Un dialogo laico e rispettoso tra Chiesa e M5S è cominciato: per l’Italia si vede una luce tremula ma si vede!

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Finalmente qualcuno di autorevole (in questo caso Massimo Cacciari) è costretto ad ammettere che il M5S non assume alcun comportamento assimilabile ai movimenti populisti reazionari, apertamente razzisti, fascisti che – in Europa – stanno crescendo in modo esponenziale e minaccioso. Finalmente, anche Cacciari, deve ammettere che la diga a reazioni violente che tanta ventennale protervia partitocratica poteva suscitare, la si deve all’argine pentastellato che ha trattenuto la marea montante della rabbia della gente.

Questo, tra l’altro, cela l’intervista all’Avvenire e quella triangolata al Corriere della Sera, rilasciata intelligentemente dal direttore dell’Avvenire.  Si prepara l’elezione del vertice della CEI e i mascalzoni della partitocrazia, avidi e ciechi, si sentono presi in contropiede dalla mossa concordata (questo dettaglio sta generando il panico) con chi si prepara a dare vita al Grande Cambiamento Politico Culturale di questo Paese. Il M5S si muove evidentemente e di fatto, in accordo con l’unica altra forza portatrice oggi di una visione che abbia cittadinanza, in Italia e nel Mondo. Che nessuno rimanga indietro non lo può certo dire uno che si fa fare, su misura, un aereo lussuoso come ha saputo fare Matteo Renzi. Certamente non basta, ma, almeno, i cinque stelle lo stipendio se lo sono dimezzati e con quei soldi aiutano chi, imprenditore in difficoltà, diversamente si ucciderebbe dalla disperazione e  per la solitudine in cui le istituzioni lo hanno, prima buttato e poi lasciato.

L’Avvenire non ha messo bollini a nessuno ma certamente ha sparigliato e a aperto una vera stagione di speranza. Ora con umiltà (non intendendo a capo chino) la gioventù (intendendo inesperta) pentastellata deve raccogliere il gesto lungimirante caritatevole, foriero, se interpretato, solo di positività per la smarrita Italia che forse, da questa interazione intelligente, può intravedere la sua salvezza. La Repubblica e soprattutto la sua Capitale che deve leggere questo segnale per raddoppiare, centuplicare gli sforzi di una strategia che sappia coniugare centro e periferia come, sin dai giorni che precedettero l’elezione di Bergoglio, proprio dalle pagine del Corriere della Sera, il cardinal Francesco Coccopalmerio ebbe a dire sarebbe stata la cifra connotante il pontificato del pontefice “entrante”. Come poi è stato.

Che sia dialogo laico e rispettoso ma che sia dialogo.

Finalmente una vera buona notizia.

Oreste Grani/Leo Rugens

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