Paese, ne risente.

Gli scampati a quell’ira popolare, oggi, si rivoltano contro Beppe Grillo, volendolo, ingrati, toglierlo di mezzo, a qualunque costo.

Ripeto: a qualunque costo. Perché, continuo a dirlo in tutte le salse, questi si faranno “metaforicamente” ammazzare, piuttosto che andare a “casa”.

Sarebbe carino vedere, se la posta si alzasse, quale prezzo sarebbe pronto a pagare “Zanda il Postino”, per fermare gli eversivi pentastellati se invece di essere così democratici ben educati, ma sostanzialmente trattenuti dai “portavoce”, fossero lasciati liberi di “menare”.

All’ingratitudine non c’è mai limite.

Ma fateci il piacere!

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S.

Zanda era l’ossequioso postino (per quello così lo appello) di Francesco Cossiga, quando lo stesso, eccessivamente preoccupato degli attacchi stampa artatamente costruiti dal Corriere della Sera, chiedeva udienza al materassaio Licio Gelli.

Nulla di nuovo sotto il sole per quanto riguarda gli attacchi stampa artatamente costruiti che sia il Corrierone o altro strumentino simil corrierino. Dei piccoli.

E da gentarella così volete prendere lezioni di democrazia?

Oreste Grani/Leo Rugens

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