Se ancora avessi una mia fabbrica d’idee a cui badare…..

Fresh organic vegetables in wicker basket in the garden

Se ancora avessi una struttura dove far lavorare (ma anche fare mensa) collaboratori, oggi rafforzerei l’abitudine, che ho sempre avuto, di far trovare a dipendenti e a ospiti, frutta e verdura da mangiare durante l’orario di lavoro. Mele, pere, agrumi soprattutto. Se si hanno soldi: ciliegie, fragole, kiwi. Se si sa dove e da chi farli pulire: gambi di sedano, carote, carciofi crudi, ravanelli, finocchi, cetrioli.  Insalate di pomodori e verdi, tutte. Anche di spinaci crudi. Lo facevo e lo rifarei, se oggi potessi. Per condire, ovviamente, il taumaturgico olio d’oliva. Se si ha una cucina e un bel tavolone, anche, ogni tanto, un bel piatto di spaghetti al pomodoro, al pesto di basilico, con parmigiano e pinoli nostrani. Se avessi, nel posto di lavoro, un giardino, organizzerei un orto per un vero “chilometro zero” che è il trucco alla base di tutto. Si sta scoprendo che una sana alimentazione, anche sul posto di lavoro, aumenta del 20% la capacità relazionale e la qualità del vostro contributo creativo. Che noia, queste scoperte. Lo sappiamo da sempre. Sono i global service che, nel cibo per le mense, per far soldi, ci mettono di tutto. Mi fermo e segnalo solo un libro che va letto:  Siete pazzi a mangiarlo! di Brusset Christophe.

siete-pazzi-a-mangiarlo

Oreste Grani/Leo Rugens che pensa che a sognare una tavola che stimoli salute e creatività non si fa peccato.

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