L’attendibilità di Report tende a 10, dopo oltre 10 anni dalla puntata. Quella della politica che vorrebbe chiuderla, tende a 0

giustizia

Report, in onda domenica 5 novembre 2006, alle 21:30.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
La puntata di oggi vogliamo dedicarla al Ministro della Giustizia Clemente Mastella, e al Ministro dell’economia Tommaso Padoa-Schioppa. Non c’è nessuna critica, vogliamo solo informarli di fatti di cui probabilmente non sono a conoscenza e ai quali probabilmente porranno rimedio.

SABRINA GIANNINI (fuori campo)
È il 6 ottobre del 1993: vengono sequestrati dalla magistratura italiana 621 milioni di lire da un conto svizzero e trasferiti sul conto corrente della BNL del tribunale di Milano. Primo Greganti, titolare di quel conto, viene accusato di aver ricevuto quei soldi per conto della segreteria nazionale del Pci. Era la tangente pagata dalla Ferruzzi per ottenere gli appalti ENEL, estesa anche alla DC e al PSI. I tre gradi di giudizio lo hanno confermato. Allora perché quei soldi, oggi tradotti in 390 mila euro, si trovano ancora sul conto della banca? Paolo Ielo era il Pubblico Ministero nel processo di primo grado.

SABRINA GIANNINI
E questi sono intoppi burocratici?

PAOLO IELO- Magistrato Tribunale di Milano
Sono intoppi burocratici guardi, accade che tra il momento in cui si celebra un processo e il momento in cui si giunge ad una sentenza di condanna di primo grado e il momento in cui la sentenza di condanna diventa definitiva passa molto tempo. Io non credo che qui sia individuabile la colpa di tizio… non è questo il problema comunque. Il problema è che casi come questo ho paura ce ne siano tanti.

SABRINA GIANNINI (fuori campo)
E il giudice Ielo ne elenca alcuni…

PAOLO IELO- Magistrato Tribunale di Milano
Ad una sentenza di confisca del 2000 di immobili per ingente valore, soltanto qualche giorno fa gli organi competenti si sono attivati per acquisirla. Dentro fascicoli depositati in archivio, proprio ieri sono stati rinvenuti 3 libretti che contenevano complessivamente circa 23 mila euro scoperti così per caso.

SABRINA GIANNINI (fuori campo)
Proprio ieri, ovvero il giorno precedente quest’intervista, sono stati trovati presso l’Archivio generale tre libretti postali giudiziari dal valore complessivo di 23 mila euro… Erano soldi che lo Stato avrebbe potuto incassare dieci anni fa invece per un errore di cancelleria erano stati archiviati. Quei soldi ovviamente sono rimasti nella disponibilità di Poste Italiane a lungo, almeno fino a pochi giorni fa, quando qualcuno se n’ è accorto ed ha provveduto a riscuotere.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Sentiamo sempre parlare dei costi della giustizia e mai degli incassi, quando invece un sistema giudiziario efficiente potrebbe far entrare nelle casse dello Stato tanti soldi da coprire i costi forse anche di più, nessuno ha mai fatto questi calcoli. Sappiamo che sono miliardi di euro che vanno da quelli sequestrati agli spacciatori a quelli provenienti dai reati finanziari, ai patrimoni immobiliari. Nell’attesa che le sentenze diventino definitive chi gestisce questi soldi e chi li fa fruttare? E dopo, quando devono transitare nelle casse dello stato ci vanno tutti o un po’ si perdono per strada? Per cominciare vediamo come funziona il sistema che porta alla scoperta dei patrimoni nascosti provenienti da operazioni illecite. Per esempio le ville del famoso banchiere di Lodi, Giampiero Fiorani. Sabrina Giannini parte dalla Costa Smeralda. […]


Senza “Report”, non saremmo arrivati all’ipotesi (un po’ paradossale) di avere Milena Gabanelli al posto Giorgio Napolitano prima, e di Sergio Mattarella dopo.

Sarebbe interessante sapere come il Ministro Guardasigilli Andrea Orlando descriverebbe oggi la situazione rispetto al tema posto, oltre dieci anni addietro, da Report e Milena Gabanelli.

I ministri fanno i ministri e i giornalisti, quelli veri, fanno i giornalisti. Nei paesi democratici. Ma in Italia vige ancora la democrazia dal momento che mentre non esiste una legge elettorale (ma vi rendete conto cosa a scritto questo eversore di Leo Rugens?) c’è gente che vuole banalmente spegnere le trasmissioni televisive fastidiose?

La verità è che anche qui è in arrivo l’effetto Erdogan e a molti di queste mezze seghe farebbe piacere fare piazza pulita degli avversari politici.

Si sentono un po’ Putin, un po’ Erdogan e, i più estemporanei di tutti, vorrebbero essere Trump.

Ma dare dell’estemporaneo a uno, è reato?

Oreste Grani/Leo Rugens

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