Il geniale, illuminante, risolutivo ministro Carlo Calenda

Stupore

Il crack dell’Alitalia sarebbe un choc per il Prodotto Interno Lordo, cioè il famigerato PIL. Minchia che affermazione choccante ci rifila questo “recente” personaggio del firmamento politico italiano, cioè il ministro Carlo Calenda! Ma dove li trovano – ciclicamente – questi stupitori delle nostre genti? Mi obbligano a inventare neologismi per arrivare a definirli: stupitore (non stupratore) delle italiche genti. Che vuole dire di sostanziale l’ennesimo fungo spuntato tra le pieghe di questa raccogliticcia classe s-dirigente del Paese? L’Alitalia è ciò che è, e, senza un pensiero (che Calenda non ha), non ha alcuna possibilità di tornare a essere qualcosa, se non un buco nero. Punto. Così come era ed è il MPS. Punto.  O l’Ilva. Punto. “Considerate la confusione in cui brancolano tutti su come fare i calcoli previsti…Visti gli assurdi argomenti che usano e il disordine nel quale si trovano, è evidente che soltanto grazie alla Provvidenza di Dio Onnipotente, al caso e alla vastità del mare (e dei cieli aggiungiamo noi) non succedono peggiori disgrazie e non si danno circostanze più avverse di quante si diano oggi.”

Così scriveva Samuel Pepys, della Marina britannica, nel 1683! Perché non erano ancora stati inventati gli aeroplani.

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Torno a dire: ma chi li tira fuori dal cilindro ciclicamente questi conigli?

Qualsiasi organizzazione (e il Governo prima o poi bisognerà considerarlo un’organizzazione), grande o piccola, pubblica o privata, per poter funzionare, ha necessità di persone e il relativo approvvigionamento, passa attraverso un’attività di selezione. Ma veramente? Non possiamo crederci!

Ecco, amici, è tutto qui. E prima di selezionare, si deve saper fare un reclutamento coerente con le finalità e fatto il reclutamento si deve aver selezionato dei selezionatori all’altezza del compito. Ma per fare il reclutamento di cui sopra bisogna non solo saper predisporre le griglie per tale attività ma bisogna sapere anche che cazzo si vuole fare con i reclutati/selezionati. E questo non è un gatto che si morde la coda, bensì la banalissima attività di cui sopra cioè soddisfare l’esigenza di una qualunque organizzazione. Ricercare e selezionare persone è un’attività professionale che richiede specifiche competenze in rapporto al tipo di destinatari e alla struttura per cui la ricerca viene effettuata.

In questo Paese di politici stramicioni quando non scelgono qualcuno da piazzare come sodale di ruberie future, affidano il reclutamento, a carissimo prezzo, a gente abituata ormai da anni ad appendere l’asino dove il padrone si ritiene voglia in modo da non scontentare nessuno e farsi pagare laute parcelle. Non pochi politici, quando non cercano i complici (cosa rarissima) sono delle emerite seghe proprio sul terreno in cui invece si sentono esperti. In realtà intravedono solo opportunità di affari e potere da quartierino. Inoltre alcuni si ritengono dei maghi nel capire e valutare gli altri e sempre capaci di selezionare la persona giusta per il posto giusto. In realtà stanno cercando un complice o uno ancora meno dotato di loro e quindi potete immaginare a che corsa al ribasso assistiamo.

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Non dico di seguire i ragionamenti alla Rita Parsi fatti ad Ivrea (la dottoressa, che ho conosciuto in gioventù, comunque, nella sua semplicità, dice giusto quando dice che ci troviamo di fronte a degli psicopatici, arroganti, dipendenti da farmaci e da sostanze stupefacenti  – questo lo dico io – che ne fanno dei pericolosi individui a cui non si dovrebbero affidare un paio di ragazzini a cui insegnare dove e a che condizioni si attraversa la strada) ma certamente è ora di fermare questa deriva. O nella selezione del personale politico e manageriale (questo lo dico a tutti compresi, per altri motivi, i cittadini pentastellati) si avvia una rivoluzione copernicana o sarà inutile continuare a parlare di ondate immigratorie, disoccupazione, salute, infrastrutture, ambiente, guerre, capacità diplomatiche, caccia ai fuggiaschi, diritti civili e quanto altro. Questa è tutta gente che oltre ad essere predisposta alla rapina di Stato, non ha esperienza di nulla e quando per combinazione ne dovesse avere, per motivi terzi, li si piazza sempre a fare altro.

Ma chi lo ha scelto questo Carlo Calenda?

Oreste Grani/Leo Rugens

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