Bigotti/Voarino, la strana coppia dello scandalo CONSIP, viene dal settore delle intercettazioni telefoniche

bigotti2

L’inchiesta CONSIP muta forma e comincia a divenire (come doveva essere) un vero e proprio carotaggio delle modalità con cui le “termiti onnivore” si mangiano ogni cosa commestibile rappresenti la ricchezza della Comunità.

In questo necessario approfondimento (finalmente in essere), emergono indizi che non dovranno essere analizzati con complice chiusura parziale degli occhi. Né uno, né – tantomeno – due.

Uno degli indizi (non è vero che sia un indizio ma è banalmente la segnalazione che oggi noi vi facciamo perché se ne faccia l’uso opportuno) è che uno dei maggiori protagonisti di questa vicenda, Ezio Bigotti (tramite il travet Aurelio Maria Voarino), si è interessato, prima di coordinare sigle imprenditoriali che si candidano ad assumere il ruolo di soggetti nettatori di pavimenti, scrivanie, cessi di strutture ministeriali, di sedi governative istituzionali, di caserme, di ospedali, di “intercettazioni telefoniche per le Procure della Repubblica” (e non solo) in quando il Voarino era vicepresidente della RCS spa.

Schermata 2017-04-19 a 09.34.33Schermata 2017-04-19 a 09.35.02

Intendiamo proprio quella RCS Spa, cioè una delle massime aziende specializzate in tecnologie da affittare alle forze del’Ordine, alle Procure della Repubblica per effettuare, udite-udite, le tanto vituperate intercettazioni telefoniche! Quella RCS Spa guidata all’epoca da Roberto Raffaelli, condannato per aver omaggiato Silvio Berlusconi di un “corpo di reato”. Vedi articolo:

Schermata 2017-04-19 a 09.43.26Schermata 2017-04-19 a 09.43.49Schermata 2017-04-19 a 09.44.10

Capito, amici lettori e appassionati di cazzafrullate dietrologiche, in cui siamo specialisti in questo ininfluente e marginale blog?

Ezio Bigotti, proprio quello lì che spingeva perché i cessi del Lotto 10 della gara CONSIP Fm4, di cui sentite raccontare dai media di tutta Italia, venissero puliti dai suoi dipendenti.

Io mi chiederei perché uno che faceva business con le intercettazioni si abbassa a far gare per le pulizie. Per soldi direte voi sapendo ormai che Bigotti spende un fracco di soldi. Forse, come vi stiamo aiutando a capire, perché il suo vero obiettivo/potere non era solo aggiudicarsi dei lotti (e guadagnare) ma “quel lotto”.

E soprattutto, se ci seguite in questo labirinto concettuale, potreste cominciare a farvi un’idea responsabile di perché alcuni personaggi (soprattutto se ai vertici delle strutture di Intelligence) dovrebbero fare altro che frequentare gente che si vuole arricchire con la pulizie dei cessi. Si può essere amico di tutti ma non se si hanno incarichi che un tempo si sarebbero definiti delicati.

Oggi mi sento buonissimo e voglio credere che ci siano dei sofisticati intendimenti (quasi una ragion di Stato) dietro a queste frequentazioni  e alle “protezioni” che, di fatto, da tali contiguità ne derivano, in automatico e per effetto alone. Ecco il concetto di traffico di influenze e altre irregolarità che si articolano intorno a queste, a volte millanterie o, viceversa, veri patti segreti. Bigotti oltre a tutto è già stato inquisito/processato per millantato credito.

Mi vergogno troppo, come italiano e come cultore della materia, a pensare meccanismi più semplici, solo corruttivi.

Voglio credere fortemente che Bigotti qualcuno (più di qualcuno?) lo aiuta – da sempre – perché è in realtà “d’ambiente” e scambia altro con chi lo protegge.

Chi protegge lui e il suo sottopanza Aurelio Voarino. Non a caso ritroviamo il Voarino (il sodale super legato a Khassen nel caso Shalabayeva) nell’avventura in RCS Spa.

Vi immaginate i “giornaloni” (il silenzio del La Stampa, Corriere della Sera, La Repubblica sulla strana coppia di cui da tempo vi parliamo, lascia sconcertati!) cosa avrebbero detto se uno dei tanti coinvolti in uno dei mille scandali in corso fosse stato trovato, professionalmente e imprenditorialmente, legato agli ambienti sussidiari tecnologicamente alle Procure e ai Servizi segreti? Tranne Lo Spiffero e il solito DagoSpia nessuno ne parla.

Schermata 2017-04-19 a 09.27.56Schermata 2017-04-19 a 09.28.19Schermata 2017-04-19 a 09.28.36Schermata 2017-04-19 a 09.28.52

Direi quindi di non cadere dal pero e cominciare, da onesti cittadini (parlo di voi perché – notoriamente – io di onesto non ho certo nulla), a svolgere un’attività sussidiaria a quella della magistratura inquirente e suggerire, con equilibrio e senso di responsabilità, i nessi che per troppo lavoro uno potesse non cogliere tra moventi, opportunità, chiavi di accesso. Sempre per aggiudicarsi lotti.

E poi, last but not least, Ezio Bigotti e Aurelio Voarino sono quei due che per motivi che ancora vi devono spiegare, pur facendo nella vita i pulitori di cessi, uno (Bigotti), era anche il Console Onorario del Kazakhstan, l’altro (Voarino), il cacciatore di latitanti kazaki (Ablyazov).

Il tutto, mentre veniva rapita la signora Shalabayeva e, il signor Khassen, diplomatico fatto arrestare da Nazabayev come traditore della Repubblica del Kazakhstan, coordinava le fasi salienti del rapimento.

Che cazzo fanno in realtà questi due, oltre che procurarsi SOA a danno dell’ex alleata francese SIRAM/VEOLIA per vincere le gare CONSIP con oggetto la “penetrazione” dei palazzi sedi delle nostre Istituzioni più delicate, a cominciare dal Quirinale, per finire a Palazzo Chigi?

Vediamo se è un reato chiedersi cosa in realtà facciano nella vita due così e se, come appare, abbiano, ciclicamente, da buoni piemontesi, un debole per la Francia! Francia che poi, da buoni “gargarozzoni” doppiogiochisti, giocatori su cento tavoli, finiscono per tradire e allora scoppiano i casini. Ma ce li vedete Voarino/Bigotti fottere Vincent Bollorè e gli staff della sua HAVAS?

Bigotti ambiava pulire i pavimenti del Quirinale, mentre Havas di Bollorè, ha gli uffici all’Eliseo!

Forse, siamo noi paranoici a dubitare di queste circostanze. Perché mai bisognerebbe insospettirsi di questi rizomi, di queste battaglie con finalità di natura strategica, di questi colossi (Veolia tra altri) che fanno capo a Parigi e che sembrano in grado di tenere “tutto in solo disegno” mentre i nostri provincialotti, al massimo, pensano come steccare con chi gli guarda le spalle ?

Fate voi.

Per noi che siamo ciò che siamo (cioè nulla o qualcosa di poco più di una tastiera), è ora di drizzare la schiena e formulare le domande giuste in difesa degli interessi del futuro (ecco Ivrea a Cinque Stelle) del nostro Paese, quesiti indirizzati non solo sul terreno tecnico-amministrativo (sia pur di una maxi-gara da 2.700.000.000 euro che avrebbero dovuto, alla fine, cacciare i contribuenti italiani) ma ad estrarre, dalla realtà dei fatti, quello che c’è ma non si vede. O non si vuole vedere.

E se fossero in “gioco” (come ho già scritto il 15 aprile 2017 COSA NASCONDE LA LOTTA SPIETATA PER IL LOTTO N° 10? OVVERO, NON C’È SOLO ROMEO IN QUESTA VICENDA) dietro al quel opulento LOTTO 10 della Gara Fm4, oltre che margini di guadagno, gli interessi superiori della Nazione, intendendo quella italiana, non sarebbe opportuno investigare per capire chi siano in realtà questi piemontesi, gravitanti, per anni, senza un vero perché, tra Roma e Astana?  Non sarebbe opportuno scoprire a che “gioco sporco” stanno giocando i signori che ci vorrebbero far credere che si interessano di cessi da pulire?

E vediamo se ci stiamo sbagliando noi a domandarcelo! Vediamo, soprattutto, se è un reato domandarselo o, viceversa, il nostro dovere di ultimi patrioti!

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S.

OrestinoGranetto

Come giustamente vi aveva consigliato il vostro competente avvocato, dovevate rassegnarvi e non provare a congelargli e a oscurargli il blog a Orestino Granetto, perché uno così, che scrive le cose che scrive, poteva solo che rincarare la dose.

E il vostro competente avvocato non lo conosceva personalmente! Viceversa, saggiamente, vi avrebbe detto che era meglio per voi…. espatriare.

Evitate, comunque, di farlo in Kazakhstan perché, dopo oggi, da quelle parti, se vi prendono, buttano la chiave.

Annunci