Un ricordo di Eva, socialista, italiana, staffetta partigiana, ebrea

1945-27-aprile-Avanti-Vento-del-Nord

“Il proprietario della fabbrica (alle porte di Milano ndr) mi nascose tra i suoi operai.” “Portavo i messaggi a Craxi (padre ndr), Parri, Basso.” “Il primo maggio del ’45 andai all’aeroporto di Bresso per volantinare sulla città. Indossavo un vestito elegante per l’occasione ma il pilota mi obbligò a indossare una tuta. Per fortuna, mi sporcai tutta di olio del motore e stetti malissimo.” “Come è possibile che il P.S.I. sia stato distrutto così?” “Ma perché (in lacrime, ndr) Berlusconi ha portato un fascista nel governo?”

Cara Eva, mi dispiace non averti potuto salutare, e soprattutto di non essere all’altezza del tuo coraggio. Il tuo sorriso, i pranzi, le ricette, l’accoglienza affettuosissima, l’amore per Giangio, la tua bella e modesta casa impreziosita da mobili che Figini o Pollini, mi confondo, avevano realizzato per voi in segno di amicizia e di stima, mi accompagnano da oltre vent’anni e mi impegnano perché i vostri sacrifici per rendere l’Italia un paese libero e migliore non siano vanificati dall’ignoranza e dall’ottusità.

Ho il ricordo netto di come rivendicavi di essere sempre stata socialista, coerente, patriota, mentre tuo marito, quasi scusandosi, ammetteva di avere stracciato la tessera di P.C.I. dopo l’Ungheria. Ho il ricordo del tuo silenzio, quanta modestia, mentre ascoltavi forse per la millesima volta, il racconto dello straordinario lavoro che il tuo consorte, anch’egli patriota ed ebreo, aveva svolto al fianco di Piero Bottoni, architetto, partigiano a sua volta, custode della memoria e del lavoro svolto per la città, il QT8.

Il pensiero che oggi, a Roma, l’ANPI e la Brigata ebraica sfilino separati, unico caso in Italia, come sottolinea Carlo Ghezzi, mi fa imbestialire. Pensare che il servizio d’ordine della CGIL difenda i gonfaloni con la stella di Davide mi rassicura ma mi interroga su come sia possibile che gli stessi donne e uomini possano militare da entrambe le parti (ANPI e CGIL).

Il paradosso dei paradossi risiede poi nel fatto che, essendo i giovani a dovere raccogliere la memoria del 25 aprile, una parte di quei giovani, questo il motivo della frattura romana, siano schierati con i nemici di Israele, con modalità a volte intollerabili. Sarà vero che l’ANPI li voglia accogliere per poterli consigliare e indirizzare le loro energie senza causare danni irrimediabili, rimane il fatto che lo strappo è avvenuto.

Cara Eva e caro Giangio, figli di una Italia il cui popolo, una gran parte di esso, ha cercato la vostra distruzione e che, nonostante tutto avete contribuito a ricostruire mattone su mattone con il cemento della volontà, della cultura, della storia millenaria cui davate scarsissimo peso, degli ideali (mazziniano fu Tullo Massarani, antenato di Eva) siete per me un esempio indistruttibile di come la ragione e il sentimento riescano a sconfiggere le tenebre e la follia o l’ignoranza; pensare al coraggio che avete avuto nel rimanere per fare rinascere l’Italia mi fa sentire un nulla per quanto illuminato dalla vostra stima, fa apparire un nulla chi non è capace di superare le divisioni, peggio, le alimenta.

Dionisia

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